Mondo Senza Guerre e il nucleare giapponese

14 Mar 2011 • 2 min read

Alla luce del terremoto in Giappone Mondo senza Guerre chiede di porre fine all’uso dell’energia nucleare

Il terremoto in Giappone e la conseguente fusione dei reattori nucleari ha scatenato il timore di una catastrofe nucleare senza precedenti. Con l’avvicinarsi del 25° anniversario del disastro di Chernobyl, che secondo fonti non legate all’industria ha causato 950.000 morti, il portavoce di MSG parla dell’uso dell’energia nucleare.

Il terremoto che ha colpito il Giappone ha causato un’esplosione in due reattori della centrale nucleare di Fukushima I, con la possibilità che se ne aggiunga un terzo, una nube radioattiva, l’evacuazione di 170.000 persone e l’immediato ricovero in ospedale di altre cento.

Nonostante le rassicurazioni del governo giapponese, la situazione potrebbe ancora peggiorare; possiamo già vedere l’industria nucleare al lavoro nel tentativo di soffocare la crescente opposizione all’energia nucleare.

Ciò che è successo dimostra che le centrali nucleari sono insicure e pericolose, non solo per le scorie radioattive lasciate in eredità alle future generazioni per migliaia di anni, ma anche per gli enormi pericoli riservati a chi vive nelle vicinanze. Data l’instabilità geologica del paese, il governo giapponese ha dato prova di una grave irresponsabilità scegliendo la strada del nucleare.

Tony Robinson, portavoce di MSG, dichiara: “Mondo senza Guerre appoggia l’abbandono di questa fonte energetica, che costituisce una minaccia di proliferazione delle armi nucleari ed è superata, insicura e costosa. Al suo posto sosteniamo l’adozione di modelli energetici basati sulle energie alternative e rinnovabili. Da quando viene estratto al momento in cui si trasforma in scorie radioattive di cui non c’è modo di liberarsi, l’uranio causa avvelenamenti, proliferazione di armi e lotte per il controllo dei minerali. L’uso dell’energia nucleare da parte dei governi è del tutto irresponsabile. Non stiamo parlando di limitare il diritto dei paesi di cercare politiche energetiche che rispondano alle esigenze nazionali, ma non possiamo tollerare che l’intero pianeta venga avvelenato per generazioni.”

(articolo tratto da Pressenza )