Esiliato iraniano si unisce allo sciopero della fame

29 May 2008 • 2 min read

Cari amici Jan Bednar e Jan Tamas,

Ieri ho ricevuto una mail di Joanne Landy (igc.org) riguardo al vostro sciopero della fame contro il piano degli Stati Uniti di installare una base radar in Repubblica Ceca. Prima di tutto voglio dirvi che appoggio in pieno la vostra azione. Ho letto però che le condizioni di salute di Jan Bednar stanno peggiorando: come medico e come persona che ha già fatto diversi scioperi della fame, raccomando di interromperlo. Da parte mia, comincerò uno sciopero della fame a mezzanotte del 29 maggio e continuerò fino al successo, o a qualsiasi altra decisione presa da chi si unisce a questa protesta. Ho descritto le mie esperienze in questo campo in www.hambastegi83.blogspot.com, che però è solo in persiano. Spero che possiate trovare qualcuno che lo conosce e ve le possa tradurre.

Ho 51 anni e al momento peso 79 kg.

Da ragazzo sono stato un attivista per la pace, ma negli ultimi vent’anni mi sono maggiormente dedicato alla difesa dei diritti umani. Ho fatto il primo sciopero della fame insieme ad un gruppo di altri esiliati iraniani, dal 22 al 31 luglio 1987, per sostenere quello portato avanti in Iran dai prigionieri politici. Dopo un anno e mezzo abbiamo saputo che circa 5.000 detenuti erano stati giustiziati (finora si conoscono i nomi di 4.485 di loro) e organizzato un altro sciopero della fame di protesta, dal 7 al 12 dicembre, a cui ho partecipato anch’io. Negli ultimi cinque anni mi sono unito spesso agli altri difensori dei diritti umani e prigionieri politici iraniani, che hanno adottato quest’arma di lotta nonviolenta. Il mio ultimo sciopero della fame, per chiedere elezioni libere e giuste in Iran e contro le gravi violazioni dei diritti umani nel paese, è durato 33 giorni.

Mi sono laureato a Teheran nel 1982 e vivo e lavoro come medico in Austria dal 1984.

Dr. Hassan Nayeb Hashem