lasciare la porta aperta…

12 Apr 2006 • 5 min read

non è facile, ma sento che sia la cosa migliore da fare:

non chiduere mai la porta in faccia alla gente. continuare a dare l’opportunità di accorgersi che esisto, e quindi entrare.

c’è solo un principio che mi dà abbastanza carica per mantenere questo atteggiamento con allegria: “tratta gli altri come vuoi essere trattato”.

una consapevole lucidità permette comunque di constatare nella gente che sta intorno una crescente sconnessione emotiva, l’irrazionalità, disinteresse per tutto ciò che sta fuori dalla proria aurea, una “ubriachezza” della mente e dello spirito (quasi sempre corroborata da alcolici o droghette affini).

per questo è importante continuare a lasciare la porta aperta.

perché sono sicuro (e in questo mi colloco con gli Umanisti) che l’essere umano sceglie.

L’essere umano è intenzionale, e ha costantemente la possibilità di scegliere.. cosa fare della propria vita, ad esempio.

ah cosa penso delle elezioni:

l’altra notte è stata un’agonia.. ancora un po’ c’erano tutti i termini per supporre qualcosa di strano…

cmq sono molto contento che avremo l’Unione al governo. per un semplice motivo: ora nessuno potrà giustificarsi in nome della “minaccia Berlusconi”.

condivido appieno le posizioni del Partito Umanista a riguardo:

comunicato del Partito Umanista e riportare il discorso dell’amico Paolo Vecchi (PU di Firenze):

Sconfitta la destra è necessario costruire un’alternativa veramente di sinistra

paolo_vecchiLo scenario politico italiano mostra i segni della grande crisi che anche il resto del pianeta conosce dall’inizio di questo millennio.

Ciò che accade in Italia non è molto diverso da quello che succede nel resto del mondo: una combinazione di ultra-liberismo economico, autoritarismo, fondamentalismi religiosi, istigazione allo scontro tra culture, manipolazione dell’informazione.

Gli spazi di partecipazione democratica si restringono e la competizione elettorale si riduce a una scelta forzata tra due schieramenti che, con sfumature diverse, sostengono lo stesso modello sociale ed economico neoliberista.

Il governo Berlusconi è stato un incubo: ha approvato leggi a esclusiva difesa e beneficio del presidente del consiglio e dei suoi amici; ci ha trascinato in guerra (prima in Afghanistan e poi in Iraq) contro la volontà della maggioranza della popolazione e ha sferrato ignobili attacchi all’Islam, esponendoci tutti al rischio di una ritorsione terroristica; ha approvato una legge repressiva e razzista come la Bossi-Fini, una riforma della scuola discriminatoria come quella Moratti e con la legge 30 ha istituzionalizzato il lavoro precario. Con la scusa della lotta al terrorismo ha varato leggi speciali che limitano le libertà fondamentali e infine ha stravolto la Costituzione in senso fortemente autoritario.

Quindi non possiamo non festeggiare la sconfitta di Berlusconi e della destra; non abbiamo bisogno di tante parole per definire la destra come il campo dell’antiumanesimo.

D’altra parte i precedenti governi di centrosinistra hanno grandi responsabilità: non hanno fatto la legge sul conflitto di interessi, hanno sostenuto la guerra della Nato in Kossovo, con la legge Turco- Napolitano hanno fornito la base all’attuale legge sull’immigrazione e hanno dato il via alla precarizzazione del lavoro, alle privatizzazioni e allo smantellamento dello stato sociale.

E’ probabile che la componente di sinistra dell’Unione aspiri sinceramente a un cambiamento, ma la coalizione di cui fa parte non le permetterà di realizzarlo, perché non mette in discussione il modello liberista e, pertanto, non costituisce una vera alternativa alla destra.

Nemmeno guardando al programma dell’Unione possiamo sentirci incoraggiati da quello che il prossimo governo farà; anche rispetto ad altri centro-sinistra europei la coalizione guidata da un perfetto ex-democristiano come Prodi ha dimostrato di volare piuttosto basso e di prendere posizioni su vari temi (Pacs, alta velocità, uscita da tutte le guerre, crisi energetica, alternativa economica) che non ci fanno sperare in nulla di buono.

La gente ha votato contro, non a favore. E non poteva fare altrimenti perché un vero programma alternativo, basato sui diritti umani, sulla nonviolenza, sui diritti civili, sul protagonismo della gente non è stato messo in campo. Va messo in campo al più presto!

Resta quindi l’urgente necessità di costruire una nuova forza progressista ampia e multiforme,che riscatti la migliore storia della sinistra italiana e sappia lanciare un nuovo progetto, riunendo tutti i fattori progressisti oggi frammentati. Una forza che sia genuinamente rivoluzionaria e nonviolenta, che difenda le minoranze, che promuova i diritti umani, che costruisca un modello economico e una società veramente e profondamente umane e che non sia disposta a cedere a nessun compromesso che la possa snaturare.

Questo è ciò che non volgiamo dimenticare ed è questo l’appello che vogliamo lanciare alle associazioni di base, ai comitati che lottano dal basso, alle varie componenti del movimento nonviolento, alle singole persone che sentono che battere la destra è un obbiettivo minimo: sediamoci da subito intorno a un tavolo per immaginare e costruire quell’alternativa reale al neoliberismo e alla violenza, quell’alternativa a partire dalla base sociale che sappia direzionare le lotte verso il mondo più giusto e più umano a cui tutti aspiriamo.

Paolo Vecchi