<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Spirito | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/c/spirito/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/c/spirito/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Spirito</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 10 Jul 2012 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Spirito</title><link>https://stefanocecere.com/c/spirito/</link></image><item><title>I, Pet Goat II</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/07/i-pet-goat-ii/</link><pubDate>Tue, 10 Jul 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/07/i-pet-goat-ii/</guid><description>&lt;p>consiglio a tutti l&amp;rsquo;attenta visione, quasi uno studio, di questo cortometraggio&lt;/p>
&lt;p>a presto!&lt;/p></description></item><item><title>&amp;quot;Incontro con un uomo straordinario&amp;quot; .. il preview del film</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/06/incontro-con-un-uomo-straordinario-il-preview-del-film/</link><pubDate>Tue, 05 Jun 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/06/incontro-con-un-uomo-straordinario-il-preview-del-film/</guid><description/></item><item><title>Un esercito della nonviolenza</title><link>https://stefanocecere.com/post/2012/01/un-esercito-della-nonviolenza/</link><pubDate>Mon, 30 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2012/01/un-esercito-della-nonviolenza/</guid><description>&lt;p>Riescono a fermare i singoli uomini.. ma non le Idee&lt;/p>
&lt;p>Le Idee sono intangibili.. cercano lo stesso di bloccarle e imprigionarle.. ma non ce la faranno&lt;/p>
&lt;p>Siamo pronti?&lt;/p>
&lt;img src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/01/esercito-della-nonviolenza.jpg" alt="" title="esercito-della-nonviolenza" width="620" height="410" class="aligncenter size-full wp-image-2837" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/01/esercito-della-nonviolenza.jpg 620w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2012/01/esercito-della-nonviolenza-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></description></item><item><title>Forum dedicato all'Esperienza spirituale nell’espressione artistica</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/10/forum-dedicato-allesperienza-spirituale-nellespressione-artistica/</link><pubDate>Sun, 23 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/10/forum-dedicato-allesperienza-spirituale-nellespressione-artistica/</guid><description>&lt;p>&lt;em>cari amici, segnalo questo evento a cui parteciperò (almeno nella giornata di domenica)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Sabato 29 e domenica 30 Ottobre&lt;/strong> 2011 si terrà, presso il &lt;strong>Parco di Studio e Riflessione di Attigliano (TR)&lt;/strong>, un &lt;strong>Forum&lt;/strong> dedicato all’“&lt;strong>Esperienza spirituale nell’espressione artistica&lt;/strong>”. Il Forum, che è centrato quest’anno sul tema della “&lt;strong>Coscienza ispirata e atto creativo&lt;/strong>”, vuole essere un momento di incontro e di interscambio di esperienze tra artisti di diverse discipline, operatori culturali, educatori e tutte le persone interessate alla dimensione spirituale dell’espressione artistica.&lt;/p>
&lt;p>Il sabato i partecipanti potranno scegliere tra quattro tavole rotonde (&lt;strong>Ispirazione, Educazione, Corpo, Evoluzione sociale&lt;/strong>) in cui confrontarsi e condividere esperienze sulle tematiche del Forum.&lt;/p>
&lt;p>La domenica sarà destinata interamente ai &lt;strong>laboratori&lt;/strong> che dureranno dalle tre alle sei ore.&lt;/p>
&lt;p>I laboratori sono aperti a tutti i partecipanti, non sono richieste particolari abilità tecniche. Il loro scopo è quello di far vivere l’esperienza spirituale nell’espressione artistica.&lt;/p>
&lt;p>I dettagli del programma delle due giornate, i temi del forum, le testimonianze previste al momento (altre se ne possono aggiungere ed anzi, saranno molto gradite), si possono trovare sul sito &lt;strong>
&lt;a href="http://www.coscienzaispirata.net/" target="_blank">http://www.coscienzaispirata.net&lt;/a>
&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Saremo quindi lieti di presenze ed eventualmente interventi di artisti interessati a una o più delle aree menzionate. In caso di testimonianza occorrerà farci pervenire quanto prima un breve abstract della stessa.&lt;/p>
&lt;p>Un cordiale saluto,&lt;/p>
&lt;p>La Segreteria organizzativa del Forum&lt;/p>
&lt;img class="aligncenter size-large wp-image-2721" title="Invito_Forum_Arte" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/Invito_Forum_Arte-724x1024.jpg" alt="" width="640" height="905" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/Invito_Forum_Arte-724x1024.jpg 724w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/Invito_Forum_Arte-212x300.jpg 212w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/10/Invito_Forum_Arte.jpg 1000w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></description></item><item><title>Silo (1938 - 2010)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-1938-2010/</link><pubDate>Fri, 16 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-1938-2010/</guid><description>&lt;p>a un anno esatto dalla sua morte fisica&lt;/p></description></item><item><title>Silo: sulla crisi</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</link><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/silo-sulla-crisi/</guid><description>&lt;p>&lt;em>amici.. trovo veramente opportuno la ripresentazione del libro &amp;ldquo;Lettere ai miei amici&amp;rdquo;, fatta da Silo nel 1994, che non solo già prevedeva lo scenario drammaticamente attuale, ma lo inquadrava introducendo punti di vista e possibili atteggiamenti di risposta quanto mai validi.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>se vi interessa leggere il libro in questione lo trovate in libreria /
&lt;a href="http://www.multimage.org/" target="_blank">www.multimage.org&lt;/a>
oppure scaricatelo gratuitamente da
&lt;a href="http://www.silo.net" target="_blank">www.silo.net&lt;/a>
&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>un abbraccio&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Presentazione del libro LETTERE AI MIEI AMICI&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>CENTRO CULTURALE ESTACION MAPOCHO, SANTIAGO DEL CILE, CILE&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>14 MAGGIO 1994&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Ringrazio le istituzioni che hanno organizzato questo Primo Incontro della Cultura Umanista per avermi cortesemente invitato a presentare qui l’edizione cilena del libro Lettere ai miei amici . Ringrazio Luis Felipe Garcia per quanto ha detto in rappresentanza della casa editrice Virtual. A Volodia Teitelboim1, che ringrazio per il suo intervento, mi riservo di rispondere in futuro e di commentare, con l’attenzione che meritano, molti dei brillanti concetti che ha espresso in questa occasione. Ringrazio infine le importanti personalità della cultura e i giornalisti qui presenti, nonché, naturalmente, i numerosi amici che oggi ci accompagnano.&lt;/p>
&lt;p>Per chiarire l’ambito in cui si colloca il libro che oggi appare nelle librerie, vorrei, in questo breve discorso, mettere in evidenza che non si tratta di un’opera sistematica ma di una serie di commenti scritti in stile epistolare, stile ben noto e tante volte utilizzato. A partire dalle Epistole morali di Seneca, ha circolato per il mondo un’immensa quantità di scritti di questo tipo che ha conosciuto un’influenza di certo diseguale e suscitato un interesse anch’esso diseguale. Al giorno d’oggi sono ben note le “lettere aperte”, che pur essendo apparentemente dirette ad una persona, ad un’istituzione o ad un governo, sono scritte con l’intenzione di farle arrivare al di là del destinatario esplicito, e cioè al grande pubblico. E’ in quest’ultimo senso che è stato pensato il nostro presente lavoro, il cui titolo completo è: Lettere ai miei amici sulla crisi sociale e personale di questo momento storico.&lt;/p>
&lt;p>Ma chi sono gli “amici” ai quali le missive sono dirette? Si tratta di persone che non necessariamente sono d’accordo con la nostra posizione ideologica ma il cui rapporto con noi è in ogni caso motivato da una genuina intenzione di approfondire le proprie conoscenze e di rendere più incisive le proprie azioni al fine di superare la crisi che stiamo vivendo. Questo per quanto attiene al destinatario.&lt;/p>
&lt;p>Quanto alla tematica, lo stesso titolo non manca di mettere in evidenza che la crisi investe tanto le società quanto gli individui. Noi prendiamo il concetto di “crisi” nel suo senso più abituale, secondo il quale il termine indica degli eventi che possono prendere delle direzioni diverse, avere esiti diversi. La “crisi” fa uscire da una situazione e fa entrare in un’altra, nuova, che pone i suoi propri problemi. A livello popolare la “crisi” è vista come una fase pericolosa dalla quale può risultare qualcosa di benefico o di pernicioso per i soggetti che la vivono; tali soggetti sono, in questo caso, le società e gli individui. Per alcuni è ridondante menzionare gli individui, giacché risultano impliciti allorché si parla di società; ma dal nostro punto di vista questo non è corretto e la pretesa di far sparire uno dei due termini si fonda su un’analisi che non condividiamo. Detto questo, mi sembra di aver chiarito il titolo del libro.&lt;/p>
&lt;p>Orbene, l’ordine ragionevole del discorso ci imporrebbe di entrare in argomento presentando i contenuti dell’opera. Ma invece di seguire un tale modo scolastico di procedere, preferiamo prima di tutto chiarire con quale intenzione ci siamo accinti a scrivere questo lavoro. Ebbene, l’intenzione è stata quella di raccogliere insieme i vari aspetti del pensiero del Nuovo Umanesimo per formulare un giudizio sulla situazione che ci tocca vivere. Il Nuovo Umanesimo ha lanciato una serie di richiami sulla crisi generale della civiltà ed ha proposto l’adozione di alcune misure minime per superarla. Il Nuovo Umanesimo è cosciente delle derive apocalittiche che, come insegna la storia, sono tipiche di ogni fine di secolo e di millennio. Sappiamo bene che in congiunture epocali come questa si fanno sentire le voci di quanti proclamano la fine del mondo, la quale assume caratteristiche diverse a seconda della cornice folkloristica in cui si inserisce: fine dell’ecosistema, della Storia, delle ideologie, dell’essere umano ormai prigioniero delle macchine, ecc. Il Nuovo Umanesimo non proclama niente di tutto ciò, ma dice semplicemente: “Amici, bisogna cambiare direzione!” Possibile che nessuno voglia ascoltarci? Possibile che ci stiamo sbagliando? Me lo auguro, perché questo significherebbe che le cose stanno andando per il verso giusto e che siamo sulla strada che porta al Paradiso in Terra. Certi filosofi strutturalisti ci diranno che la crisi attuale non è altro che un riassestamento interno del sistema, un riordino necessario degli elementi del sistema che peraltro non cessa di alimentare il progresso; certi pensatori postmoderni affermeranno che tutto il problema sta nel fatto che continuiamo ad utilizzare gli schemi del XIX secolo ormai inservibili, mentre in realtà coloro ai quali spettano le decisioni in campo sociale stanno offrendo ai loro governati un incremento di potere e di pacificazione grazie alla trasparenza che la tecnologia e le comunicazioni oggi permettono. Bene, amici! Possiamo stare tranquilli, confidando nel fatto che il Nuovo Ordine si incaricherà di pacificare il mondo. Non ci saranno più guerre come in Jugoslavia, Medio Oriente, Burundi o Sri Lanka. Non ci sarà più fame, non ci sarà più un 80% della popolazione mondiale sotto il livello di sopravvivenza. Non ci sarà più recessione né licenziamenti né distruzione dei posti di lavoro. D’ora in poi avremo amministrazioni sempre più oneste, tassi di scolarizzazione e di educazione sempre più alti, delinquenza e insicurezza urbana in declino, alcolismo e tossicodipendenze in diminuzione… insomma, un aumento generale della soddisfazione e della felicità. Va tutto molto bene, amici. Suvvia, siate pazienti, il Paradiso è talmente vicino!… Ma se così non fosse, se la situazione attuale dovesse deteriorarsi o se addirittura se ne perdesse il controllo, su quali alternative potremmo contare?&lt;/p>
&lt;p>Questo è il discorso che viene portato avanti in Lettere ai miei amici. E non crediamo che costituisca un’offesa il prendere in considerazione la possibilità, intesa come semplice ipotesi, che si arrivi ad un epilogo doloroso. Nessuno si offende per il fatto che gli edifici siano dotati di scale di emergenza, che i cinema e gli altri luoghi pubblici di estintori ed uscite di sicurezza; nessuno protesta per il fatto che gli stadi siano tenuti per legge ad essere provvisti di uscite supplementari. Certo, quando si va al cinema o si entra in un edificio, non si pensa ad un incendio o ad una catastrofe, e tutti sanno che le norme di sicurezza si inquadrano nel contesto generale della prevenzione. Se né l’edificio né il cinema si incendiano, se nello stadio non hanno luogo disordini, non c’è che da esserne contenti!&lt;/p>
&lt;p>Nella sesta Lettera si trova il Documento del Movimento Umanista, nel quale gli umanisti espongono le loro idee più generali e le loro alternative alla crisi. Non si tratta di un documento dei guastafeste, né di un insieme di idee pessimiste: è un testo che descrive la crisi e presenta proposte alternative. Nel leggerlo, anche coloro che non si trovino d’accordo con esso dovrebbero dire: “Bene, si tratta di un’alternativa. Dobbiamo aver cura di questi ragazzi, le società hanno bisogno dell’equivalente delle scale antincendio. Non sono nostri nemici, sono la voce della sopravvivenza”.&lt;/p>
&lt;p>Il Documento del Movimento Umanista ci dice:&lt;/p>
&lt;p>“Gli umanisti pongono al primo posto il lavoro rispetto al grande capitale; la democrazia reale rispetto alla democrazia formale; il decentramento rispetto al centralismo; la non-discriminazione rispetto alla discriminazione; la libertà rispetto all’oppressione; il senso della vita rispetto alla rassegnazione, al conformismo ed all’idea che tutto sia assurdo… Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono ma agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme per etnie, lingue e costumi; multiforme per paesi, regioni, località; multiforme per idee ed aspirazioni; multiforme per credenze, dove abbiano posto l’ateismo e la religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività. Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno…” E, alla fine del Documento, si legge: “Gli umanisti non sono ingenui né si gonfiano il petto con dichiarazioni di sapore romantico. In questo senso, non credono che le loro proposte siano l’espressione più avanzata della coscienza sociale né pensano che la propria organizzazione sia qualcosa di indiscutibile. Gli umanisti non fingono di essere i rappresentanti della maggioranza. In tutti i casi, agiscono in accordo con ciò che ritengono più giusto e favoriscono le trasformazioni che credono possibili e adatte all’epoca in cui è toccato loro di vivere”.&lt;/p>
&lt;p>Non è forse caratteristico di questo Documento un forte sentimento di libertà, di pluralismo, di coscienza dei propri limiti? Si può ben chiamare alternativa questa proposta, che non è affatto una proposta di dominazione, uniformante ed assoluta…&lt;/p>
&lt;p>E come si presenta il processo di crisi? Che direzione sta prendendo? Le diverse lettere rispondono a queste domande facendo sempre riferimento ad uno stesso modello esplicativo: il modello del sistema chiuso. La storia di questo sistema può essere sintetizzata così. Esso sorse con il sorgere del Capitalismo. La Rivoluzione Industriale gli diede una spinta decisiva. Gli Stati nazionali, in mano ad una borghesia sempre più potente, si disputarono il mondo. I vecchi domini coloniali passarono di mano, dalle teste coronate alle compagnie private. Ed il sistema bancario intraprese il compito che gli è proprio, quello di intermediazione, indebitamento di terzi e appropriazione delle fonti di produzione. Sempre il sistema bancario finanziò le campagne militari delle borghesie ambiziose, concesse prestiti a tutte le parti in conflitto e le indebitò e praticamente sempre, da ogni conflitto, uscì con lauti guadagni. Quando le borghesie nazionali si proponevano ancora la crescita in termini di sfruttamento impietoso della classe lavoratrice, in termini di aumento della produzione industriale, in termini di commercio, mantenendo però come preciso centro di gravità il paese che amministravano, il sistema bancario aveva già superato con un balzo le limitazioni amministrative dello Stato nazionale. Sopraggiunsero le rivoluzioni socialiste, il crack della borsa ed i riassestamenti dei centri finanziari, ma il processo di crescita e di concentrazione di questi ultimi non si fermò. Dopo l’ultimo rantolo nazionalista delle borghesie industriali, dopo l’ultimo conflitto mondiale, risultò chiaro che il mondo era uno, che le regioni, i paesi e i continenti erano ormai interconnessi e che l’industria aveva bisogno del capitale finanziario internazionale per sopravvivere. Ormai lo Stato nazionale costituiva un elemento di disturbo per il trasferimento di capitali, beni, servizi, persone e prodotti mondializzati. Cominciò la regionalizzazione. E con essa la destrutturazione del vecchio ordine. Il proletariato che un tempo aveva costituito la base della piramide sociale - all’inizio con i lavoratori delle industrie estrattive primarie e quindi con le masse dei lavoratori industriali - divenne sempre meno omogeneo. Un processo continuo di riconversione dei fattori di produzione portò le industrie secondarie, quelle terziarie ed i servizi, sempre più sofisticati, ad assorbire grandi quantità di mano d’opera. Le tradizionali associazioni dei lavoratori ed i sindacati persero potere, non potendosi più proporre come rappresentanti di un’intera classe sociale, e si orientarono su rivendicazioni di corto respiro di tipo salariale ed occupazionale. La rivoluzione tecnologica provocò una nuova crescita accelerata delle disuguaglianze in un mondo che già ne era pieno, in cui vaste regioni arretrate tendevano ad allontanarsi sempre più dai centri di decisione. Queste regioni colonizzate, sfruttate e destinate a occupare il ruolo di semplici fornitori di materie prime nella divisione internazionale del lavoro, furono obbligate a vendere i loro prodotti a prezzi sempre più bassi ed a comprare la tecnologia necessaria al loro sviluppo a prezzi sempre più alti. Ed i debiti contratti per seguire il modello di sviluppo imposto crebbero di pari passo. Arrivò il momento in cui le imprese ebbero bisogno di diventare più flessibili, di decentralizzarsi, di rendersi agili e competitive. Tanto nel mondo capitalista come in quello socialista le strutture rigide cominciarono a incrinarsi, mentre i costi necessari a mantenere la crescita dei complessi militari-industriali diventarono sempre più opprimenti. Si giunse così ad uno dei momenti più critici della storia umana: ed è dal campo socialista che ebbe inizio il disar-mo unilaterale. Solo la storia futura potrà dire se si trattò di un errore o se invece fu proprio questa decisione a salvare il nostro mondo dall’olocausto nucleare. Gli avvenimenti presentati in questa sequenza sono tutti facilmente riconoscibili. E così arriviamo ad un mondo nel quale tutte le industrie, tutti i commerci, tutta la politica, tutti i paesi, tutti gli individui sono schiavi della concentrazione del potere finanziario. Ha inizio la fase del sistema chiuso ed in un sistema chiuso non esiste altra alternativa che la destrutturazione del sistema stesso. In questa prospettiva la destrutturazione del campo socialista appare come il semplice preludio della destrutturazione mondiale che sta avanzando a velocità vertiginosa.&lt;/p>
&lt;p>Questo è il momento di crisi nel quale ci troviamo. Ma lo sviluppo della crisi ammette diverse varianti. Per semplice economia di ipotesi, nonché per esigenze di semplicità, nelle Lettere si tratteggiano a grandi linee due possibilità. Da una parte la variante basata sull’aumento dell’entropia in un sistema chiuso e dall’altra quella dell’aprirsi di questo sistema chiuso grazie all’azione, non naturale ma intenzionale, dell’essere umano. Vediamo la prima, che descriveremo in un modo un po’ pittoresco.&lt;/p>
&lt;p>Il consolidamento di un impero mondiale, che tenderà a omogeneizzare l’economia, il Diritto, le comunicazioni, i valori, la lingua, gli usi e i costumi, è altamente probabile. Un impero mondiale, manovrato dal capitale finanziario internazionale, che non si preoccuperà neanche delle popolazioni che vivranno nei suoi centri di decisione. Ed in una situazione bloccata come questa, il processo di decomposizione del tessuto sociale continuerà. Le organizzazioni politiche e sociali, l’amministrazione dello Stato, tutto sarà occupato da tecnocrati al servizio di un mostruoso Parastato, che tenderà a disciplinare le popolazioni con misure sempre più coercitive parallelamente alla decomposizione del tessuto sociale. Il pensiero perderà la capacità di astrazione che verrà rimpiazzata da una forma di funzionamento analitico “passo dopo passo” sempre più conforme al modello informatico. Si perderanno le nozioni di processo e di struttura per cui la produzione intellettuale si ridurrà a semplici studi di linguistica e analisi formale. La moda, il linguaggio e gli stili sociali, la musica, l’architettura, le arti plastiche e la letteratura subiranno anch’essi un processo di destrutturazione; parallelamente la miscela di stili in tutti i campi passerà ad essere considerata un grande progresso proprio come è successo a tutti gli eccletismi che sono apparsi nelle epoche di decadenza imperiale. Ma proprio allora l’antica speranza di uniformare tutto nelle mani di un solo potere svanirà per sempre. In quella notte della ragione, in quella stanchezza della civiltà, avranno campo libero i fanatismi di ogni genere, la negazione della vita, il culto del suicidio, il fondamentalismo nudo e crudo. Non ci sarà più scienza né grandi rivoluzioni del pensiero… solo tecnologia che oramai verrà chiamata “Scienza”. Risorgeranno i localismi e le lotte etniche ed i popoli dimenticati si riverseranno sui centri di decisione come un uragano dal quale le megalopoli, un tempo sovraffollate, usciranno disabitate. Continue guerre civili scuoteranno questo povero pianeta nel quale non vorremmo vivere. In fondo, questa parte del racconto la si ritrova nella storia di numerose civiltà che in un certo momento credettero di poter progredire all’infinito. Tutte finirono per scomparire. Per fortuna, però, quando alcune caddero, nuovi impulsi umani sorsero in altri luoghi del pianeta; ed è proprio in questo avvicendarsi delle civiltà che si sviluppa il processo di superamento del vecchio da parte del nuovo. E’ chiaro però che in un sistema mondiale chiuso non c’è posto per il sorgere di un’altra civiltà ma solo per un lungo ed oscuro medioevo mondiale.&lt;/p>
&lt;p>Se quanto viene affermato nelle Lettere sulla base del modello descritto è del tutto sbagliato, non ci sarà di che preoccuparsi. Se, invece, il processo meccanico delle strutture storiche va nella direzione indicata, è tempo di chiedersi in che modo gli esseri umani potranno cambiare la direzione degli avvenimenti. Ma, d’altra parte, chi potrà determinare un cambiamento di direzione tanto formidabile se non i popoli, che sono appunto il soggetto della storia? Ma abbiamo raggiunto un livello di maturità sufficiente per comprendere che, già da ora, non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti? E’ questa la seconda ipotesi che si esamina nelle Lettere.&lt;/p>
&lt;p>Se nei popoli prenderà corpo l’idea che (è bene ripeterlo) non ci sarà progresso se esso non sarà di tutti e per tutti, allora sarà possibile fare una precisa scelta di campo. Nell’ultimo stadio del processo di destrutturazione, venti nuovi cominceranno a soffiare nella base sociale. Nei quartieri periferici, nelle comunità di vicini, nei luoghi di lavoro più umili, il tessuto sociale comincerà a rigenerarsi. Si tratterà di un fenomeno apparentemente spontaneo che si svilupperà parallelamente al crescere di molteplici raggruppamenti di base formati da lavoratori resisi indipendenti dalla tutela dei vertici sindacali. Appariranno numerosi nuclei politici, privi di organizzazione centrale, che lotteranno contro le organizzazioni politiche verticistiche. Ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni impresa diventerà teatro di discussioni. Partendo dalle rivendicazioni più immediate si arriverà a prendere coscienza della situazione più generale: si comprenderà che il lavoro ha un valore umano maggiore del capitale ed al momento di decidere sulle priorità, il rischio a cui è esposto il lavoratore apparirà più importante di quello a cui è esposto il capitale. Si arriverà facilmente alla conclusione che i guadagni d’impresa dovranno essere reinvestiti nella creazione di nuove fonti di lavoro od impiegati in altri settori per aumentarne la produttività, invece di riversarsi in operazioni speculative che determinano un aumento del capitale finanziario, lo svuotamento delle imprese ed il conseguente fallimento dell’apparato produttivo. Anche l’imprenditore prenderà a poco a poco coscienza di essere diventato un semplice impiegato della banca ed avvertirà che, in una situazione di emergenza come quella, il suo alleato naturale è il lavoratore. Ci sarà nuovo fermento sociale e si scatenerà così la lotta franca ed aperta tra il capitale speculativo, con il suo chiaro carattere di forza astratta ed inumana, e le forze del lavoro, autentica leva della trasformazione del mondo. A poco a poco si arriverà a comprendere che il progresso non dipende dal debito contratto con le banche e che la funzione delle banche deve essere quella di concedere crediti all’impresa senza oneri di interesse. Risulterà anche chiaro che non ci sarà altro modo di invertire il processo di concentrazione che porta al collasso se non mediante una redistribuzione della ricchezza a favore delle aree arretrate. La Democrazia reale, plebiscitaria e diretta, diventerà una necessità nel momento in cui si vorrà uscire dalla situazione di agonia determinata dalla non partecipazione alla politica e dalla minaccia costante di disordini popolari. I poteri saranno riformati perché a quel punto la struttura della democrazia formale, dipendente dal capitale finanziario, avrà perso ogni credito ed ogni significato. Senza dubbio questo secondo scenario di crisi si presenterà dopo un periodo di incubazione, durante il quale i problemi si faranno più acuti. Avrà allora inizio un processo fatto di passi avanti e passi indietro, in cui ogni successo, grazie alle comunicazioni istantanee, assumerà il valore di un effetto-dimostrazione che tenderà a riprodursi, per emulazione, fin nei luoghi più remoti. Non si tratterà affatto di un processo di conquista degli Stati nazionali ma di un moltiplicarsi, nell’intero scenario mondiale, di fenomeni sociali del tipo descritto, che prefigureranno un cambiamento radicale nella direzione degli avvenimenti. Se prenderà questa linea di sviluppo il processo storico non terminerà meccanicamente in un collasso, come tante volte è avvenuto; saranno invece i popoli, con la loro la volontà di cambiamento, con la loro volontà di prendere una nuova direzione, ad incamminarsi sulla strada che porta alla creazione della nazione umana universale.&lt;/p>
&lt;p>E’ a questa seconda possibilità, è a questa alternativa che puntano gli umanisti di oggi: hanno troppa fede nell’essere umano per credere che tutto finirà in modo stupido. E anche se non si sentono l’avanguardia del processo di sviluppo dell’umanità, sono pronti ad impegnarsi in questo compito in misura proporzionale alle loro forze e nei luoghi in cui si trovano a vivere.&lt;/p>
&lt;p>Non vorrei dedicare altro tempo al commento del libro che oggi abbiamo tra le mani.&lt;/p>
&lt;p>Lasciate solo che vi ringrazi per la pazienza e la tolleranza che avete dimostrato nel seguire un discorso dai risvolti alquanto fastidiosi.&lt;/p>
&lt;p>Nient’altro. Molte grazie.&lt;/p></description></item><item><title>La leggenda di Silo, il padre del nuovo umanesimo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/08/la-leggenda-di-silo-il-padre-del-nuovo-umanesimo/</link><pubDate>Sun, 21 Aug 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/08/la-leggenda-di-silo-il-padre-del-nuovo-umanesimo/</guid><description>&lt;p>nel numero di agosto della rivista Rolling Stone argentino è stata pubblicato questo servizio/intervista che ripercorre la vita di Silo, fondatore del Movimento Umanista e pensatore eccellente, partendo dal punto di vista di uno dei suoi figli.&lt;/p>
&lt;p>il testo è in spagnolo ma credo meriti lo sforzo di essere letto.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://issuu.com/imaginatuvuelo/docs/silo-rev-rolling_stone-agosto2011-01?mode=a_p&amp;amp;wmode=0" target="_blank">&lt;img class="alignnone size-full wp-image-2569" title="silo-rolling-stone" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/08/silo-rolling-stone.jpg" alt="" width="531" height="507" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/08/silo-rolling-stone.jpg 531w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/08/silo-rolling-stone-300x286.jpg 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>leggilo online su
&lt;a href="http://issuu.com/imaginatuvuelo/docs/silo-rev-rolling_stone-agosto2011-01?mode=a_p&amp;amp;wmode=0" target="_blank">http://issuu.com/imaginatuvuelo/docs/silo-rev-rolling_stone-agosto2011-01&lt;/a>
&lt;/p>
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&lt;/p></description></item><item><title>Scacco al Messia: La Riunione</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/07/scacco-al-messia-la-riunione/</link><pubDate>Tue, 26 Jul 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/07/scacco-al-messia-la-riunione/</guid><description>&lt;p>&lt;em>per gli anelanti trascendenti e attivi sviluppatori, ecco un paragrafo del racconto Scacco al Messia.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>LA RIUNIONE&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Seduti intorno a un tavolo, tutti ascoltavano le ultime spiegazioni di quel giovane che sicuramente discendeva dalle tribù d’America.&lt;/p>
&lt;p>Rama s’interruppe un istante per riconsiderare le proprie parole, poi proseguì: “Riesaminando quanto detto dal punto di vista della Tradizione, la leggenda è questa: il Creatore fece l’uomo a sua immagine, ma lo lasciò incompiuto perché potesse svilupparsi armonicamente, in accordo al processo della Natura, nella quale lo aveva posto per dirigerla.&lt;/p>
&lt;p>“D’altra parte, l’uomo non avrebbe potuto dispiegare un altro livello di coscienza fintanto che non avesse interamente popolato il pianeta e non avesse intrecciato una rete di comunicazione tra tutti gli angoli del mondo. Se la specie umana fosse stata capace di ricoprire, come delicato tessuto, tutta la Terra, allora si sarebbe potuto affermare che essa aveva maturato la propria coscienza ed era in condizione di propagare la vita verso altri punti del sistema solare.&lt;/p>
&lt;p>Come in tutti i processi, fin dall’inizio hanno agito qui tre forze: la forza differenziatrice, la forza complementatrice e quella sintetizzatrice.&lt;/p>
&lt;p>Trattandosi di una sequenza evolutiva, ogni nuova sintesi si espandeva rispetto a quella che la precedeva e, raggiunto il suo apogeo, iniziava un nuovo processo di differenziazione, fino a esaurire la triade, sostituendo i vecchi elementi con i nuovi generati nel suo interno.&lt;/p>
&lt;p>Mentre le culture e le civiltà decadevano una dopo l’altra, gli elementi più evoluti di un livello creavano le condizioni necessarie per un livello superiore.&lt;/p>
&lt;p>Le culture isolate dell’inizio divennero complementari tra loro grazie ai contatti che si stabilivano, grazie allo scambio economico, lo sviluppo delle comunicazioni, il confronto delle loro politiche, delle loro espressioni artistiche e delle loro religioni.&lt;/p>
&lt;p>Il fenomeno andò aumentando di triade in triade, simile ad una spirale ascendente, in cui ogni voluta ha maggior diametro della voluta precedente.”. - Rama fece una pausa, poi riprese:&lt;/p>
&lt;p>“Considerando tali processi, i pensatori elaborarono due concezione principali, antagoniste tra loro: quella ciclica e quella lineare.&lt;/p>
&lt;p>La prima conduce ad una interpretazione ripetitiva della storia, la seconda ad una interpretazione evolutiva.&lt;/p>
&lt;p>Accade in verità che ad ogni tappa evolutiva i processi nascono, crescono e si riproducono con il passaggio degli elementi progressivi alla tappa successiva, mentre quelli regressivi decadono e muoiono.&lt;/p>
&lt;p>Orbene, quando le culture erano isole, esse avevano la possibilità di svilupparsi senza notevoli influssi esterni. Ma le cose mutarono con il tempo, fino ad arrivare alla tappa attuale, nella quale tutte le culture esistenti sul pianeta sono in comunicazione tra loro e appartengono alla stessa struttura. Di conseguenza, tutto quello che accade in un punto si ripercuote su tutto il globo e niente di quello che accade può essere isolato dall’insieme.&lt;/p>
&lt;p>Questo sistema globale al quale si è giunti (e che tende a intrecciare tra i suoi elementi interni rapporti sempre più stretti) rende impossibile il verificarsi di fenomeni indipendenti.&lt;/p>
&lt;p>Come esempio di sistema in movimento, consideriamo un’astronave che si allontana dalla Terra. Se un astronauta esce dal modulo di comando, in tutti i casi egli continua ad essere trascinato dalla forza d’inerzia del sistema al quale appartiene e la sua libertà di movimento è sempre relativa ad esso.&lt;/p>
&lt;p>Supponiamo adesso che il navigatore possa spostarsi dalla prua ai motori di propulsione in ragione di tre km. orari. Li raggiungerebbe in meno di un minuto. Apparentemente, allora, si sarebbe avvicinato alla Terra. In effetti, si sarebbe avvicinato in rapporto alla prua in quel momento, ma in quel minuto di marcia tutto il sistema si troverebbe a cinquecento Km. di distanza dal pianeta (supponendo che la velocità dell’astronave sia di trentamila Km. l’ora).&lt;/p>
&lt;p>Ebbene, l’attuale sistema mondiale condiziona qualsiasi fenomeno in modo che esso dipende dall’insieme. Il processo storico nel quale ci troviamo inseriti, ci trascina alla velocità che esso stesso impone. I nostri movimenti sono relativi a tutto il sistema in marcia e rigorosamente dipendenti.&lt;/p>
&lt;p>Se per l’evoluzione dell’uomo furono catapultati in ogni tappa (da un certo circolo che non ignoriamo) esseri eccezionali che riuscirono ad orientare tutto il processo nella direzione che proponevano, è assolutamente inutile che fattori regressivi tentino di marciare dalla prua ai motori di propulsione.&lt;/p>
&lt;p>Il momento attuale riassume tutta la storia passata dell’uomo e proietta quest’ultimo verso il suo sviluppo in direzione della meta verso cui fu proiettato fin dal momento del lancio.&lt;/p>
&lt;p>In tale contesto ha senso parlare di un Destino dell’uomo.&lt;/p>
&lt;p>Coloro che sono avvezzi ai termini tecnici della biologia possono considerarlo, se preferiscono, come la preparazione del codice genetico elementare dell’essere vivente che si limita a sviluppare nel confronto con l’ambiente i caratteri “registrati” nel DNA basico.&lt;/p>
&lt;p>Gli uomini credono di fare la storia, quando in realtà è il loro condizionamento genetico che li evolve lungo una retta determinata. E’ chiaro che ad ogni tappa assistiamo a correzioni di rotta che impediscono la deviazione, così come la lotta con la natura e il confronto con l’ambiente imprimono nuovi caratteri all’essere vivente che modificano la sua esperienza e gli consentono una migliore utilizzazione di possibilità….ma sempre possibilità relative al sistema nel quale è inserito.&lt;/p>
&lt;p>Se la storia sembra ripetersi ad ogni tappa, nel processo generale essa cambia sempre.&lt;/p>
&lt;p>Nei momenti opportuni quegli esseri prima menzionati hanno provocato correzioni di rotta e le loro lotte sono sempre state in favore del cambiamento e della evoluzione e contro l’inerzia e la stupidità.&lt;/p>
&lt;p>Quei momenti opportuni sono conosciuti col nome di “messianismo”. Poco importa se gli uomini che si incaricarono di tale missione erano messia nel senso obiettivo del termine, o se rispondevano al bisogno spirituale dell’epoca.&lt;/p>
&lt;p>Tutte le volte che essi apparvero, apportarono una nuova rivelazione dell’Essere , un nuovo stile di vita e un nuovo livello di coscienza, ma lo fecero nel momento stesso in cui si concludeva una grande tappa, agendo da anello di congiunzione tra un mondo in agonia e un altro giovane e luminoso, che gli spiriti più alti di ogni epoca potevano intuire all’orizzonte che toccava loro contemplare.&lt;/p>
&lt;p>Bastarono sempre pochi grandi uomini per provocare nei grandi insiemi traumi adeguati alle circostanze materiali e allo stato psicologico delle società nelle quali competeva loro di agire.&lt;/p>
&lt;p>Siamo in grado di comprendere queste relazioni partendo da un altro angolo di visuale.&lt;/p>
&lt;p>Oggi non si può negare che sia possibile la trasmutazione del piombo in oro. E coloro che perseguitarono i nostri alchimisti, mugugnano adesso di fronte ai ciclotroni dei fisici, anche se sono costretti ad ammetterli.&lt;/p>
&lt;p>Sappiamo che l’accelerazione delle particelle opera trasmutazioni, ma al momento attuale l’opinione pubblica giudica inammissibile che l’uomo possa accelerarsi interiormente da sé, possa accelerarsi psicologicamente, come per provocare in se stesso la propria trasmutazione.&lt;/p>
&lt;p>Nessuno ignora che in Chimica catalizzatori, introdotti in minima quantità, operano enormi accelerazioni in grandi insiemi. Allo stesso modo, uomini trasmutati nelle diverse epoche, modificarono con i loro insegnamenti il codice dei grandi insiemi. Tuttavia, nel trasferimento di tali insegnamenti (dottrine) da un periodo all’altro, invariabilmente si accrebbe “il rumore dell’informazione”, tanto per usare un termine di cibernetica. Cioè, si degradò ciò che era stato spiegato all’inizio.&lt;/p>
&lt;p>Ogni volta che ciò si è verificato, si è prodotto un nuovo segnale in grado di rimettere ordine nell’insieme, proprio come avviene nei circuiti di retroalimentazione. In altre parole, si scaraventò fuori bordo tutta la merce avariata.&lt;/p>
&lt;p>Se non si fosse agito in tale modo, tutto sarebbe finito nel caos totale come ci tramanda il mito della Torre di Babele a proposito della “confusione delle lingue”. Dovette accadere proprio questo perché fu tale l’aumento del rumore dalla fonte emittente al recettore, che il messaggio in ogni caso arrivò totalmente distorto.&lt;/p>
&lt;p>Malgrado l’esempio, non bisogna credere che ci stiamo riferendo soltanto a problemi di espressione e significato linguistico, ma all’agire umano in generale.&lt;/p>
&lt;p>Tornando al nostro tema iniziale e alla Tradizione: non erano certo folli coloro che parlavano di composizione geometrica del mondo, di triangoli delle cose, né erano ingenui coloro che parlavano di cambiamento del vino in sangue e del pane in corpo. D’altra parte, anche se costoro erano ispirati dalla mistica del Risveglio e il loro linguaggio era in qualche misura poetico, la verità che trasmisero non fu mai molto distante da quello che oggi conosciamo come Scienza.&lt;/p>
&lt;p>Accade, amici miei, che ciò che è valido per il mondo della natura è valido anche per il mondo dello spirito, perché tali mondi non sono separati, ma sono il medesimo Universo.&lt;/p>
&lt;p>Non abbiamo colpa se la morale attuale e alcune correnti scientifiche continuano ad essere manichee.&lt;/p>
&lt;p>Bene e male, materia e antimateria, sono aspetti di una stessa realtà e non entità separate.&lt;/p>
&lt;p>Adesso che l’uomo si trova in condizione di pensare in modo globale, può cominciare a vedere le cose nel loro complesso, comprendendo che le polarità si invertono secondo un ciclo elettrico, che esistono polarità neutre, che tutto muta di continuo, e che tale mutamento, apparentemente violento in alcuni casi, è armonico, ordinato, strutturale.&lt;/p>
&lt;p>Per concludere, voglio fare un ulteriore riferimento al racconto.&lt;/p>
&lt;p>La leggenda fa capire che alla fine dei tempi la famiglia umana sarà in perfetta comunione e tutti gli uomini saranno in grado di sapere nello stesso istante ciò che accade in altre regioni (qualunque sia la distanza).&lt;/p>
&lt;p>Allora, quando quella delicata pelle di coscienza ricoprirà tutto il pianeta, proprio dall’inizio della storia sorgerà un pugno di esseri il cui numero e qualità permetteranno all’uomo di risvegliarsi come specie nuova, degna di portare la vita nell’Universo collaborando così al piano del Creatore.”.&lt;/p>
&lt;p>Quando Rama finì la sua dissertazione, si guardò intorno con aria di complicità.&lt;/p>
&lt;p>Pochi istanti dopo, un tale dall’accento straniero osservò:&lt;/p>
&lt;p>“Per tutto ciò che hai detto e spiegato comprendiamo che hai fatto la tua parte, ma noi che cosa dobbiamo fare?”&lt;/p>
&lt;p>“Produrre il numero che manca” - rispose Rama.&lt;/p>
&lt;p>“Il numero è sufficiente” - replicò lo straniero.&lt;/p>
&lt;p>“Senza dubbio, ma è necessario ottenere un numero altamente qualificato e distribuirlo nei luoghi più adatti. E’ dagli Stati Uniti (prima che crollino) che soffierà il nostro messaggio……” - Poiché aveva notato una certa insofferenza nel gruppo, aggiunse motteggiando: -“A coloro che guardano quel popolo con disprezzo, conviene che si ricordino del detto gallego: “Dio scrive diritto con linee storte”.&lt;/p>
&lt;p>In quell’istante entrò nella stanza Fernando, un compagno dei primi tempi.&lt;/p>
&lt;p>“Cos’è successo?” - domandò qualcuno.&lt;/p>
&lt;p>“Decidono oggi alle venti. Ma lo faranno a partire da domani. Per adesso cercano soltanto di misurare la nostra capacità di reazione.”.&lt;/p>
&lt;p>“Bene” - interloquì una ragazza rivolgendosi a Rama - “Stanotte alle ventiquattro bisogna che tu ti faccia trovare all’angolo di via Ayacucho e Paso con via Vicente Lopez. Arriveranno i nostri e faranno la loro parte.”&lt;/p>
&lt;p>Rama, vedendo che la notte era piuttosto avanzata, si rivolse a Fernando e gli disse con tono vivace:&lt;/p>
&lt;p>“Sbrigati, non abbiamo molto tempo.”&lt;/p>
&lt;p>Il giovane guardò Rama e gli altri con calma e prima di uscire osservò:&lt;/p>
&lt;p>“Peccato che questi paesi del Sud America non abbiano la pena di morte. Un giudizio pubblico, invece delle notizie che pubblicherà la stampa, avrebbe un risultato molto più istruttivo. E poi un attentato non ha né la forza morale né coinvolge il sistema così totalmente quanto un’esecuzione che possa poi alimentare il complesso di colpa di tutta una società” - fece un gesto spiritoso e guadagnò l’uscita.&lt;/p>
&lt;p>“Li anticiperemo sempre, forzando le conseguenze.” - aggiunse la ragazza a bassa voce.&lt;/p>
&lt;p>Tutti assentirono.&lt;/p>
&lt;p>Ascoltarono ancora una volta il Cantico della Creazione.&lt;/p>
&lt;p>Poi Rama salutò tutti e uscì da una porta laterale.&lt;/p></description></item><item><title>JJ e il mistero di ANTINACO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/06/jj-e-il-mistero-di-antinaco/</link><pubDate>Sat, 25 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/06/jj-e-il-mistero-di-antinaco/</guid><description>&lt;p>da un mesetto, ogni volta che Fabio vede una barca a vela (sia in foto che al mare).. esclama entusiasta ANTINACO! ANTINACOO!!&lt;/p>
&lt;p>non siamo riusciti a capire cosa intenda (di certo non &amp;ldquo;barca a vela&amp;rdquo;, perché lo ha esclamato in seguito anche prendendo altri oggetti)&lt;/p>
&lt;p>vedere per credere!&lt;/p>
&lt;p>ah: non ci avevo ancora pensato di usare l&amp;rsquo;iPad con i piedi… grazie dell&amp;rsquo;idea! 🙂&lt;/p></description></item><item><title>AVOTAR</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/06/avotar/</link><pubDate>Thu, 09 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/06/avotar/</guid><description>&lt;img class="alignnone size-full wp-image-2491" title="avotar" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/06/avotar.jpg" alt="" width="610" height="340" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/06/avotar.jpg 610w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/06/avotar-300x167.jpg 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></description></item><item><title>Cosa mi fai se io ti …</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/05/cosa-mi-fai-se-io-ti/</link><pubDate>Sat, 21 May 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/05/cosa-mi-fai-se-io-ti/</guid><description>&lt;img class="alignnone size-full wp-image-2480" title="occhio x occhio" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/05/occhioxocchio.jpg" alt="" width="450" height="700" srcset="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/05/occhioxocchio.jpg 450w, http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/05/occhioxocchio-193x300.jpg 193w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></description></item><item><title>4 maggio: la guarigione dalla sofferenza</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/05/4-maggio-la-guarigione-dalla-sofferenza/</link><pubDate>Wed, 04 May 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/05/4-maggio-la-guarigione-dalla-sofferenza/</guid><description>&lt;p>oggi è l&amp;rsquo;anniversario (42! anni) di questa pietra miliare.&lt;/p></description></item><item><title>Come essere felici? (Biagi a Osho)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/04/come-essere-felici-osho/</link><pubDate>Sat, 30 Apr 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/04/come-essere-felici-osho/</guid><description>&lt;p>_con Fabio ormai alle porte dei due anni e mezzo, non posso che condividere questa simpatica domanda e risposta tra Enzo Biagi ed Osho.&lt;/p>
&lt;p>E_ &lt;em>se non avete la fortuna di aver potuto fare o avere figli.. vi consiglio di starne vicini! nipoti, figli di amici, orfanotrofi, missioni umanitarie.. valgono il senso del mondo!&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>ENZO BIAGI: L’ultima domanda, qual è la tua ricetta per essere felici?&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>OSHO: Ogni bambino nasce felice. Ogni bambino nasce innocente e meraviglioso. Ma poi accade qualcosa e tutti quei bambini meravigliosi si perdono; la loro innocenza viene distrutta. Tutta la loro felicità si trasforma in disperazione. Osserva un bambino che raccoglie conchiglie sulla spiaggia: è più felice dell’uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l’aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. E’ qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa.&lt;/p>
&lt;p>Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti. Perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. Vivere nei ricordi, vivere nell’immaginazione significa vivere una vita non esistenziale; e vivendo fuori dall’esistenza ti sfugge cosa l’esistenza è. Sarai inevitabilmente infelice, perché per tutta la vita ti lascerai sfuggire la vita stessa. Perdi un’occasione dopo l’altra, ma la vita non ti dà due istanti contemporaneamente: te ne dà solo uno alla volta!&lt;/p>
&lt;p>E quell’istante può essere vissuto oppure ce lo si può lasciare sfuggire. Esistono due modi per farselo sfuggire o ci si lascia appesantire dal passato. Oppure ci si fa attrarre dal futuro… e l’istante scompare! Ci si lascia sfuggire ciò che è reale desiderando ciò che reale non è: l’infelicità umana è tutta qui. Io cerco di aiutare i miei amici a capire una cosa sola: vivi nel presente. In questo istante, ora, non esiste infelicità, né sofferenza, né angoscia.&lt;/p>
&lt;p>Se ti allontani dal presente, entri in un mondo irreale… e l’irrealtà sarà inevitabilmente fonte di infelicità. La realtà è estatica e il solo modo per collegarsi al reale è non lasciarsi sfuggire il momento presente. Se conosci il gusto, se anche una sola volta hai assaporato cosa si prova a essere nel presente – a volte, mentre guardi un’alba o un tramonto, sii semplicemente presente, così potrai assaporare il gusto – ti stupirai, ma possiederai per sempre la chiave che ti introduce nel reale. Una chiave universale che può aprire tutte le porte dei misteri della vita, delle sue estasi e delle sue bellezze.&lt;/p>
&lt;p>Non avete bisogno di un Gesù Cristo che vi conduca in paradiso; siete in grado di essere in paradiso qui e ora. Perché il paradiso non è da qualche parte nell’alto dei cieli. E’ qui, da qualche parte! Mi ricordo di un ateo che in salotto aveva scritto la frase che riassumeva la sua filosofia: “Dio non é da nessuna parte (nowhere, in inglese, n.d.t.)”. E tutti coloro che andavano a trovarlo non potevano fare a meno di vederla, ragion per cui da li partiva ogni discussione…. un giorno all’ateo nacque un figlio, che crebbe fino all’età in cui si impara a sillabare. Un giorno il bambino era seduto in braccio al padre, fu attratto dalla scritta sul muro e si mise a leggerla. Riuscì a leggere “Dio”, ma “nowhere” era una parola troppo lunga. Per cui la divise in due e lesse: “Dio è qui ora”, (‘now here’ in inglese, n.d.t.).&lt;/p>
&lt;p>Il padre rimase sconvolto, non aveva mai pensato a quella possibilità di lettura… si dice che la sua filosofia di ateo andasse in frantumi. Iniziò a pensare alle implicazioni di quel qui e ora. Nel qui e ora non troverai Dio, ma qualcosa di più grande: troverai un’essenza divina. Questo è il termine che designa l’esperienza suprema della beatitudine. Ricorda quelle due parole: qui e ora, e conoscerai il segreto della felicità suprema. Non è mai esistito altro segreto, né mai ne esisterà un altro. E tutto qui! Ed è semplicissimo, facilmente a portata di mano di ogni essere umano. Non occorre appartenere a una chiesa o a un’organizzazione. Non devi portare con te una sacra Bibbia, i Veda, la Gita o il Corano. Devi solo capire un po’ di più la tua mente e le sue funzioni, come agisce.&lt;/p>
&lt;p>La mente non è mai nel presente, mentre il tempo è sempre presente; per cui la mente e il tempo non si incontrano mai. Ecco dov’è la tragedia: a ogni istante ti sfugge il treno e continuerai a perderlo per tutta la vita. Un grande mistico stava morendo. I suoi discepoli gli erano vicini e gli chiesero: “Maestro, qual è il tuo ultimo messaggio?” Il Maestro morente aprì gli occhi e indicò col dito il tetto della sua capanna. Uno scoiattolo stava giocando; tutti i discepoli guardarono verso l’alto e per un istante vi fu un silenzio assoluto. Il Maestro disse: “Questo è il messaggio di tutta la mia vita. Vivi nel momento.&lt;/p>
&lt;p>E’ meraviglioso ascoltare lo scoiattolo che gioca sul tetto, senza preoccuparsi di altro”. E aggiunse: “Ora, posso morire” e morì col sorriso sulle labbra, il volto soffuso di beatitudine. Perfino nell’ultimo istante della vita il suo messaggio fu: sii qui e ora. Quello è anche il mio messaggio.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p> &lt;/p></description></item><item><title>Un milione di bambini per cambiare il mondo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/03/un-milione-di-bambini-per-cambiare-il-mondo/</link><pubDate>Thu, 03 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/03/un-milione-di-bambini-per-cambiare-il-mondo/</guid><description>&lt;p>La prima domanda da farci è: cosa stava succedendo (o dove eravamo) lo scorso 11 dicembre 2010?&lt;/p>
&lt;p>la seconda: lo sapevamo di questa iniziativa, che a visto convergere un milione di bambini tailandesi in questo bellissimo &amp;ldquo;cortile&amp;rdquo; di un tempio buddhista?&lt;/p>
&lt;p>terza: perchè non se ne è parlato.. anche solo un accenno? … ah già noi abbiamo Ruby, Sarah, Yara, e poi la Casa, l&amp;rsquo;Isola, il calcio…&lt;/p>
&lt;p>vabbeh.. possiamo solo guardare sto video e pensarci&lt;/p>
&lt;p>PS: bravi ragazzi! speriamo che fra qualche anno &amp;ldquo;ce la farete vedere&amp;rdquo; un po&amp;rsquo;… 🙂&lt;/p></description></item><item><title>Un po' di massoneria</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/02/un-po-di-massoneria/</link><pubDate>Wed, 23 Feb 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/02/un-po-di-massoneria/</guid><description>&lt;p>&lt;em>sempre molta verità nelle parole degli spiritosi…&lt;/em>&lt;/p></description></item><item><title>I vincitori di Sanremo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/02/i-vincitori-di-sanremo/</link><pubDate>Wed, 16 Feb 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/02/i-vincitori-di-sanremo/</guid><description>&lt;p>Non ho visto Sanremo e non credo lo guarderò, se non a pezzetti e su internet il giorno dopo.&lt;/p>
&lt;p>Questa performance di ieri sera delle Iene Luca e l&amp;rsquo;altro merita. non fosse altro perché non se ne può più. il circo ci ha fatto ridere, spettacolo finito. l&amp;rsquo;umanità del XXI secolo merita una classe politica degna di milioni di anni di evoluzione.&lt;/p></description></item><item><title>Cosa è necessario</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/01/cosa-e-necessario/</link><pubDate>Sun, 09 Jan 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/01/cosa-e-necessario/</guid><description>&lt;p>è necessario andare avanti&lt;/p>
&lt;p>è necessario imparare a ridere&lt;/p>
&lt;p>è necessario imparare ad amare&lt;/p></description></item></channel></rss>