Silo: un uomo veramente straordinario

25 Sep 2006 • 3 min read

nella mia vita ho conosciuto (direttamente o indirettamente) migliaia di esseri umani.

ma quest’uomo, Mario Rodriguez Cobos, detto Silo, è forse il più strordinario di tutti.

servirebbero anni per raccontare tutto quello che ha fatto e sta facendo (già perché è proprio bello vivo e vegeto!). ha da poco iniziato una Campagna Mondiale per il disarmo nucleare.. in continuazione delle sue idee di non-violenza lanciate pubblicamente nell’Argentina militarizzata di fine anni ’60..

è una storia che racconterò con calma nel tempo.. intanto vorrei giusto riportare alcuni estratti da sui discorsi:

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…Potrai porre fine alla violenza in te, negli altri e nel mondo che ti circonda unicamente con la fede interna e con la meditazione interna. Le false soluzioni non possono porre termine alla violenza. Questo mondo sta per esplodere e non c’è modo di porre fine alla violenza! Non cercare false vie di uscita!

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…Queste proposte: considerare l’essere umano come valore centrale, affermare l’uguaglianza di opportunità per tutti, riconoscere la diversità opponendosi ad ogni forma di discriminazione, auspicare la libertà di pensiero e lottare contro ogni forma di violenza, caratterizzano il nostro pensiero e la nostra azione negli aspetti più generali. … e, infine, ripudia ogni forma di violenza, intesa non solamente come violenza fisica, ma anche sotto tutti gli aspetti di violenza economica, violenza razziale, violenza religiosa, violenza morale e psicologica, come fenomeni quotidiani radicati in tutte le regioni del pianeta…

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…In questo mondo disgraziato, in cui la forza e l’ingiustizia si impadroniscono delle campagne e delle città, come si pensa di porre fine alla violenza? Dall’approccio violento alla violenza non deriverà la pace…

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Come può una persona decidere liberamente basandosi su un’informazione manipolata e sull’esaltazione mediatica di antivalori, capace di mostrare come massimo modello di comportamento quello del potente, che esibisce impudicamente la violenza, la minaccia, l’aggressione, l’arbitrarietà e l’ingiustizia? Come può decidere liberamente se i capi morali delle grandi religioni giustificano o restano in silenzio di fronte ai genocidi, alle guerre sante, alle guerre difensive o alle guerre preventive?

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…Il 4 maggio 1969 realizzammo un primo atto pubblico, che si trasformò nell’atto di fondazione della nostra corrente di pensiero. Nell’atto di fondazione di 37 anni fa non si partì da una dichiarazione di Principi, né da un documento più o meno ideologico, né da una istituzione, ma da un atteggiamento di testimonianza che, sfidando una dittatura militare, si espresse contro ogni forma di violenza. …Una testimonianza che privilegia quell’atteggiamento umano e che lo giustifica in sé al di sopra di ogni ideologia, ogni teoria e ogni calcolo di conseguenze pratiche. Questo punto di vista secondo cui prima di tutto c’è l’espressione della vita umana con le sue certezze, i suoi dubbi, i suoi tentativi, le sue ribellioni, torna ad innalzare coloro che hanno i piedi in terra e la testa nei cieli.

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