Videogiochi

#TODO/vignetta 2020: smettila di fare fare videogiochi! ti rovini la vista! 1600: smettila di leggere! ti rovini la vista! 1400: smettila di osservare il cielo, ti rovini la vista!

Non sono tutti uguali

Come nel mondo dei film ci sono molti generi: d’azione, storici, documentari, cartoni, animazione, film per adulti, commedie, serie, corti, ed ognuno di essi con vari ambiti e pubblico… e non li chiamiamo tutti filmini.

Così anche nel mondo dei videogiochi c’è una grande varietà e sarebbe un peccato molto ignorante chiamarli tutti giochini. Forse la varietà è ancora più ampia perché non soo oggi i videogiochi potrebbero benissimo essere equiparati a dei film, ma proprio perché l’esperienza videoludica va ben oltre il semplice sedersi passivamente davanti ad un medium ed necessaria l’interazione attiva da parte del giocatore, si moltiplicano le possibilità grazie alle diverse meccaniche di gioco e il gamePlay, ovvero le regole di interazione, le finalità, le caratteristiche necessarie per giocare bene ed eventualmente vincere.

Sono arte e cultura

Se il MOMA (il Museo di Arte Contemporanea di New York) già dieci anni esordì con una esibizione di videogiochi 1, oggi è ormai palese che il medium videogioco è sia una forma d’arte e prodotto culturale riconosciuti e ricercati da molti artisti, musicisti, ricercatori. Le nuovissime tecnologie immersive (Realtà Virtuale e Aumentata) sono ormai in ogni Museo e si inizia ad approfondire il potenziale comunicativo che solo il videogioco, grazie all’aspetto interattivo, permette.

Un medium pop

Chi ha figli adolescenti si troverà spesso a chiedere il significato di alcune espressioni verbali (vedere il Glossario in fondo al libro) e di iconografie sconosciute fino all’anno scorso. I videogiochi fanno tendenza e dettano linguaggi e mode, convenzioni e segni di riconoscimento. Avrete visto tutti i balletti, ormai celebri perché ripresi dai calciatori, oppure rilanciati dal videogiochi.

Virtù dei videogiochi

Non sono poche le caratteristiche positive, ci piace chiamarle virtù, dei videogiochi confermate da sempre più studi scientifici in ambito scolastico, psicologico, neurologico e sociale. Ne elenchiamo qui alcune giusto per intavolare un discorso che potremo approfondire in altra sede (è in preparazione un libro dedicato solo ai videogiochi, ndr)

Sviluppo della creatività

La parola creare etimologicamente ha origine nel sanscrito kr = fare, e kar-tr che è colui che “fa dal nulla”. Il greco ha ripreso la radice in κραίνω (kraino) con lo stesso significato di fare, realizzare.

Se intendiamo la creatività come l’attività del comporre nuove soluzioni e disegnare idee, del risolvere problemi reali o immaginari con nuovi punti di vista e mettendo insieme quanto si ha a disposizione, in termini di risorse e conoscenze, inventare nuove forse di espressione o congegni funzionanti, basta guardare un videogiocatore per qualche ora e troveremo tutto questo. Ci sono poi videogiochi che sono precisamente creativi nel senso di dare al giocatore.. o meglio al creatore, tutti gli strumenti per costruire cose nuove: da mondi territoriali a progetti aerospaziali, da livelli da esplorare e nuovi giochi veri e propri.

Riflessi e reazione

Nei primordiali giochi Arcade (quelli da sala giochi anni ‘80, per intenderci, da PacMan a Galaga) vinceva chi aveva i migliori riflessi e coordinamento oculo-motorio. Poi i giochi si sono evoluti, con storie, personaggi, mille modi di interagire, ma si può dire che una buona percentuale di videogiochi fa leva su questa capacità che ricordiamo: è si innata, ma migliora con l’esercizio. E il videogioco ha una caratteristica fondamentale per essere un buon gioco: una difficoltà crescente, sembra quasi una palestra su misura per il giocatore che inizia sempre da livelli facili, fino ad arrivare a situazioni che viste da fuori sembrano impossibili. E di fatto ne stanno facendo una disciplina olimpionica (vedi eSport).

Attenzione e percezione

Ti rovini gli occhi! è l’esclamazione classica dei genitori che non sanno come far staccare i figli dai videogiochi, che in effetti si nutrono di attenzione, perché basta un decimo di secondi di distrazione che si perde. Ma anche quando guardiamo un bel film siamo rapiti, o no? Il videogioco è un’esperienza multisensoriale, l’attenzione raggiunge livelli inconcepibili (magari si facesse lo stesso livello di attenzione anche altrove, tipo a scuola!) e, fate una prova, non c’è sfarfallio sullo schermo, o suono in lontananza, o minima vibrazione nel joypad che non percepisce un giocatore impegnato.

dato che ho visto che sei così bravo a concentrarti in quel videogioco, ora non puoi dire che non sei capace di farlo!

Concentrazione e dedizione

Quando si entra nello stato di massima concentrazione, si è quasi dei monaci in meditazione: il mondo esterno non esiste più. Si è nel flow del gioco. E’ una bella cosa da sperimentare. E sopratutto è lodevole la dedizione che molti giocatori mettono nel migliorarsi o nel risolvere un livello, rifacendolo anche centinaia di volte, fallimento dopo fallimento, attenti a capire cosa avevano sbagliato e senza il timore di sbagliare di nuovo. Certamente si innescano dei meccanismi mentali particolari, che rilasciano grandi soddisfazioni quando si supera una difficoltà.

Attenzione però ai giochi troppo difficili: si può entrare in uno stato di arrabbiatura e frustrazione detta Rage Game. Il gioco deve essere coerente con l’età e le capacità base.

Matematica mentale

Un genitore non giocatore non può rendersi conto di quanta matematica mentale viene elaborata in tempo reale in quasi tutti i videogiochi. Che sia calcolare una traiettoria di un salto o di un tiro, che sia prendere una decisione gestionale o valutare il “peso” di una formazione nemica e se le risorse a disposizione sono sufficienti, pre-calcolare i punti che is faranno o necessari a superare un determinato livello, ponderare se prendere un oggetto o un altro per non parlare di temi di probabilità e statistica. Sono solo alcuni esempi, ma che si sappia che la matematica è alla base di tutti i videogiochi, e questa cosa passa, come per osmosi, a chi li gioca. Anche se a scuola si lamentano di non amare la matematica, un’ora di videogiochi potrebbero equivalere ad un’ora di compiti!

Senso della spazialità

Alcuni videogiochi hanno uno scenario di gioco così vasto che per esplorarlo tutto servono ore, giorni, se non mesi. Che il giocatore sia un fattorino a piedi in terre desolate del futuro, o un guidatore di auto sportive, un avventuriero in città rinascimentali o su pianeti immaginari, gli spazi si allargano sempre più. i famosi “Open World” dove il giocatore può andare ovunque e fare quello che vuole. E poi ci sono i giochi (vedi Portal, The Witness o The Talos Principle) dove la piena conoscenza e consapevolezza dell’ambiente intorno è la chiave per risolvere il gioco, per arrivare a piccoli gioielli come Monument Valley dove le leggi della spazialità si piegano alla meta fisica e alle illusioni ottiche come nei quadri di M.C.Escher. Con la Realtà Virtuale sempre più accessibile e di qualità, sempre più persone possono provare a vivere nuovi spazi, e rendersi conto di come è vivere rinchiusi in una cella oppure fluttuare nello Spazio.

Leggi della fisica

Chiunque abbia giocato ad Angry Birds ha, probabilmente involontariamente, seguito un piccolo corso di fisica matematica sulle traiettorie e la cinematica. Ma non è che l’abbia seguito annoiato come si può fare davanti ad un filmato o un insegnante che non sanno coinvolgere, ma l’ha sperimentato, con ripetuti esercizi pratici, empirici, si è auto indotto una conoscenza di balistica. Così come a progettare razzi spaziali ci si può rendere conto delle strutture, del potere dei carburanti, dell’aerodinamica. Anche i più piccoli con un semplice Bad Piggies possono costruire milioni di veicoli e trovare la combinazione che regge e riesce a risolvere il livello. Perché a differenza dei compiti, qui c’è l’obiettivo trainante del livello da superare che fa aumentare la concentrazione e la volontà di studiare.

Memoria

E' inutile immaganizzare ricordi se non li si sa rievocare al momento giusto

Siamo sinceri: noi oggi cosa ci ricordiamo? Nel senso: cosa ci interessa ricordare? Non abbiamo neanche più la scusa dei numeri di telefono. Viviamo in un costante flusso di informazioni e qualsiasi cosa è a portate di tap. Quando vedi un ragazzo che ricorda a memoria centinaia di nomi di mostri con tutte le loro caratteristiche (NB: se non le ricordasse non sarebbe un bravo giocatore, non è come ricordare i nomi dei calciatori) o mappe sterminate, ricordare cosa avevano visto o sentito in momenti preliminari del gioco. O anche solo allenare la memoria fisica o muscolare. Se la memoria si rinforza con la curiosità di conoscenza e la ripetizione nell’evocarla, eccola servita!

Riconoscimento patterns e Intuito

Cosa sono i patterns? Sono strutture che si ripetono o sequenze che hanno un senso, non casuali. Riconoscerli è una delle prerogative del nostro cervello e sicuramente un indice di intelligenza, che deve mettere insieme percezione, memoria, esperienza, astrazione e intuito. E non solo i videogiochi sono enormi miniere di patterns e un bravo giocatore deve imparare a riconoscerli, ma sono la migliore palestra per sviluppare l’Intuito.

Sviluppare l’Intuito? la capacità di Intuizione? Ma non è una cosa che è innata, di indefinibile, quel non so che di misterioso che la ragione non può cogliere? Ebbene se uno ci pensa, non si deve essere neuroscienziati per intuire che l’intuito (ops ;) è una capacità che si può migliorare.

Come si sviluppa l'Intuito? Dall’accumulare esperienza e conoscenza e da una libera percezione

In molti videogiochi la soluzione

Capacità cognitiva e Deduzione

Cogito Ergo Sum Non Cogito ma Sum lo stesso!

A differenza dei primi videogiochi, e sopratutto a differenza dei Giochi da Tavolo, qui non ci sono regolamenti scritti da leggere prima. Nel momento in cui si lancia un Videogioco qualsiasi si entra in uno stato di cerchiamo di capire cosa dobbiamo fare. I progettisti avranno fatto di tutto per rendere l’apprendimento graduale e completo, ma il videogiocatore ci mette molto del suo, perché l’arte della deduzione della tattica migliore, o di cosa sta succedendo, fa parte del gioco. Non stiamo qui poi a mostrare le ricerche scientifiche che dimostrano in modo inequivocabile il miglioramento delle capacità cognitive a tutti i livelli, se interessati ci sono dei riferimenti nelle Appendici del libro.

Errore e Ripetizione, Maestro

Sbaglia tanto e impara dai tuoi errori. È il modo migliore per diventare bravi

Lo sapete che da decenni i piloti di volo e oggi anche di Formula 1 e molte altre discipline sportive, si allenano con i videogiochi? Se c’è un luogo dove si può, anzi si deve sbagliare per potersi migliorare, questo è un simulatore. Il videogioco è un ambiente estremamente protetto, nessuno muore o si fa male, e si può lavorare all’infinito ad affinare una certa tecnica di gioco, oppure prendersi la libertà di provare strade alternative.

Il filosofo Nietzsche scriveva una definizione di Maestro:

Maestro è colui che non ha paura di sbagliare. E che non sbaglia. (Friedrich Nietzsche)

Per non sbagliare più dobbiamo aver dovuto sbagliare in tutti i modi possibili, fallire fino a che non abbiamo esaurito le possibilità.

Tattica: elaborare dati e prendere decisioni

Tattica è il modo di risolvere un problema immediato, a breve raggio, una micro missione, potremmo definirla, in base a ciò che vedo. Trovare la migliore tattica è spesso questione di attimi, di riflessi immediati che necessitano una percezione precisa e completa, una buona interpretazione di quello che sta succedendo, velicità di ragionamento sulla risposta migliore da dare in funzione delle risorse che si hanno in quel momento. Prendere decisioni velocemente spesso necessità di instinto e intuizione, che come abbiamo già visto derivano dall’esperienza.

Strategia: abbiamo un piano

La Strategia invece è il piano a lungo termine. Valutare l’ambiente, le risorse, le priorità, le proprie caratteristiche, le regole del gioco. Prevedere eventuali risposte inevitabili o possibili dell’avversario, che più conosceremo meglio sarà. Molti giochi richiedono un pensiero strategico, che nel caso dei videogiochi è quasi sempre in simultanea, in tempo reale, con quello degli avversari, non ci sono turni.

Interazioni sociali e Cooperazione

Dai facciamo squadra! ok, come si fa?

I giochi di maggiore successo sono ormai quelli online multigiocatore, dove ci si organizza o in squadre, o tutti contro tutti, oppure multigiocatori intorno ad un PC o una console. Se una volta il videogioco era sinonimo di divertimento in solitario, oggi invece è quasi sempre un divertimento sociale e collettivo. E' una componente da non sottovalutare! Sarebbe preferibile un figlio che sta davanti alla tv a guardare da solo qualsiasi cosa, oppure davanti ad un media interattivo a giocare insieme ad amici parlando in continazione? Se poi sono in squadra si inizia a imparare a coordinarsi e giocare insieme, come una squadra di qualsiasi disciplina sportiva. Non c’è molta differenza.

Empatia ed Etica

Empatia: il “sentire” gli altri. Il mettersi nei suoi panni. Etica: è un comportamento buono o cattivo? morale o immorale?

I videogiochi possono essere estremamente immersivi, ovvero coinvolgere così tanto da farti sentire pienamente in un personaggio, in una situazione. E se piangiamo guardando un film o leggendo un libro, ancor di più possiamo essere coinvolti dopo dozzine di ore di gioco. Alcune scelte che dobbiamo fare possono essere molto delicate o complesse, e forse potremmo arrivare ad accennare quali possano essere le difficoltà di persone che nella vita reale si trovano in quelle situazioni (che sia un dottore, o un politico o un militare) e metterci in prima persona davanti a dilemmi etici.

Personalizzare la difficoltà e i contenuti

Una virtù incredibile e spesso non troppo gridata dei videogiochi è quella di adattare il gioco al livello del giocatore. Se l’interesse è far divertire il giocatore facendolo avanzare con una progressione di sfide sempre più coinvolgenti, e se abbiamo l’umiltà di accettare che siamo tutti diversi, la cosa più semplice e saggia è proprio quella di adattare la progressioen della difficoltà dei giochi alle caratteristiche di chi sta giocando, che potrebbe averlo dichiarato prima (con un banale livello facile, medio, difficile, eroico) oppure ancora meglio in modo silente, osservando e misurando come gioca. Anche i contenuti, i testi, i colori, i suoni.. tutto può essere reso il più accessibile e adatto alla diversità del giocatore.

Gratificazione e Fiducia in se stessi

Finire un livello di un gioco che ci ha messo davvero alla prova è fonte di una buona dose di sostanze chimiche naturali, magari dopo scariche di adrenalina, con una rilassante sensazione di soddisfazione e gratitudine.
Se poi il gioco è livellato bene, il senso di compiacimento è una costante che si ripete, e la cosa non è da poco in un mondo dove le gratificazioni personali non sono facilissime. Ovviamente ogni giocatore deve saper scegliere il gioco che più lo stimola e lo coinvolge.

Esercizio fisico e preparazione atletica

Dopo il fegato, che fa un lavoro immane ed è la nostra “pila” interna quindi accumula per rilasciarne, il Cervello è l’organo che ci consuma più energia, circa il 20%. L’attenzione consuma altra energia, è per questo che non riusciamo a rimanere concentrati a lungo! e se poi dobbiamo tenere alcuni muscoli in tensione per avere riflessi pronti, magari per diverse ore continuative, il consumo di energia comincia ad essere sensibile. Ed difficile addormentarsi davanti ad un videogioco come si può fare davanti ad un film. Alcuni videogiochi hanno inoltre delle meccaniche estremamente fisiche (vedi gli ExerGames, dove si fa ginnastica o si balla a tempo) paragonabili a ore di palestra. La migliore considerazione da fare è: non lasciate che gli unici alimenti dei videogiocatori siano le classiche bibite, pizza o fast food! I veri atleti curano la propria alimentazione quanto gli allenamenti!

Riabilitazione psico-motoria e Disabilità

Per chi ha disabilità, il videogioco può “compensare” in modo intelligente e aiutare o a riabilitarsim oppure a migliorarsi. Un nonvedente ha sempre più audiogiochi con cui giocare, o videogiochi che adattano la propria cromaticità in funzione delle capacità visive. Videogiochi sono usati sempre più in ambito terapeutico, per la riabilitazione non solo fisica (ci sono simulatori di camminata ad esempio, o ad hoc per la ripresa post ictus), ma anche psicologica, anti-invecchiamento, e come terapia del dolore negli ospedali pediatrici. Vedere dopo il paragrafo sui Games 4 Change.

Apprendimento in genere

Se il gioco è in se un ottimo strumento per apprendere, il videogioco, con le sue possibilità di giocare in autonomia con livelli e contenuti personalizzati, immersività, maggiore coinvolgimento e una varietà ormai infinità di tipologie e scenari, permettendo l’esercizio all’infinito in ambienti protetti e confortevoli, si configura come uno dei più interessanti nuovi strumenti di formazione ed educazione. Che siano temi di sviluppo personale (cognitivo, ccoordinazione, ritmo, conoscere i propri limiti, etc) o extrapersonale (didattica scolastica, scienza, fisica, società, politica, etc), non c’è nulla che un videogioco non potrebbe aiutare ad apprendere.

Si tratta solo di trovare il videogioco giusto.

Conoscenze tecniche-informatiche

Avete visto come a dodici anni sanno configurare PC, WiFi, problemi di connessione, sostituire Hard Disk, ottimizzare l’impianto audio, comparare schede video dalle sigle impronunciabili e dalle caratteristiche tecniche esoteriche? E la velocità con cio installano patch di aggiornamento o riconfigurano i firewalls e i server multigiocatore? Senza fare niente, la loro passione li porta ad un livello di autoformazione tecnico-informatica davvero notevole per la loro età. E fosse anche solo per questa cosa, vale la pena stimolarli a capire ancora meglio cosa hanno tra le mani, come funzionano i videogiochi, sia dentro il software, il codice di programmazione, sia dentro l’hardware, le macchine che li anima.

Formazione e sbocchi professionali

Per ultimo ma non per ultimo, il tema del futuro dal punto di vista professionale. Tre strade si aprono a chi ha davvero passione:

  1. PRODUZIONE: lavorare nel mondo dei videogiochi, dalla creazione alla produzione alla distribuzione, è un’industria dai numeri vertiginosi e in costante crescita ovunque, anche in Italia. Oltre che tecnica è un’industria davvero creativa e multidisciplinare. Parlatene seriamente.
  2. GIOCATORE: sempre più personaggi diventano giocatori professionisti e vivono col il giocare. Vostra figlia adora giocare a tal gioco non vorrebbe fare altro.. mettetela alla prova: che si iscriva ad un torneo e poi chissà.
  3. SERVIZI: incredibile ma oggi è già un lavoro il parlare di videogiochi! Oppure se si è musicisti specializzarsi nella produzione di audio e musica interattiva. Idem per gli artisti, videomaker etc.

Tipologie

Arcade

I giochi Arcade sono quei giochi, nati negli anni ’80, con meccaniche e caratteristiche semplici. Lo scopo principale dei giochi arcade, visto anche che nascono per le sale giochi, è quello di cercare di superare e superarsi con punteggi sempre più alti. Tramite questo tipo di videogiochi il giocatore aumenta la destrezza oculo-motoria e velocizza l’individualizzazione di strategie per poter superare il punteggio stabilito. Ad oggi il genere degli arcade, vista la quasi totale scomparsa delle sale giochi, ha ancora vita nei giochi per smartphone. Tra gli esempi più noti del genere abbiamo il sempreverde Pac-Man e Space Invaders.

Audio game

Giochi sviluppati soprautto per i non-vedenti, ma interessanti e godibili da tutti. E' qui che si sviluppato e trovano le più avanzate tecnologie di spazialità. Anche una narrativa solo audio è molto interessante per stimolare l’immaginazione, avvicinandoci al libro.

Avventura

Il videogiocatore, in questo genere, si ritrova libero di esplorare aree di gioco sempre nuove, panorami sempre diversi risultando libero di interagire con i vari scenari e personaggi secondari. Il genere nasce con i giochi in stile platform. L’identificazione con il protagonista dal punto cognitivo ed emotivo e il senso di presenza sono delle colonne portanti di questi giochi. Gli esempi più chiari sono Super Mario, Crash Bandicoot.

Educativi

Nel mondo della scuola e dell’educazione in generale, si è scoperto quanto i videogiochi possano essere utilissimi per determinati scopi didattici, a volte molto più coinvolgenti e immediati delle tecniche normali. Che siano esperienze in Realtà Virtuale o Aumentata per esplorare l’astronomia o la meccanica, o giochi strategici per rivivere la Storia, giochi che ti fanno imparare lingue straniere o risolvere problemi scientifici, la EdTech (così si chiama in gergo l’uso delle nuove tecnologie per fini educativi) è già tra noi.

ExerGame

Quando l’interazione con il gioco è con il movimento fisico, dal semplice camminare (PokemonGO) al correre perché inseguiti da zombies virtuali (Zombie Run), dal fare addominali e flessioni per combattere un mostro (Ring Fit Adventure) al ballare in coreografia perfetta (Just Dance). Il videogioco permette di dare un minimo senso a quelle che sarebbero altrimenti attività pretesto: fare 20 flessioni uno può farle perché vuole allenarsi e ha un obiettivo di sviluppo fisico.. ma la motivazione potrebbe non essere sufficiente a farle tutti i giorni per un mese.

FPS

I giochi in prima persona (First Person Shooter)

Manageriali

Si deve gestire una città, un mondo, una squadra di calcio, uno studio di videogiochi, una fabbrica, un Governo!, una ditta edile.. oggi qualsiasi cosa necessiti un manager nel mondo reale, ha la sua controparte nel mondo videoludico, e spesso con dettagli e procedure talmente precise, che i videogiochi non solo formano i nuovi Manager, ma vengono usati per migliorarsi, formare giovani leve, e simulare scenari alternativi. Davvero: ci sono scuole di business che usano i videogiochi anche per decidere chi assumere e chi no. Ma il “management” potrebbe essere anche solo il giardino di casa o il proprio allevamento di draghi pollo, il principio è lo stesso: imparo a gestire sistemi complessi, facendo crescere qualcosa di mio, in un ambiente simulato, sicuro e divertendomi.

Musicali

Due sono le componenti estetiche fondamentali per un gioco: la grafica e la musica. E qualche videogioco ha fatto della musica la componente principale, facendo giocare direttamente con la propria colonna sonora, con canzoni e con i suoni.

Playground

Quando il gioco si avvicina al giocattolo, quindi con la scomparsa di regole e obiettivi, il videogioco diventa la propria cameretta dove mettersi sul pavimento a fare di tutto: dal prendersi cura dei propri cuccioli al costruire castelli con i blocchi (i voxel) digitale, dal tagliare i capelli in un salone di bellezza virtuale al fare i lavori di casa. Sono molto rilassanti e appaganti, da non disprezzare. Anche perché ce li possiamo portare con noi ovunque.

Ricerca scientifica

Può un giocatore contribuire alla ricerca contro il cancro? E non donando soldi come ormai ci siamo abituati, ma semplicemente cercando di risolvere dei livelli di un gioco? Ebbene sì. Alcuni giochi sono stati creati apposta per presentare a milioni di giocatori problemi la cui soluzione i computer non riescono a trovare, ma che l’Intelligenza Collettiva umana può e ce la fa! (vedi gioco Foldit[^game_foldit])

RPG

Gli RPG (Role-Playing Game) sono un genere videoludico basato principalmente sul fantasy e che vede la sua origine tramite i classici GDR (Dungeons and Dragons). In questo genere di giochi il giocatore prende il controllo di un personaggio e lo potenzia fino a raggiungere il livello massimo disponibile modificando a piacimento i vari parametri. Riguardo al genere bisogna fare una distinzione tra il JRPG (di stampo giapponese) e l’RPG occidentale. Le differenze riguardano solo le tematiche. Inizialmente il genere prevedeva battaglie a turni ma questo stile è stato via via abbandonato per delle dinamiche più action. Tra gli esempi abbiamo la saga di Final Fantasy e di Dragon Quest.

Simulazioni

I videogiochi di simulazione cercano di simulare il più possibile la vita reale. Sono utilizzati anche da piloti per esercitarsi nell’uso di alcuni mezzi di trasporto. Lo scopo principale è quello di permettere al giocatore di fare cose che nella vita reale non potrebbe fare (come pilotare un aereo, fare gare clandestine con le macchine, essere una capra!)

Sportivi

Tutti nella vita abbiamo giocato ad un videogioco sportivo, chi per passione, chi per divertimento con gli amici ma una partita a FIFA o a PES (ma anche ad NBA, o gli altri sport) l’abbiamo fatta. Lo scopo è quello di simulare l’esperienza reale della gestione della squadra e quindi di utilizzare e creare le strategie adatte per vincere.

Strategia

Se i Giochi da Tavolo sviluppano un senso della strategia a turni sequenziali, ovvero decido la mia mossa in previsione di quella dei miei prossimi avversari e delle mie prossime mosse, il videogioco permette una ricerca di strategia in Tempo Reale, ovvero mentre tutti gli altri giocatori e avversari stanno giocando le loro mosse. Il tipo di gioco si chiama appunto RTS (Real Time Strategy). E il bello è che possiamo giocare tanto contro altri giocatori online, tanto contro le Intelligenze Artificiali più brave al mondo. Come con i giochi manageriali, anche quelli che richiedono una forte strategia sviluppano molto la capacità di analisi e di previsione a futuro in funzione dello situazione attuale e alla storia precedente.

Come riconoscerli

Quattro sono le cose da considerare per decidere se un gioco è adatto e buono per le nostre esigenze

  1. verificare il codice PEGI (Pan European Game Information) che serve a classificare tutti i videogiochi per età e tipo di contenuto. Un PEGI 3 sarà adatto dai 3 anni in su, un PEGI 18 avrà contenuti e meccaniche di gioco adatto ai soli maggiorenni. Se i nostri ragazzi sono esperti, si può essere morbidi (ad esempio un Zelda lo danno PEGI-12 ma Fabio lo ha finito senza problemi a 9 anni e per noi quel genere di violenza di sparare frecce e spadate ai nemici non è un problema)
  2. cercare il titolo su un sito di recensioni di media per famiglie e ragazzi come il Common Sense Media 2, che è davvero una grandissima risorsa utile anche per trovare nuovi videogiochi e film perfetti per i nostri ragazzi
  3. il gusto e l’esperienza personale: se mi piace un genere di gioco e lo conosco, che siano le avventure punta e clicca o i giochi di strategia, saprò valutare io stesso nuovi titolo di quel genere
  4. vedere su youtube un po' di gameplay, ovvero qualcuno che lo gioca, così da capire cosa succede, cosa bisogna fare, che linguaggio e che estetica presenta.
  5. chiedere consiglio nei vari forum / gruppi facebook di categoria. c’è sempre molta gente disponibile a dare un parere!

Cosa non ci piace

Giocheresti contro avversari sapendo che le regole prevedono che se spendi molti soldi sei più forte?

Questi sono i giochi peggiori, e non li consideriamo neache giochi. Peggio dei giochi d’azzardo (che andrebbe evitati come la peste). C’è una differenza enorme tra un Fortnite dove uno spende, se vuole, giusto per delle modifiche estetiche al proprio personaggio, rispetto a quelli dove se spendi tanto potenzi e diventi più forte degli avversari.

Se possibile evitare anche i giochi totalmente gratuiti, perché gratuiti non lo sono mai: saranno pieni di pubblicità, o prevede pagamenti in gioco (IaP, In App Purchase) o il gioco è parziale e deve essere sbloccato più avanti, una volta affezionati.

Da tenere a distanza anche i videogiochi che creano dipendenza (addiction) e che richiedono soldi per poter rigiocare più velocemente. Sono dei giochi subdoli che violano l’etica del buon gioco. Ma purtroppo ce ne sono tantissimi, e fanno un sacco di soldi, sopratutto con la popolazione più anziana. Sic.

Online Multigiocatori è pericoloso?

online non sai mai cosa c’è dall’altra parte del filo. Mai.

Se un gioco prevede l’online multigiocatore e si gioca in modalità aperta, bisogna ricordarsi che dall’altra parte dei fili potrebbe esserci di tutto, dai Bot il cui unico interesse è entrare nel WiFi di casa ai frustrati che cercano contatti, dai truffatori in caccia di bottini alla tua professoressa di scuola. Conviene quindi stare sempre molto attenti e prendere qualche precauzione per giocare insieme si, ma al sicuro.

Ecco alcuni consigli e considerazioni:

  • almeno fino ai 14 anni abilitare una rete sociale di solo amici fidati
  • disabilitare le transazioni di denaro. sembra ovvio, ma non lo è per tutti. la possibilità di pagare deve essere data solo ad un adulto consapevole e possibilmente critico.
  • anonimato: che i ragazzi siano sempre in modalità anonima, senza alcun riferimento alla propria vera identità, tantomeno alla propria casa
  • massima allerta alle advances sessuali. non fidarsi di nessuno e insegnare a segnalare.
  • evitare discussioni irregolari o eccessive con sconosciuti, perché le ritorsioni da parte di un giocatore espertissimo potrebbero essere deprimenti, oppure litigare inutilmente (flames)
  • cyberbullismo: sono sempre molti i casi di bullismo via social, e anche le reti di videogiocatori non sono esenti.
  • frodi: alcuni giochi permettono di scambiarsi oggetti e valute (virtuali). Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio
  • furti di identità: qualcuno può prendere l’identità di un giocatore e spacciarsi per lui tra gli amici.

PC, Tablet, Console.. cosa conviene?

Ogni tipo di hardware implica un diverso tipo di giocatore e modo di giocare. Ovviamente un ragazzo vorrà la stessa cosa che hanno i suoi amici, ma non è detto che sia la migliore per lui.

Console Playstation / XBox

Sono le console da videogioco per antonomasia. Ogni cinque anni escono le nuove generazioni e dettano lo stato dell’arte delle prestazioni sopratutto grafiche dei videogiochi. Sono macchine dedicate solo per i giochi di un certo livello, non ci si può fare molto altro. I giochi costano relativamente tanto (anche se il mercato dell’usato è ampio, sopratutto se si compra un modello precedente), per questo il target di età è dai teenagers in su. Hanno la virtù di essere semplici, funzionano sempre, accendi e giochi, costano meno di un PC e di un tablet medio.

Nintendo Wii / Switch

Nintendo è sinonimo di gioco adatto a tutta la famiglia, semplice e ideale dal bambini fino alle nonne. Ogni aspetto dei giochi è sottoposto ai massimi livelli di controllo e verifiche che tutto sia perfetto per un’esperienza di gioco ottimale. Con la Switch si sono spinti a sperimentare nell’intersezione tra il reale e il virtuale, con le estensioni in cartone del Labo, la VR, le macchine radiocomandate in Realtà Aumentata. La natura specifica dei controllers invita ai giochi motori, con eventuale estensioni con il Ring Fit, permettendo giochi davvero ginnici o danzanti. Per i giocatori più esigenti si può dire che ormai tutti i grandi giochi hanno anche un a versione Switch, quindi potrebbe davvero essere ideale dai bambini di 4 anni fino a quelli di 15 e più.

Tablet

E' il devices preferito dal bambini (e dai nonni) per l’estrema semplicità di interazione. Il problema è la moltitudine di offerta di giochi (ne escono migliaia ogni giorno) e non tutti sono davvero di qualità. Costano relativamente poco (da quelli gratuiti con le pubblicità o acquisti-in-gioco fino alla media di 3/5 euro, arrivando a 10/15 solo per quelli più esigenti o di nicchia). E' facile sperimentare giochi con la Realtà Aumentata. Esistono due famiglie: gli Apple (iPad) e quelli Android. Gli iPad costano un po' di più ma la qualità generale dell’hardware, del sistema operativo e dei giochi è sensibilmente migliore.

Smartphone

Da quando un giovane ha lo smartphone (in media dopo i 10 anni) diventa un compagno inseparabile. Non entriamo qui nelle regole ottimali per gestire un cellulare, consideriamo solo che i giochi da smartphone sono particolarmente interessanti e calibrati per essere sempre a portata di mano: casual games (partite breve spesso, oppure social (i cellulari sono necessarimanete in rete) oppure, i peggiori, i giochi “addictive”). In linea di massimo io sconsiglio di avere i giochi sul cellualre, sopratutto epr i giovanissimi. E' necessario bloccare a monte la possibilità di installare nuove app o fare acquisti .

PC

Il PC dovrebbe essere l’hardware obbligatorio da mettere sulla scrivania dei ragazzi fin dalla terza elementare. Un portatile base costa quanto una Console o un Tablet, e permette di giocare quasi tutti i videogiochi del mercato, oltre che tutto il resto. Ed è proprio questo “resto” la cosa più importante: l’educazione informatica e digitale arriva dal PC, (console e devices sono purtroppo ambienti “chiusi”). I giochi si comprano su Steam o altre piattaforme.

Preparare un PC

  1. attivare il parental control e disattivare la possibilità di installare nuovi giochi
  2. e ovviamente proibire di COMPRARE qualsiasi cosa
  3. pre-installare / comprare i giochi

Giocare in streaming

La nuova frontiera dei videogiocare, inaugurata nel 2019, è il non avere più nessuna console, nessun computer, nessun hardware in casa, perché il computer è nel cloud, in Internet, e si usa lo schermo soltanto per visualizzare quanto avviene su un server remoto. Serve ovviamente una connessione molto buona (fibra ottica), ma il risultato è sorprendente! Costa relativamente poco (di solito sono abbonamenti da 10 euro al mese) ma si ha accesso ad ampie librerie di giochi, la qualità è sempre al massimo (paragonabile a quella che si otterebbe con un PC da 3000 euro o una console di nuova generazione). Da pensarci su!

https://stadia.google.com/ https://www.nvidia.com/en-us/geforce-now

Games 4 Change

Questo è un mondo che ci interessa molto (e di cui stiamo preparando un libro ad hoc): quello dei giochi a impatto sociale, ovvero con la finalità di ottenere un risultato preciso, che può essere dalla consapevolezza di un problema sociale alla raccolta fondi per una causa umanitaria, dal cambiare comportamento personale al migliorare le cure ospedaliere. Sono ormai infiniti gli ambiti e gli scopi, i purpouses, per i quali vengono usati i videogiochi. Non sono una categoria a sé e non sempre vengono creati apposta, anzi sempre più spesso li troviamo sugli scaffali insieme agli altri senza altre finalità che non il puro entertainment.
Games 4 Change3 è il nome del primo festival annuale dove ci si trova a vedere lo stato dell’arte, è tutt’ora il più famoso ma non è l’unico. Qualche anno fa avevamo partecipato come finalisti con un videogioco che aveva vinto un bando internazionale per insegnare a leggere in arabo ai bambini siriani (Antura and the Letters4).

Violenza nei videogiochi

Spesso i mass media ripropongono il collegamento “violenza nei videogiochi -> violenza nel mondo reale”. Quasi sempre dopo qualche tragedia negli USA con ragazzi che sparano ad altri ragazzi nelle scuole (facendo notare quanto giocava ai videogiochi dove si sparava). Pur non negando che oggi le azioni di guerra sembrano proprio dei videogiochi, c’è una bella differenza a dire che i videogiochi le ispirano. Questa associazione sembra più un cercare una scusa plausibile e facile quando le reali motivazioni sono complesse e troppo radicate in alcune società. E poi cosa è la violenza? Uccidere qualcun altro? Anche gli scacchi hanno come meccanica base il mangiare, uccidere gli avversari. Dicono che i nuovi FPS sono troppo immersivi e simili alla realtà? Vogliamo credere che un giocatore non sappia distinguere realtà da simulazione? I nostri figli sono davvero così delicati? Forse il problema non è nei giochi. Consideriamo infine che molti videogiochi di soldati immersivi (vedi Call of Duty) ti fanno perdere se commetti azioni poco etiche, quali sparare ad un bambino o ad un civile inerme.

eSports e Campionati

Allora se vuoi giocare fallo bene: impegnati, diventa bravo e partecipa ad un torneo! magari poi ti guadagni la cena

Diventare giocatori professionisti è potrebbe essere un ottimo connubio tra passione, studio e professione.

GdT vs Videogiochi

Quali sono le grandi differenze tra un videogioco ed un gioco da tavolo?

Sono più tangibili e immersivi. Questo migliora le prospettive fisiche e cognitive. si vede tutto lo scenario di gioco permettendo di migliorare la propria strategia e tattica di gioco

Nei videogiochi si interagisce con componenti elettroniche e al massimo la componente multiplayer è intermediata. nei GdT si gioca con esseri umani e si impara a migliorare le proprie relazioni umane.

Si possono modificare le regole, oltre che creare nuovi scenari di gioco, velocità, intensità emotiva, oltre che la creatività espressa nei propri ruoli e personaggi


  1. https://www.moma.org/explore/inside_out/2012/11/29/video-games-14-in-the-collection-for-starters/ ↩︎

  2. https://www.commonsensemedia.org è il più grande e importante portale di informazioni e recensioni per i genitori ↩︎

  3. https://www.gamesforchange.org ↩︎

  4. https://www.antura.org ↩︎

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