A PROPOSITO DI UNA ESERCITAZIONE ANTITERRORISMO TENUTA A MILANO IL 23 SETTEMBRE 2005

23 Sep 2005 • 3 min read

Oggi hanno fatto le prove come se ci fosse stato un attentato.

Oggi hanno fatto le prove come se loro fossero preoccupati delle nostre vite e del nostro destino.

Oggi hanno fatto le prove come se loro fossero persone responsabili che sanno cosa fare per affrontare i problemi.

Oggi è come se alcuni di voi si sono sentiti più protetti e sicuri.

Questi signori “come se” quando tagliano i soldi per la sanità lo fanno per davvero.

Questi signori “come se” quando pensano ai loro affari e agli affari dei loro amichetti lo fanno **per davvero.

** Questi signori quando invadono altri paesi fanno disastri e tragedie per davvero, anche se poi non li mostrano in tv.

Amica mia, amico mio svegliati! Ti stanno prendendo per il culo!

Cosa ci fanno i nostri soldati in Iraq, come se fossero una forza di pace?

In questi giorni l’ENI ha distribuito milioni di euro agli azionisti per i guadagni vertiginosi che sta accumulando.

Cosa ci fanno i nostri soldati in Iraq come se fossero una forza di pace?

Ve lo dico io cosa ci fanno: difendono i pozzi di petrolio per l’AGIP, difendono i guadagni vertiginosi dell’AGIP, che significa ENI.

Sono andati in un altro paese con le armi per curare “I Buoni Affari”.

E cosa importa se noi dobbiamo, per questo, diventare amici di chi ha sotterrato decine di migliaia di vittime innocenti sotto le bombe (donne, bambini, vecchi, malati)?

Forse il terrore impotente di una donna che stringe al petto il proprio bambino, mentre suonano le sirene e fischiano le bombe che si schiantano al suolo, è diverso dal panico dello scoppio di una bomba in un metrò?

E’ diverso perché quella donna è irachena e quelle bombe sono cristiane e americane?

Cosa ci fanno in Iraq i nostri soldati? Ve lo dico io cosa ci fanno: curano dei buoni affari per l’ENI e per l’AGIP.

E non importa se questo vuol dire allearsi con dei folli guerrafondai incompetenti che non sanno neanche soccorrere la loro popolazione di fronte a una calamità naturale.

E non importa se così ci espongono al pericolo di un attentato che farà altre vittime innocenti!

I responsabili di questi disastri non dicono: “Abbiamo sbagliato!”.

I responsabili di questi disastri non dicono: “Abbiamo fallito!”.

I responsabili di questi disastri non ci chiedono scusa, cercando di riparare ai loro misfatti.

Loro si preparano a costruirci un inferno di violenze, di leggi speciali e di scontro di civiltà!

Hanno imparato bene da Hitler, che agli albori della Germania nazista aveva trovato negli ebrei i responsabili di crimini, povertà e violenza.

Oggi il Presidente del Consiglio, il Presidente del Senato, i rappresentanti di una maggioranza xenofoba e violenta sono già pronti a soffiare sul fuoco del razzismo per fare del musulmano di turno il responsabile di tutti i mali che loro hanno generato.

Io ti propongo un gesto simbolico, che forse non fermerà la guerra, gli attentati, e la spirale di violenza che sta soffiando intorno a te. Ma questo gesto avrà la forza di una meditazione profonda e di una testimonianza che accompagna un messaggio che va’ nella direzione contraria. Domani mattina prendi un piccolo mazzo di fiori, e accompagnalo con un biglietto con sopra scritto: “Il futuro si può cambiare via le truppe dall’Iraq“.

E lascia questo mazzo in un luogo ben visibile di una stazione del treno o del metro.