Il Principio di azione e reazione

18 Nov 2005 • 2 min read

Ecco uno dei temi dalla nostra riunione settimanale di mercoledì scorso:

**“Quando forzi qualcosa verso un fine, produci il contrario”.

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Questo principio fa notare che le persone e le cose hanno comportamenti e funzionamenti determinati, che possono ostacolare i nostri progetti oppure facilitarli se agiamo adeguatamente. Quando, spinti da impulsi irrazionali, forziamo il modo di funzionare di una cosa o il comportamento di una persona, la persona o la cosa potranno anche cedere momentaneamente alle nostre esigenze, però gli effetti a breve o lungo termine della forzatura risulteranno diversi da quelli che desideravamo ottenere.

L’essere umano è creatore di avvenimenti; dà direzione alle cose, tende a pianificare e a realizzare progetti; in sintesi si dirige verso determinati fini. Ma la domanda da porre è: come si dirige verso i suoi fini? Come, per esempio cerca di far comprendere ad un’altra persona il modo di risolvere un certo problema? Lo fa con la violenza o con la persuasione? Se gli fa violenza, prima o poi subirà una reazione alla sua azione, se invece lo persuade, prima o poi le forze di entrambi si uniranno.

Molte persone pensano che ” il fine giustifica i mezzi “, e pertanto forzano tutto ciò che trovano intorno a loro; sul momento possono anche ottenere risultati soddisfacenti, ma sicuramente in seguito incontreranno difficoltà, perché il fine raggiunto non potrà essere mantenuto per molto tempo.

Il principio che stiamo commentando può riferirsi a due situazioni diverse. Nella prima, il fine cercato viene raggiunto, ma le conseguenze sono opposte a quelle che si sperava di ottenere. Nell’altra, per aver forzato qualcosa, si ottiene immediatamente una reazione sfavorevole.

(tratto dal Libro della Comunità per lo Sviluppo Umano – vedi qui tutti i 12 Principi dell’azione valida)