Benvenuto Dudù!

25 Oct 2008 • 3 min read

è nato Edoardo Marino “Dudù” Miconi.. figlio di Claudio e Rachele. riporto la mail di Claudio che ne annuncia l’arrivo. ovviamente siamo estremamente felici e commossi! presto giocherà assieme a GeiGei e questo sarà meraviglia!

Cari, carissimi amici,

finalmente torno a poter scrivere una mail per ringraziarvi tutti per il grande amore dimostrato in occasione delle nascita di Dudù (ok si chiamerà Edoardo Marino, ma ora è così piccolo, pesa solo un kilo e mezzo!)

Vi racconto come è andata:

Il feto stava crescendo in ritardo, per problemi di placenta. Rachele è stata ricoverata lunedì e tenuta sotto osservazione.

L’ospedale è tra i migliori per esperienza e servizio, per questo è anche molto frequentato e nascono nuove vite giorno e notte, spesso si sperimenta la forte tensione dei parenti.

Ma l’altra sera, quando il ginecologo ci ha comunicato che era il momento di portare al mondo Dudù, eravamo solo noi, oltre atre care amiche…

E’ proprio grazie a Isabel, Barbara e Alessandra, e a Monica e Nicole, che mi chiamano proprio in quei momenti, che nel giro di pochi minuti si scatena una ondata di messaggi che fanno il giro del mondo (non è una immagine metaforica) e si cominciano a realizzare esperienze di benessere.

Sono arrivati i genitori di Rachele, sua sorella con sua figlia. Eravamo lì, famiglia e amici in una atmosfera sospesa, silenziosa, calma, come se si fosse formata una bolla protettiva intorno a noi.

Rachele ha affrontato con determinazione il parto cesareo e noi abbiamo atteso, sospesi in una bolla fuori del tempo e dello spazio.

Poi nella bolla si è aperta una porta ed è apparsa una dea protettrice con il capo cinto da una bandana e un lungo abito verde e ci ha detto: “il bambino è nato e ha subito pianto e cominciato a respirare da solo, la mamma sta bene” … abbracci, lacrime di felicità.

Poco più tardi arriva una voce che domanda: “chi è Calabrese?” (il cognome di Rachele). Rispondo “io”- “E’ lei il papà?”, “si” rispondo ormai con una permanente sensazione di estraniazione dell’io abituale. Mi coprono con un camice e mi portano in una sala piena di strumentazioni, è una sala di una astronave dove si curano i decolli difficili di nuove vite. Una zona ermetica di accesso per pochi. Ci sono decine di culle termiche, incubatrici, dove dormono minuscoli esseri ancora in gestazione dentro le loro nuove placente. In una c’è Dudù, apparso dal vuoto del cosmo, arrivato su questa Terra difficile e meravigliosa. Si avvicina la dea delle nascite, alta e severa. Con voce calda mi spiega la funzione di quei tubicini che sono collegati al quel corpicino fragile ma determinato ad andare avanti, con quella espressione che è di Rachele. Abbraccio commosso questa Signora che vaga fra progetti di vita come il comandante di una astronave che oggi è atterrata qui per portarci un figlio delle stelle.

E tutto questo è incluso nella bolla di benessere e protezione i cui limiti lontani sono continuamente segnalati dai bipbip dei messaggi in arrivo sul cellulare.

Rachele sta benissimo, Dudù ha un tubetto in meno e respira e nel suo piccolo fa pipì, io credo di stare molto bene.

vi invio un paio di foto

e vi abbraccio dal profondo del cuore, amiche e amici tutti.

Claudio