Miti Cinesi – Il vuoto centrale

10 Feb 2006 • 3 min read

l’altro ieri in riunione abbiamo letto alcuni temi dei miti cinesi. Il mondo dei MITI è veramente affascinante e, se predisposti con il giusto atteggiamente “poetico”, possono essere di grande aiuto per la comprensione dell’essere umano e del senso della vita

Il Tao è un recipiente vuoto, difficile da colmare. Lo usi e non si riempie mai. Tanto è profondo e insondabile che sembra precedente a tutte le cose… Non si sa di chi è figlio. Sembra precedente agli dèi.

Trenta raggi convergono verso il centro di una ruota, ma è il vuoto del centro che rende utile la ruota. Con argilla si modella un recipiente, ma è lo spazio che non contiene argilla che usiamo come recipiente. Apriamo porte e finestre in una casa, ma è grazie ai suoi spazi vuoti che possiamo usarla. Quindi, dall’esistenza provengono le cose e dalla non esistenza la loro utilità.

Tutto era vuoto e Pangu dormiva all’interno di ciò che era unito, di ciò che fu chiamato “infinita profondità”. Allora si ridestò. Subito ruppe con l’ascia l’uovo che lo racchiudeva. In miriadi di pezzi questo si disfece velocemente. I frammenti più leggeri e quelli più pesanti si sparsero in varie direzioni. Per impedire che si riunissero di nuovo, Pangu si pose al centro vuoto solidificando il cielo e la terra. Egli fu come una colonna che dà equilibrio al creato. Poi riposò e si addormentò di nuovo finché il suo corpo diede origine a numerosi esseri. Da un occhio uscì il sole e dall’altro la luna. Con il suo sangue si formarono i fiumi e i laghi. Gli animali uscirono dalla sua pelle. I capelli si trasformarono in erba e le sue ossa in minerali.

In quei primi tempi, vivevano sulla terra dèi, giganti e mostri. La dea madre Nüwa era nella metà superiore molto bella e nella metà inferiore somigliava a un drago. Percorreva e visitava tutti i luoghi ma alla fine scoprì che mancavano esseri più perfetti e intelligenti dei giganti. Allora andò al Fiume Giallo e modellò con argilla i primitivi esseri umani. Li fece somiglianti a sé ma al posto della coda da drago diede loro gambe affinché camminassero eretti. Trovandoli belli, decise di farne molti. Perciò prese un giunco e fece cadere gocce di limo che giungendo a terra si trasformarono in donne e uomini. Così, quando cominciarono a riprodursi per loro conto, la madre celeste si dedicò a creare altri esseri.

Fushi, compagno della dea, vide che gli uomini imparavano e allora si dedicò a insegnar loro come accendere il fuoco sfregando dei legnetti. Poi proseguì mostrando loro come proteggersi dalla fame e dalle intemperie. Infine, consegnò loro l’arte degli esagrammi che chiamò I Ching. Questo fu in seguito conosciuto come Libro dei Mutamenti e della divinazione.

Giunse il giorno in cui gli immortali cominciarono a disputare e, entrati in guerra, posero in pericolo l’Universo. Diluvi e catastrofi si abbatterono sulla terra, finché il dio del fuoco prevalse sulle acque. I giganti vollero ancora disputare il potere agli eterni, ma gli dèi con indicibile collera tagliarono loro le teste, che fecero rotolare al fondo degli oscuri abissi.

tratto da Miti-Radice Universali – Opere Complete 1 – Silo