molto interessante davvero

24 Apr 2006 • 7 min read

Giro da un caro amico, prete VERO, con la preghiera di diffondere a quanta più gente possibile. Baci

D. e S.

Possibile che nel centro-sinistra siano diventato tutti buonisti per merito e vocazione?

Ho appena finito di prendermi l’ulcera tripla con ripasso e doppio nodo aggroppato dopo avere visto Report di questa sera, Domenica 23 aprile, h. 21,30. Miserevole la via crucis dei moralisti accattoni come Libero, Padania, Unità, e giù una sfilza di giornalucoli, giornaletti e nottaletti, compresi Avvenire, il Campanile, Sportman, ecc. ecc che prendono contributi a perdere dallo stato per oltre 600 milioni di euro all’anno. Signori, diconsi seicentomilioni di euro cioè 1.200 miliardi di lire all’anno: una mangiatoia aperta a tutti perché basta che due deputati garantiscano che quel giornale ecc. ecc. entri nella congregazione degli Spartitori liberi e associati. Con quella cifra si potrebbe aumentare la pensione a di altre 500,00 euro a ben 1.200.000 pensionati alla fame.

Feltri come direttore di Libero prende 15.000,00 euro al mese, Padellaro come direttore dell’Unità prende 9.000.000,00, tranne quello di Liberazione che prende un’elemosina, e tutti tengono famiglia, ma poi vengono a fare la morale sugli sprechi…degli altri. Alla faccia di Berlusconi che doveva eliminare gli sprechi, mentre li ha decuplicati e quasi tutti alla stampa di destra. Quelli di centro e sinistra non sono stati e da meno e siccome pecunia non olet, visto che si trovavano nei paraggi ne hanno approfittato.

A questo si aggiunga che è bastato che Bertinotti dicesse che Mediaset va ridimensionata e subito a sinistra si sono tutti dileguati e distinti: Mediaset è una risorsa… lo ha detto anche D’Alema, come se fosse un Padre della Chiesa autorevole come Origene.

Mi pareva di avere capito che uno dei primi provvedimenti del nuovo governo dovesse essere quello dell’abolizione delle leggi ad personam, senza distinguo, ma forse avevo capito male e probabilmente s’intendeva (intendevano) che avrebbero fatte altre leggi ad personam per equilibrare quelle a favore di Berlusconi perché in una democrazia che si rispetti bisogna bilanciare i contrappesi: tanto a destra tanto a sinistra e tanto al centro. O no?

La butta male, sora Maria, la butta maluccio e oggi che è domenica anche Dio ha preso l’influenza e non gli passa nemmeno con lo sciroppo.

E’ appena finita l’ignobile sceneggiata dei posti al peggiore stile domocristiano e berlusconiano, ma forse non sapete che non si tratta di arroganza e di appetito, – ma quando mai! – qui si parla si pluralismo, signori, non è solo una distribuzione di posti e prebende, si tratta di alta politica, di plu-ra-li-smo. Non bastava, fra poco ci ritroveremo Andreotti a presidente del Senato: colui che ha contribuito alla corruzione dello Stato, alla sfacelo, che ha colluso, mangiato e sniffato con la mafia, che alle ultime elezioni ha fatto eleggere il suo avvocato da an e che ha votato an, ora dobbiamo averlo anche come prima carica istituzionale dopo il presidente della repubblica? Sapete che cosa significa? In caso d’impedimento del capo dello stato o se questi va all’estero per un lungo periodo, lui lo sostituisce. Dio mio, non c’è limite all’abiezione! Hanno fatto una pessima campagna elettorale da dilettanti e da presuntuosi e ora continuano ancora peggio: possibile che non imparino mai una lezione che sia una dagli avvenimenti e dalla rabbia della gente che la vota ancora per disperazione e non per stima?

Prima delle elezioni avevo preintuito che dal 10 aprile sarei stato all’opposizione del governo Prodi. Sono stato troppo ottimista: sono già all’opposizione prima ancora che il governo Prodi cominci e mi vergogno già di averli votati. Per la mia città non vedo altro che delusione, amarezza e senso di nausea. Sto mettendo per iscritto sentimenti diffusi e gli unici a non sentirli sono proprio i politici o sedicenti tali. Già Prodi non si sente più e lavora nell’ombra: parla Bertinotti che pontifica, parla D’Alema, parla Pecoraro, parla Mastella che minaccia dall’alto del suo 1%, ognuno parla per sé perché chi fa da sé fa per tre, però Prodi è il leader di un programma di 280 pagine.

Ho la sensazione che prenderanno accordi con il Caimano per tutelarlo nei suoi interessi, ho il sentore che ci faranno morire d’asfissia.

Dobbiamo imporre al nuovo governo alcune certezze certe e il massimo del rigore morale dentro e fuori, di sopra e di sotto, di fianco e di traverso. Questa e solo questa è la differenza tra destra e sinistra. Solo questo: il rigore morale, il bene comune anteposto a qualsiasi altro diritto pure legittimo. Con le primarie e le politiche abbiamo chiesto unità e questi straccioni ci danno sempre ogni giorno di più spettacolo di divisione, di frammentazione, di litigi che la gente non solo non capisce, ma disprezza e condanna senza appello.

Noi vogliamo ciò che era nei patti:

  1. Abolire tutti i contributi alla stampa finta di finti partiti e di cooperative inesistenti, lasciando un contributo ai partiti rappresentati nei gruppi parlamentari (questo non era nei patti, ma potrebbe entrarci ora perché è solo vergogna e insulto alla gente che non arriva alla quarta settimana, nevvero onorevoli?).

  2. Nessun accordo con Berlusconi, di nessuna natura e per nessun motivo. Deve solo andarsene da dove è venuto e deve pagare le tasse che non ha mai pagato.

  3. Nessun accordo istituzionale: in democrazia vale la legge del 50% +1 voto.

  4. Abolizione di tutte le leggi ad personam, specialmente la Gasparri. Subito.

  5. Freno fortissimo alla raccolta pubblicitaria in tv.

  6. Due reti mediaset devono andare al mercato e fare iniziare questo benedetto pluralismo.

  7. Rai: un canale sul mercato e uno senza pubblicità come canale pubblico con regole certe e senza lottizzazione.

  8. Rai: esclusione per legge dell’ingerenza dei partiti e gestione su stile CBC.

  9. Far pagare da subito le tasse a Berlusconi e compagni di merende.

  10. Reintrodurre il criterio costituzionale delle gradualità impositiva per cui si pagano le tasse commisurate al reddito.

  11. Abolizione di tutti gli enti inutili e del magistrato del ponte sullo stretto che sta mangiando un mare di denaro pubblico senza alcun beneficio o ritorno.

  12. Assunzione di personale qualificato nei tribunali con lo scopo di dimezzare i processi penali e civili portando tutti e tre i gradi di giudizio al massimo a 5 anni.

  13. Eliminazione dell’ici alle attività lucrative in gestione agli enti religiosi.

  14. Abolizione della controriforma scolastica della Moratti.

  15. Abolizione del segreto di Stato sulla villa berlusconiana in Sardegna (quella dei 4000 cactus).

  16. Abolizione dell’autorizzazione ad edificare un cimitero interno alla villa di Arcore (lo scultore Cascella sta scolpendo un mausoleo).

  17. Ritiro immediato, entro un mese dei soldati dall’Iraq (o vi resteremo anche dopo che se ne saranno andati gli americani?).

  18. Applicazione del 41bis rafforzato per Giuliano Ferrara & C. (ne ho un elenco lungo quanto la pagine gialle).

  19. Primo atto di governo, dopo il giuramento: decreto legge per “Tremaglia Santo Subito” e sconto del 50% sulle esportazioni dall’Italia a favore degli Italiani all’estero.

  20. Apporre una targa ben visibile all’ingresso di Palazzo Chigi: “Si sacrificò tanto che volle fare anche il furbo – e il grullo ci lasciò il grugno. Gli Italiani memori della legge elettorale, posero”.

Si potrebbe continuare, ma vi sembra possibile che dobbiamo essere noi a fare il programma di governo, mentre questa gente prende 15.000,00 euro al mese solo per litigare e dividersi poltrone e disattendere anche il voto sovrano del popolo sovrano? Quando capiranno che sono nostri dipendenti?

Forse è bene fargli sapere che questa è e sarà la prima e l’ultima volta che si credono furbi. Credevo che bisognava salvare l’Italia dalla pazzia di un folle, invece abbiamo solo liberato appetiti di bestie voraci.

Con speranza che un altro mondo possibile è possibile e su con la vita perché Berlusconi non piangerà miseria, ma forse arruolerà mezza sinistra alla sua greppia per arrotondare lo stipendio a questi proletari in doppio petto.

Paolo Farinella, prete che è sicuro di parlare a nome di un mare di gente