maremoti e la morte

31 Aug 2005 • 1 min read

tutte donne, ste tempeste.. la donna è potenza, per chi sa vederla.

l’ultima l’hanno chiamata Caterina, e gli americani riscoprono cosa vuol dire Emergenza Tsunami.

e come valutano la qualità di un film sommando i costi di produzione e la quantità di incassi, così questi eventi li valutano con i numero di morti e quanti miliardi di dollari sono i danni. (in tv si vedono spesso delle top ten con tanto di grafica da “high scores” dei videogiochi, per visualizzare meglio la classifica degli uragani)

tralasciando il disgusto per come invece vengono consumate e sprecate risorse enormi di denaro e di potenzialità umana (armi, guerre, speculazioni di ogni genere..), il mio pensiero va alla gente che muore.

leggevo proprio sta notte (in parallelo alla fantastica trilogia dell’autostoppista galattico :), la parte finale di un libro di un umanista cileno (Dario Ergas, nel suo “Senso del nonsenso”):

“Cosa ricordo dei miei morti?

Soprattutto ricordo le azioni fatte verso gli altri. Di solito ci ricordiamo quelle azioni che hanno fatto bene agli altri, quelle che riconosciamo buone. Anche quelle azioni che danneggiarono altri. Ciò che resta in noi è ciò che quel morto ha fatto verso gli altri. Osserva quel che mettiamo nella bilancia finale della vita umana. Quello che ci importa alla fine, sono i fatti con noi e con altri. Ciò che ricordiamo dei nostri morti sono le loro azioni a favore o contro altri. Questa è una chiave che può orientarci nel nostro fare nel mondo.”

un abbraccio