La terza bomba atomica

09 Oct 2008 • 6 min read

da anni gira la voce che in Iraq sono state sperimentate “piccole” bombe atomiche (a detta degli esperti per poter penetrare in profondità sottoterra.. proprio dove si nasconde Bin Laden e i vermoni del deserto Persiano)

il nuovo documentario dai RaiNews24 (lo ricordiamo per tutti i vari speciali video sulle armi al fosforo a Fallujia e sull’uso di armi ad energia (laser e microonde, vedi il famoso “Guerre Stellari” che qui ho riportato diverse volte) parla di una possibile deflagrazione nucleare a Bassora alla fine della guerra del 1991.

riporto qui due articoli (ringraziamo PeaceLink e PeaceReporter) ciao

ps: ci vediamo settimana prossima al Forum?

 

dal sito di Peacelink:

Conferenza stampa di presentazione dell’inchiesta di RaiNews24

L’accusa del veterano: La terza bomba nucleare

Mercoledi 8 Ottobre alle ore 11 alla Federazione Nazionale della Stampa, in Corso Vittorio Emanuele II n.349, Roma

Maurizio Torrealta

Fonte: RaiNews24

Nell’inchiesta un veterano americano che ha partecipato a “Desert Storm” , accusa l’Amministrazione americana di aver utilizzato una piccola bomba nucleare a penetrazione di 5 chilotoni di potenza nella zona tra la città irachena di Basra ed il confine con l’ Iran. Per controllare queste dichiarazioni Rainews24 ha cercato di verificare se durante la prima guerra del Golfo era stato registrato un evento sismico pari a 5 chilotoni. Consultando l’archivio “on line” del “Seismological International Centre” ha trovato che proprio nella zona descritta dal veterano, era stato registrato un evento sismico di potenza corrispondente a 5 chilotoni, l’ultimo giorno del conflitto.

Anche se non è una prova dirimente e definitiva – potrebbe infatti anche trattarsi di una coincidenza – la redazione ha deciso di trasmettere questa intervista perché la situazione sanitaria a Basra ha raggiunto livelli di pericolosità davvero critici: i decessi annuali per tumore, secondo il responsabile del reparto oncologico dell’ ospedale di Basra, Dott. Jawad Al Ali, sono aumentati da 32 nel 1989 (prima della guerra del Golfo) a più di 600 nel 2002.

Il Dipartimento della Difesa statunitense chiamato ad esprimersi sulle accuse del veterano ha dichiarato che durante “Desert Storm” sono state utilizzate solo armi convenzionali.

L’inchiesta verrà proiettata in anteprima durante la conferenza stampa e l’ autore risponderà alle domande dei colleghi e del pubblico .

 

dal sito di PeaceReporter:

Un’altra Hiroshima?

Torrealta, di RaiNews24, presenta l’anteprima di un’intervista a un veterano Usa che denuncia: usammo l’atomica in Iraq nel 1991

”Di giornali italiani ce n’erano pochissimi, ma c’erano colleghi iraniani, russi, giapponesi, spagnoli. Fa riflettere”. Maurizio Torrealta diRaiNews24 ha presentato oggi, in anteprima, l’ultima inchiesta che apre uno scenario inquietante. Gli Stati Uniti, durante la guerra del Golfo nel 1991, per la precisione l’ultimo giorno del conflitto, avrebbero sganciato nei pressi di Bassora, nell’Iraq meridionale, una testata atomica della potenza di cinque kilotoni.
bassora bombardataUn fantasma ingombrante. Per intenderci, quella sganciata su Nagasaki nel 1945 era di una potenza di ventidue chilotoni, quindi si tratta di una ‘testata nucleare piccola’. Ma questo non rende meno grave quello che sarebbe accaduto. ”Un intervento su sito canadese di un veterano statunitense, trovato in internet, ha dato avvio all’inchiesta”, racconta Torrealta. ”Raccontava di un ordigno atomico sganciato nei pressi di Bassora, vicino al confine con l’Iran, durante l’operazione chiamataDesert Storm (l’attacco all’Iraq guidato dagli Usa nel 1991, dopo l’invasione del Kuwait da parte delle truppe di Saddam ndr)Da quel momento ci siamo attivati e siamo riusciti a entrare in contatto con il veterano Usa. Abbiamo lavorato un anno per convincerlo a farsi intervistare in video e a raccontare la sua storia, cha ha confermato punto per punto. Allora abbiamo incrociato le sue dichiarazioni con le rilevazioni del Seismological International Center (struttura non governativa tedesca che monitora gli eventi sismici del mondo ndr).Potrebbe essere solo una coincidenza, ma nello stesso giorno i sismografi hanno registrato un’attività pari a quella che potrebbe scatenare una bomba del genere nella stessa zona della denuncia del veterano Usa”.
Questo potrebbe risolvere ogni dubbio? ”La prova definitiva sarebbe data dalla registrazione delle onde dell’evento sismico, per capire se sono di superficie o di profondità”, risponde il giornalista di RaiNews24,”perché in quel caso il dubbio si risolverebbe, in quanto se fossero di superficie è ovvio che non si sarebbe trattato di un terremoto”. Sembrerebbe un fatto semplice, ma non è così. ”Per fare questa verifica serve la collaborazione di diversi centri sismici, nove in tutto il mondo, che hanno registrato l’evento sismico. L’argomento è delicato, e scatena fantasmi particolari. Noi apriamo il nostro lavoro a tutti, invitando chiunque abbia informazioni in questo senso a collaborare con noi, per accertare la verità”.
bomba atomicaUn’altra rappresaglia?Un altro elemento importante che supporterebbe questa tesi è che, come spiega il giornalista, ”il tasso di mortalità annua, a Bassora, è passato da 32 nel 1989 a più di 600 nel 2002”. 
Pare un lavoro complesso, ma che con la buona volontà necessaria si potrebbe realizzare. ”Si, anche perché oggi abbiamo presentato solo un’anteprima di un’intervista molto più lunga. Il militare Usa racconta un sacco di cose che vanno verificate”, spiega Torrealta, ”ma che non devono essere ignorate. Lui, ad esempio, sostiene che tra il 1 e il 3 marzo 2002, in Afghanistan, è stato utilizzato un ordigno simile. Una dichiarazione che non può restare senza una verifica e che chiama tutti a indagini accurate, a lavorare insieme, con le competenze necessarie. Sarebbe gravissimo se, nel silenzio più assoluto, fosse stata utilizzata un’arma atomica. La radioattività lascia traccia”. 
Un dubbio pesante come un macigno, ma perché da un punto di vista tattico o strategico gli Usa avrebbero sganciato una bomba atomica l’ultimo giorno del conflitto, ormai vinto? Perché lo avrebbero fatto contro quegli sciiti che, prima di essere abbandonati a loro stessi, si erano sollevati contro Saddam aiutando le truppe della Coalizione?
”Per noi la priorità era verificare se quello che il militare raccontava fosse vero”, risponde Torrealta, ”poi sul perché una scelta di questo tipo possa essere stata fatta non mi pronuncio. Abbiamo fatto solo delle ipotesi. Due giorni prima della fine del conflitto, un missile Scudaveva colpito una base Usa uccidendo ventotto militari statunitensi. L’amministrazione di Bush padre aveva da sempre dichiarato che avrebbero utilizzato l’atomica se fossero stati attaccati con armi chimiche o batteriologiche. Ma tutta la questione dell’uso dell’atomica, in quel conflitto, era ambigua. L’allora Segretario di Stato Usa James Baker III, sulla questione, aveva coniato la ‘dottrina dell’ambiguità calcolata’: non si negava e non si confermava l’eventuale uso di armi atomiche. Non sarebbe neanche l’unica rappresaglia per l’attacco alla base Usa, visto che il giorno dopo venne attaccato un convoglio in fuga dal Kuwait. E fu una strage”.