Condanniamo energicamente la sanguinaria incursione militare del Governo Colombiano in territorio Ecuadoriano

07 Mar 2008 • 2 min read

180px-tomas_hirsch.jpgAi popoli e ai Governi dell’America Latina

Condanniamo energicamente la sanguinaria incursione militare del Governo Colombiano in territorio Ecuadoriano.

Il processo di trasformazione dell’America Latina sta attraversando un momento critico. Oggi piu’ che mai e’ necessario accelerare i processi di unione politica, economica e culturale.

Abbiamo bisogno di pace per la trasformazione economica, il recupero delle risorse naturali e dei diritti politici dei popoli.

Abbiamo bisogno che il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia e il Nicaragua rafforzino e consolidino il processo di cambiamento. Come umanisti in America e nel mondo continueremo ad offrire il nostro appoggio con decisione.

Nello stesso modo diamo valore agli altri governi della regione con chiaro orientamento progressista e speriamo che approfondiscano questo orientamento nel loro processo di rifondazione, con un’ampia partecipazione popolare.

Non abbiamo bisogno di un linguaggio belligerante ne’ di avventure bellicose.

Il Presidente della Colombia, Alvaro Uribe, nell’allearsi strettamente con il Presidente Bush, non ha saputo portare la pace nel proprio paese e vuole esportare la logica di guerra nella regione. L’incursione armata di Uribe e la mattanza realizzata in territorio ecuadoriano e’ inaccettabile e deve essere sanzionata dalla comunita’ internazionale.

Ma questo conflitto che tenta di portare il governo nordamericano nella nostra regione non si risolvera’ con minacce di guerra ne’ con mobilitazioni di eserciti. L’Era Bush e’ giunta al termine ed e’ molto probabile che l’intelligenza e la sanita’ tornino anche nel nord america. Nel frattempo abbiamo bisogno di unita’, pace e pazienza, per rafforzare l’azione nonviolenta delle organizzazioni sociali, politiche e culturali della regione.

Oggi, quando l’integrazione nordamericana vuole avanzare sostenuta nei processi che hanno come leader Evo Morales, Hugo Chavez, Rafael Correa e Daniel Ortega, e’ necessario che le FARC abbandonino i piani di insorgenza armata, liberino tutti i sequestrati e comincino un cammino di pace e appoggio al processo di integrazione latinoamericano.

Di fronte alla minaccia generata ha maggior valore che mai la rivoluzionaria decisione del presidente Evo Morales di includere nella nuova costituzione il rifiuto della guerra per risolvere i conflitti. E’ arrivato il momento che questa decisione sia seguita da tutti i paesi della regione.

Come movimenti sociali del continente non possiamo sbagliarci in questo momento chiave della situazione attuale. Il percorso contro la violenza esercitata dalle istituzioni economiche e politiche del sistema non e’ la guerra e non e’ la violenza. La nostra azione e’ l’unita’ del movimento sociale latinoamericano per ridurre il potere del capitale e rafforzare le decisioni e la partecipazione dei popoli.

Tomas Hirsch

portavoce dell’Umanesimo per il latinoamerica, 4 marzo 2008