il jumbo e il fiammifero

05 Sep 2005 • 2 min read

come con le persone che si suicidano: sembra un fenomeno abbastanza remoto e isolato, e invece ogni giorno, solo in Italia, decine di persone quantomeno “tentano” di suicidarsi. il fatto che non se ne parli e non si pubblichino dato (se non dopo tanti anni) rende il fatto invisibile.

stessa cosa con i jet: la mia prima domanda è: 5 grandi disastri aerei in un mese.. è fuori norma? oppure prima semplicemente non ne pubblicavano la notizia?

credo comunque che, nel valutare tali incidenti, sia bene tenere conto le proporzioni e altri punti di vista: ogni giorno muoiono decine di persone in incidenti stradali, e molte di più muoiono in casa per incidenti domestici.

non si deve cadere nel pozzo del temere la teconologia e il progresso, quanto bisogna sforzarsi che la tecnologia e il progresso vadano nella direzione di servire l’essere umano: “umanizzare la tecnologia”.

questa notte ho visto “Cast Away” (il film con Tom Hanks che finisce a vivere per 4 anni su un’isola deserta)..

una delle scene che più mi ha colpito è alla fine, quando tornato a casa, rimane a fissare l’accendigas automatico, ricordando le fatiche, il dolore e la sofferenza di essere rimasto al buio, al freddo e al cibo crudo per tanto tempo.

un fiammifero oggi è un’inezia.

ma ad intercalarsi nella storia della coscienza umana, è forse lo strumento che ci ha fatto fare l’ultimo (in termini cronologici) nostro salto evolutivo. tutte le scoperte scientifiche e tecnologiche posteriori alla scoperta del fuoco (l’aver imparato a conservarlo, a trasportalo e a crearlo) non sono state altrettanto importanti e significative, dal punto di vista dell’apertura e della liberazione della coscienza.

oggi siamo alle soglie del prossimo salto evolutivo.

e non saranno jet che cadono, inondazioni o gente grossolana a fermarlo.