Consigli per allenare il bambino al linguaggio

“Non interrompete o anticipate le frasi o finire il discorso del bambino. Rispettate i “turni” d’inserimento verbale e non sovrapponetevi mentre si parla” mi sto interessando di logopedia (ovvero lo studio del parlare, letteralmente: educare alla parola). perchè noto sempre più molti problemi nel comunicare, sopratutto questo punto del “parlarsi sopra” è molto comune

il tutto rientra in una considerazione più ampia: a scuola non ci insegnano i fondamentali della psicologia, della pedagogia, del “come funzioniamo” e quindi come migliorare le nostre relazione con gli altri e sopratutto come aiutare i figli a crescere e in questo caso a comunicare al meglio i propri pensieri.

ho trovato questo elenco di consigli che qui copio per aumentare la nostra intelligenza collettiva

  • Non interrompete o anticipate le frasi o finire il discorso del bambino. Rispettate i “turni” d’inserimento verbale e non sovrapponetevi mentre si parla
  • Mostrate disponibilità all’ascolto ed affezione incondizionata al bambino
  • Adottate un linguaggio semplice. rallentato in presenza del bambino, offrendo un “modello” verbale chiaro e preciso. In particolare dopo aver ascoltato la difficoltà del bambino, senza scadere nell’artificiosità e “stranezza”. Modellate il linguaggio senza anormalità, lentamente e con frequenti pause d’accentazione
  • Modellate l’eloquio in modo disteso, consigliando la stessa modalità agli altri membri della famiglia
  • Privilegiate un vocabolario elementare e frasi corte
  • Attendete che formuli la frase o discorso con disponibilità e attenzione
  • Utilizzate pause nel discorso e nella comunicazione, aumentando la pause tra una richiesta e la su risposta. Offrendo una minore pressione “temporale” al “linguaggio” del bambino che percepirà un clima di distensione e tranquillità
  • Commentate singole situazioni o momenti del fare, piuttosto che porre frequenti domande che affaticano il bambino
  • Durante i momenti di maggiore difficoltà verbale offrite al bambino le più ampie occasioni di linguaggio e la possibilità di parlare liberamente stimolato da percorsi ludici a lui particolarmente interessanti e gradevoli
  • Organizzate percorsi e momenti di attività non-verbali, di costruzione, ecc. Che possano “scaricare” ed alleggerire la tensione verbale, valorizzando forme comunicative alternative E ancora è importante osservare:
  • Evitate “competizioni verbali” . Ad es. obbligare a raccontare eventi ad amici o parenti, al fine di limitare e contenere la «pressione» del livello di costruzione verbale del bambino
  • Evitate reazione emotive ai blocchi verbali come una particolare mimica del volto, distogliendo lo sguardo, etc
  • Preparate il bambino ad affrontare situazioni nuove simulando l’evento, tranquillizzando i suoi livelli d’eccitazione ed ansia naturali
  • Non evidenziate al bambino le sue difficoltà verbali. Invitandolo alla “calma”, a “prendere il fiato”, “a parlare lentamente”, ad “aprire di più la bocca”, “a rallentare”, a “pensare a quello che deve dire” si comunica la sua diversità, si comunicano forti livelli d’ansia che appartengono all’adulto ma non al bambino che “vive la difficoltà” ma non la “prova” ancora. Il bambino potrebbe equivocare la natura dello stimolo interpretandolo come un rimprovero
  • Le pressioni dei genitori spingono il bambino a prendersi carico della sua esecuzione verbale, compromettendo il carattere di spontaneità e naturalezza della comunicazione
  • Se il bambino sottolinea la sua difficoltà verbale, presentategli il fatto che tutte le persone hanno difficoltà ed esitazioni verbali quando stanche o particolarmente agitate
  • Evidenziate le sue qualità, capacità e punti di forza;
  • Ricordate che molti bambini fino a 6/7 anni presentano disfluenze normali fisiologiche e di sviluppo in un quadro personale assolutamente normale e non logopatico. Difficoltà che regrediscono naturalmente all’interno di relazioni parentali positive e serene
  • Dimostrate il piacere di comunicare durante le situazioni routinarie (vestirsi, mangiar, lavarsi, andare a dormire)
  • Sfruttate i diversi contesti che si creano durante la giornata per descrivere e raccontare ciò che vi circonda (una passeggiata al parco, andare a fare la spesa, preparare la torta)
  • Proponete canzoncine e filastrocche abbinandovi gesti e mimica che diano significato alle parole
  • Proponete libri figurati e commentateli con loro
Stefano Cecere
Stefano Cecere
Humanist Game Designer, Dad and Educator

studio, sviluppo e insegno nell’intersezione tra Giochi, Tecnologia e Filosofia.

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