In Nigeria continua la guerra per il petrolio contro ENI e SHELL

21 Feb 2006 • 3 min read

a dispetto di chi si lascia distrarre (per volontà o necessità) e crede che tutto va bene tutto va per il meglio non c’è ragione di preoccuparsi.. anzi: GUAI A OPPORSI ALLA VIOLENZA E ALL’INGIUSTIZIA, perchè così le si danno forza (c’è tanta gente che purtroppo la pensa così), riporto questo breve aggiornamento su quanto da anni sta succedendo in Nigeria..

ringraziamo sempre www.peacelink.it per il valorosissimo lavoro che da 15 anni sta portando avanti!

Perché Shell ed Eni sono attaccate in Nigeria?

Se ne parla poco sui TG ma la situazione è esplosiva in Nigeria. Petrolio, gas e guerriglia creano una miscela esplosiva. In Italia si vogliono costruire rigassificatori per importare il gas nigeriano e “per diversificare le fonti”. Si tenta di diminuire la dipendenza dall’Algeria quando la Nigeria è in fiamme e gli impianti vengono presidiati dall’esercito e da squadre armate.

La Shell non vuole commentare ciò che sta accadendo e l’Eni non dice quasi nulla. A testimonianza di quanto sia grave la situazione.

Per tentare di capire qualcosa ecco un po’ di informazioni prese da Internet.

A.M.

WARRI, Nigeria (Reuters) – Un gruppo di militanti nigeriani ha detto oggi di aver fatto esplodere una piattaforma militare e un oleodotto, estendendo la campagna di sabotaggio che ha già portato il paese, ottavo produttore al mondo di petrolio, a tagliare la produzione di un quinto.

I militanti, che già detengono nove ostaggi stranieri, hanno giurato che non permetteranno alla Royal Dutch Shell di utilizzare la piattaforma cisterna, Forcados, già danneggiata, che conta il 15% delle esportazioni nigeriane e hanno anche minacciato attentati ancora più devastanti nell’intera regione.

“Delle unità di pattuglia hanno compiuto degli attentati alla piattaforma galleggiante, che appartiene all’esercito nigeriano e al collettore Shell Ughelli Odidi-Escravos. Sono state entrambe distrutte con dell’esplosivo” , ha comunicato in un email il Movimento per l’emancipazione del delta della Niger.

Il gruppo ha aggiunto che i soldati hanno abbandonato la piattaforma prima che si disintegrasse.

Non è stato possibile nell’immediato ottenere la conferma delle informazioni da fonti indipendenti ma i militanti hanno già fornito in passato un rendiconto dettagliato degli attentati.

La Shell ha sospeso sabato la produzione di un flusso si 455.000 barili al giorno, il 19% della produzione nigeriana, dopo la sequenza di attacchi notturni agli impianti dello stato nigeriano.

“Continueremo nella distruzione degli impianti petroliferi nello Stato del Delta mentre concludiamo la preparazione di attacchi più ampi nell’intera regione”, hanno detto i militanti.

Fonte http://today.reuters.it/news 20/2/06

Nigeria – L’attacco all’impianto Agip: 9 morti (AGI, 24-01-2006)

Armati camuffati da poliziotti hanno sferrato oggi un attacco a impianto dell’Agip a Port Harcourt, nel Delta del Niger. L’Eni in una nota ha precisato che “dopo un conflitto a fuoco con le forze di sicurezza, la banda armata e’ riuscita a raggiungere i locali della banca situata all’interno della base operativa”. Durante l’attacco, prosegue la nota, “nove persone sono rimate uccise e si e’ registrato un numero imprecisato di feriti. Nessun italiano e’ rimasto coinvolto”. Ancora l’ente petrolifero ha spiegato che “dopo una breve occupazione alle ore 15:30 circa la banda ha lasciato la base”. L’Eni ha “temporaneamente” fatto sgomberare “dalla base operativa il proprio staff e i suoi contrattisti” e assicurato che “la situazione e’ al momento sotto controllo”. (AGI, 24-01-2006)

L’Eni in Nigeria

L’Ente Nazionale Idrocarburi è presente nello stato africano da più di quarant’anni. Circa il 10% del petrolio e del gas che la Nigeria (ottavo esportatore mondiale di greggio) produce finisce nel nostro paese. Una presenza, quindi,importante, che gli attacchi agli impianti Agip mettono ora a rischio.

http://www.warnews.it/index.php/content/view/2064/29/