essere privati

02 Jun 2005 • 1 min read

in questi giorni stanno succedendo così tante cose.. molte sorprendenti (vedi Francia e Olanda sul NO alla costituzione), altre agghiaccianti (il costante massacro di esseri umani), altre incoraggianti (il crescente interesse per il referendum, i dibattiti sulle nuove energie, una crescente mobilitazione della gente comune), altre sono ridicole (Deputati che dichiarano che “potrebbero fare lo sciopero della fame.. però non lo fanno.”, margherite che sbergeffiano altri vegetali, Bruno Vespa che è ancora lì…)…

una cosa però mi ha colpito molto, scorrendo le principali notizie di oggi: “Berlusconi che non capisce perché non è stato accettato il nuovo candidato presidente della Rai.. soprattutto in vista della prossima privatizzazione della RAI…”..

certo, il mio cuore ha avuto contraccolpi ben maggiori quando negli anni scorsi, spesso con l’avvallo o l’iniziativa di governi “mancini”, si sono iniziate la privatizzazione della sanità, dell’educazione, dei trasporti, delle poste

non finirò mai di cercare nuovi modi di esprimere l’autodistruzione celata dietro la privatizzazione di quei settori della nostra vita pubblica.. che dovrebbe di fatto rimanere pubblici… ma è la riflessione sul termine privato, che mi sorride..

se mi dici che una cosa è privata.. la prima cosa che mi viene in mente di chiederti è : “di cosa? cosa gli manca?