<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Africa | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/africa/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/africa/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Africa</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2009 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Africa</title><link>https://stefanocecere.com/tag/africa/</link></image><item><title>Cosa non sai dei pirati somali</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/04/cosa-non-sai-dei-pirati-somali/</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/04/cosa-non-sai-dei-pirati-somali/</guid><description>&lt;p>normalmente quando ai tg cominciano a passare qualche notizia che parla di un &amp;ldquo;pericolo&amp;rdquo; per noi, magari reiterando un &amp;ldquo;crimine&amp;rdquo; che minaccia la nostra sicurezza.. non so perchè ma alzo le antennine e sento odore di &amp;ldquo;non ce la stanno dicendo tutta&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>il seguente articolo (tratto da the independent inglese e tradotto da www.comedonchisciotte.org ) dà un&amp;rsquo;altro punto di vista sui pirati somali he credo sia bene tenere bene a mente.&lt;/p>
&lt;p>&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1686" title="somali_pirates" src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2009/04/somali_pirates.jpg" alt="somali_pirates" width="290" height="194" />DI JOHANN HARI&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>The Independent&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Da 
&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/somalia-pirati/accuse-puntland/accuse-puntland.html" target="_blank">Repubblica.it&lt;/a>
(20/04)&lt;strong>: &amp;ldquo;Il Puntland contro il Buccaneer ‘Doveva sversare rifiuti tossici&amp;rsquo;&amp;rdquo;&lt;/strong>. Le accuse mosse dalle autorità della regione semi-autonoma della Somalia al rimorchiatore italiano sequestrato dai pirati. La società Micoperi: &amp;ldquo;Era vuoto&amp;rdquo;.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Chi avrebbe immaginato che, nel 2009, i governi mondiali avrebbero dichiarato una nuova Guerra ai Pirati? Mentre state leggendo quest’articolo, la British Royal Navy – con il sostegno dalle navi di più di due dozzine di stati, dall’America alla Cina- sta navigando verso le acque somale per affrontare uomini che noi ci figuriamo ancora come furfanti da sceneggiata con tanto di pappagallo sulla spalla. Presto inizieranno a combattere le navi somale e a cacciare i pirati sulla terraferma, in una delle regioni più piegate della terra. Ma dietro alla stravaganza del tipo ‘avanti-miei-prodi’ che questa storia racchiude, si nasconde uno scandalo non confessato. Le persone che i nostri governi stanno etichettando come “una delle più grandi minacce del nostro tempo” hanno delle storie incredibili da raccontare – e un po’ di giustizia dalla loro parte.&lt;/p>
&lt;p>I pirati non sono mai stati quello che noi in realtà crediamo. Nell’“età d’oro della pirateria” – dal 1659 al 1730 – venne creata dal governo britannico, sull’onda di uno spirito propagandistico, l’idea odierna del pirata come un ladro selvaggio e senza scrupoli. Molte persone comuni la ritenevano però non veritiera: i pirati venivano spesso tratti in salvo dalle navi da folle di sostenitori. Perché? Che cosa coglievano loro che a noi non è concesso intendere? Nel suo libro &lt;em>Furfanti di tutti i Paesi&lt;/em> [“Villains of All nations”], lo storico Marcus Rediker scava tra le prove per scoprirlo. All’epoca, diventare mercante o marinaio – raccolto dai porti dell’East End londinese, giovane e affamato – significava finire a navigare in un Inferno di legno. Significava lavorare a tutte le ore su una nave sovraccarica e senza cibo, e a concedersi una breve pausa si finiva frustati con il Gatto a Nove Code dal plenipotenziario capitano. I perditempo abituali correvano il rischio di essere gettati in mare. E dopo mesi o anni di tutto questo, spesso si finiva con l’essere imbrogliati sulla paga.&lt;/p>
&lt;p>I pirati sono stati i primi a ribellarsi a questo sistema. Sono andati contro i loro capitani-tiranni e hanno inventato un modo diverso di lavorare sui mari. Non appena riuscivano ad avere una barca, i pirati eleggevano i loro capitano e prendevano tutte le decisioni assieme. Dividevano il bottino nel modo che Rediker definisce “uno dei più egualitari piani di distribuzione delle risorse esistenti nel diciottesimo secolo”. Addirittura, essi prendevano con loro schiavi africani fuggitivi e ci vivevano assieme, trattandoli da eguali. I pirati hanno dimostrato “piuttosto chiaramente – e in modo sovversivo- che le navi non dovevano necessariamente essere condotte con i modi brutali e oppressivi utilizzati dal servizio mercantile e dalla flotta britannica”. Ecco perché erano popolari, nonostante fossero dei ladri poco produttivi.&lt;/p>
&lt;p>Le parole di un pirata di quell’epoca perduta – un giovane inglese di nome William Scott – dovrebbero risuonare in questa nuova epoca di pirati. Prima di essere impiccato a Charleston, Carolina del Sud, egli disse: “Quello che ho fatto è stato salvarmi dalla morte. Sono stato costretto a fare il pirata per vivere”. Nel 1991 il governo della Somalia – nel Corno d’Africa – è collassato. I suoi nove milioni di abitanti da sempre vivono sull’orlo della fame – e molte delle peggiori forze del mondo occidentale hanno visto questa cosa come una grossa opportunità per rubare le riserve di cibo del paese e per versare scorie nucleari nei loro mari.&lt;/p>
&lt;p>Esatto: scorie nucleari. Non appena il governo somalo è caduto, misteriose navi europee hanno iniziato a comparire al largo delle coste della Somalia, svuotando grossi barili nell’oceano. Gli abitanti della costa hanno cominciato ad ammalarsi. All’inizio soffrivano di strane irritazioni e di nausea, oltre al fatto che mettevano al mondo bambini malformati. Poi, dopo lo tsunami del 2005, centinaia di barili scaricati e perforati sono stati dispersi sulla spiaggia. La gente ha iniziato a soffrire di sintomi da radiazioni e più di 300 persone sono morte. Ahmedou Ould-Abdallah, inviato delle Nazioni Unite in Somalia, mi dice: “Qualcuno sta svuotando materiale nucleare qui. C’è anche del piombo e metalli pesanti come il cadmio e il mercurio”. La maggior parte di queste scorie proviene da ospedali e aziende europee, che sembrano affidarle alla mafia italiana affinché se ne “liberi” in modo economico. Quando ho chiesto a Ould-Abdallah che cosa stavano facendo i governi dell’Europa per questo, mi ha risposto sospirando: “Nulla. Non c’è stata nessuna attività di ripulitura, nessun risarcimento e nessuna attività preventiva”.&lt;/p>
&lt;p>Nello stesso periodo, altre navi europee hanno iniziato a saccheggiare i mari della Somalia privandoli della loro più importante risorsa: il pesce. Noi abbiamo distrutto le nostre riserve ittiche a causa dello sfruttamento eccessivo, e adesso stiamo attaccando le loro. Più di 300 milioni di dollari di tonno, gamberetti, aragoste e altri pesci vengono rubati ogni anno da enormi pescherecci che navigano illegalmente nelle acque somale non protette. I pescatori locali hanno improvvisamente perso la loro fonte di sostentamento e stanno morendo di fame. Mohammed Hussein, un pescatore nella città di Marka,100 km a sud di Mogadiscio, ha detto all’agenzia Reuters: “Se non si fa niente, presto non ci sarà più pesce nelle nostre acque costiere”.&lt;/p>
&lt;p>E’ questo il contesto da cui emergono gli uomini che noi ora chiamiamo “pirati”: tutti sono concordi nell’affermare che essi erano dei normali pescatori somali, i quali inizialmente si sono armati di motoscafi nel tentativo di frenare la pesca a strascico e le scarico di scorie chimiche, o almeno di imporre una “tassa” su tali attività. In una surreale intervista telefonica, uno dei capi dei pirati, Sugule Ali, disse che il loro scopo era di “fermare la pesca illegale e lo scarico nelle nostre acque…Noi non ci consideriamo banditi del mare. Noi consideriamo banditi del mare quelli che pescano illegalmente e che rovesciano nelle nostre acque scorie nucleari e portano armi nel nostro mare”. William Scott avrebbe capito queste parole.&lt;/p>
&lt;p>No, tutto questo non giustifica la cattura di prigionieri e sì, alcuni sono evidentemente solo dei gangster – specialmente quelli che si sono impossessati delle scorte inviate dal World Food Programme. Ma i “pirati” godono del massiccio sostegno della popolazione locale per una ragione. Il sito somalo d’informazione indipendente WardherNews ha condotto l’indagine più approfondita che abbiamo a disposizione riguardo a ciò che la gente somala pensa e ha scoperto che il 70% della popolazione “sostiene fermamente la pirateria come una forma di difesa nazionale delle acque territoriali del paese”. Durante la guerra rivoluzionaria in America, George Washington e i padri fondatori americani pagarono i pirati affinché proteggessero le acque territoriali americane perché non avevano una loro marina o una guardia costiera. La maggior parte degli americani li sosteneva. E’ tanto diverso?&lt;/p>
&lt;p>Ci aspettavamo forse che i somali affamati restassero passivi sulle loro spiagge, a fare il bagno nelle nostre scorie nucleari guardandoci mentre rubiamo loro il pesce che verrà mangiato nei ristoranti di Londra, Parigi e Roma? Non abbiamo fatto nulla per fermare quei crimini - ma quando qualche pescatore reagisce interrompendo il corridoio di transito del 20 percento della fornitura mondiale di petrolio, allora noi iniziamo a gridare al “male”. Se veramente vogliamo occuparci della pirateria, dobbiamo arrestarne la causa originaria – i nostri crimini – prima di spedire navi armate a scovare i criminali somali.&lt;/p>
&lt;p>La storia della guerra ai pirati del 2009 è stata riassunta nel modo migliore da un altro pirata, che è vissuto e morto nel IV secolo avanti cristo. Egli era stato catturato e portato davanti ad Alessandro Magno, il quale voleva sapere “a cosa mirasse prendendo possesso del mare”. Il pirata sorrise e rispose: “A ciò a cui miri tu impadronendoti di tutta la terra; ma io, che lo faccio con una barca insignificante, vengo chiamato ladro mentre tu, che lo fai con una grande flotta, vieni chiamato imperatore”. E di nuovo, le nostre grandi navi imperiali oggi navigano per i mari - ma chi è il ladro?&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>POST SCRIPTUM: Alcuni commentatori guardano con perplessità al fatto che sia lo scarico delle scorie tossiche sia il furto di pesce avvengano nello stesso posto –il pesce non viene contaminato? Di fatto, 
&lt;a href="http://www.lonelyplanet.com/maps/africa/somalia/" target="_blank">la costa somala è vasta&lt;/a>
, estendendosi per 3.300 km. Per rendere l’idea, pensate a quanto sarebbe facile – se non ci fossero la guardia costiera o l’esercito- rubare pesce dalla Florida o gettare scorie nucleari in California. Questi sono eventi che accadono in posti diversi ma con gli stessi terribili effetti: morte della popolazione locale e incoraggiamento del la pirateria. Non c’è nessuna contraddizione.&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>&lt;strong>Johann Hari&lt;/strong> scrive per il quotidiano The Independent&lt;/em>.&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Titolo originale: &amp;ldquo;You Are Being Lied to About Pirates&amp;rdquo;&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Fonte:
&lt;a href="http://www.independent.co.uk/" target="_blank">http://www.independent.co.uk/&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/johann-hari/johann-hari-you-are-being-lied-to-about-pirates-1225817.html" target="_blank">Link&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>12.04.2009&lt;/p>
&lt;p>Traduzione per
&lt;a href="https://www.comedonchisciotte.org" target="_blank">www.comedonchisciotte.org&lt;/a>
a cura di RACHELE MATERASSI&lt;/p></description></item><item><title>Forum umanisti Africa e Nepal</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/12/forum-umanisti-africa-e-nepal/</link><pubDate>Wed, 03 Dec 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/12/forum-umanisti-africa-e-nepal/</guid><description>&lt;p>amici sono settimane che non scrivo qui perchè i ritmi si sono accelerati e ho davvero poco tempo! entro Natale arriveranno due nuove creature: un/una cecina 😮 e il portale web della marcia mondiale.&lt;/p>
&lt;p>intanto nei giorni passati si sono svolti i forum umanisti dell&amp;rsquo;Africa (a Nairobi) e in Nepal.&lt;/p>
&lt;p>ecco alcune foto per la gioia dei fotofili:&lt;/p>
&lt;p>[&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1495" title="dec_9068" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/12/dec_9068.jpg" alt="" width="500" height="332" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/12/dec_9068.jpg 500w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/12/dec_9068-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://picasaweb.google.com/decler/NepalFirstHumanistForum]%28http://picasaweb.google.com/decler/NepalFirstHumanistForum%29" target="_blank">http://picasaweb.google.com/decler/NepalFirstHumanistForum](http://picasaweb.google.com/decler/NepalFirstHumanistForum)&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>[&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1496" title="pb280189" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/12/pb280189.jpg" alt="" width="500" height="374" srcset="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/12/pb280189.jpg 500w, http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/12/pb280189-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://picasaweb.google.it/michemon/AfricanHumanistForum]%28http://picasaweb.google.it/michemon/AfricanHumanistForum%29" target="_blank">http://picasaweb.google.it/michemon/AfricanHumanistForum](http://picasaweb.google.it/michemon/AfricanHumanistForum)&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Gandhi in Africa</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/gandhi-in-africa/</link><pubDate>Tue, 15 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/gandhi-in-africa/</guid><description>&lt;p>l&amp;rsquo;amica Elena sono molti mesi ormai che è in Tanzania come volontaria per diversi progetti umanitari.&lt;/p>
&lt;p>e guardate cosa mi ha appena inviato?&lt;/p>
&lt;p>lo riconoscete?&lt;/p>
&lt;p>e NON sapeva del post che avevo scritto proprio poche ore fa su Gandhi e il parlamento europeo.&lt;/p>
&lt;p>vobis&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/2415548087/" title="Gandhi in Africa di Humanist 2.0, su Flickr" target="_blank">&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3185/2415548087_e714d734b0.jpg" width="375" height="500" alt="Gandhi in Africa" />&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>&amp;quot;Ridurremo la fame nel mondo!&amp;quot; (= facciamo fuori gli affamati!)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/ridurremo-la-fame-nel-mondo-facciamo-fuori-gli-affamati/</link><pubDate>Fri, 04 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/ridurremo-la-fame-nel-mondo-facciamo-fuori-gli-affamati/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/third-world-starvation.thumbnail.jpg' alt='third-world-starvation.jpg' align="left" />sono decenni che continuano a propinare il modello &amp;ldquo;umanitario&amp;rdquo; e a dichiararsi solidali con i paesi del terzo mondo.&lt;/p>
&lt;p>l&amp;rsquo;umanitaresimo è uno dei gandi business del pianeta.. eppure le situazioni peggiorano di anno in anno…&lt;/p>
&lt;p>l&amp;rsquo;ultimo desiderio è di ridurre gli affamati del 50% entro il 2020…&lt;/p>
&lt;p>non è cinismo, ma la realtà è che ci stanno riuscendo, con un piano ben definito da molto tempo, e cioè facendo sì che metà degli affamati non &amp;ldquo;esistano più&amp;rdquo; entro il 2020.&lt;/p>
&lt;p>se prima potevano essere solo congetture, o ipotesi dedotte dai fatti e dalle manifeste contraddizioni (ipocrisie) del sistema umanitario, oggi cominciano a trapelare documenti a dir poco agghiaccianti.&lt;/p>
&lt;p>così come tutto quello che sta succedendo in Afghanistan e Iraq era pubblicato in un bel manuale per i neo-conservatori (metà anni &amp;lsquo;90), così il fatto che la crescita demografica nei paesi del terzo mondo fosse una grande minaccia per gli stati coloniali (USA e Gran Bretagna in primis), si trova in un documento di inizio anni &amp;lsquo;70, ormai desecretato.&lt;/p>
&lt;p>ah: per chi volesse leggere il futuro e quindi capire un po&amp;rsquo; il presente.. cerchi… chi cerca trova!&lt;/p>
&lt;p>oppure partecipi insieme a me e ad un po&amp;rsquo; di amici sparsi per il mondo a cambiare tutto questo.&lt;/p>
&lt;p>fonti di approfondimento:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/National_Security_Study_Memorandum_200" target="_blank">http://en.wikipedia.org/wiki/National_Security_Study_Memorandum_200&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=4479" target="_blank">http://www.comedonchisciotte.org/&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Africa, Papi, televisione e libro tibetano dei morti</title><link>https://stefanocecere.com/post/2006/01/africa-papi-televisione-e-libro-tibetano-dei-morti/</link><pubDate>Tue, 17 Jan 2006 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2006/01/africa-papi-televisione-e-libro-tibetano-dei-morti/</guid><description>&lt;p>trovo molto gusto nella miscela di buoni ingredienti.&lt;/p>
&lt;p>innanzitutto qualche foto della recente Regionale Umanista Africana che si è svolta a Dakar settimana scorsa.&lt;/p>
&lt;p>sono rimasto anch’io sorpreso dall’ampiezza dell’evento!&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.partitoumanista.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=159&amp;amp;Itemid=0" target="_blank">guarda qui.&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>in tantissimi si sono poi mobilitati sabato scorso a difesa della 194 e dei PACS.&lt;/p>
&lt;p>mi ha fatto molto piacere la email di una giovane amica che mi dice:&lt;/p>
&lt;p>&lt;em>“ciaooo sono contenta del risultato della manifestazione, per impedire ad uno stato laico (e pieno di guai) di esistere proprio quei vecchiacci in palandrana dovevano intervenire? E bada bene io sono cattolica praticante. Non sopporto quel Ruini, ma con tutta la gente che muore di fame viene a rompere le balle a chi si sta evolvendo? Papa Dorothy,invece,non vuole le/la PACS Io voglio un papa che nel 2000 non porti teste arrugginite, vecchie e del carlo codega , ma che si interessi dell&amp;rsquo;Africa, Asia, dell&amp;rsquo;evoluzione dellEuropa della Pace tra Religioni, come  Giovanni Paolo II, del Sud America e anche del nord, dell&amp;rsquo; Australia della Consacrazione del Pane fatta dalle Donne, della non discriminazione delle coppie di fatto, insomma dovremmo eleggerli noi i Papi…”&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2006/tv.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>TV: mezzi di telecomunicazione&lt;/p>
&lt;p>Una volta si valorizzava la discussione. Ora c’è solo manipolazione.&lt;/p>
&lt;p>Il mezzo televisivo è potentissimo, e male utilizzato.&lt;/p>
&lt;p>Diversi anni fa (molto prima della internet tv e delle street tv) nasceva Arancio TV:
&lt;a href="http://www.arancio.tv" target="_blank">www.arancio.tv&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>spero che quest’anno sia l’anno della sua rinascita.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2006/BardoTodol.jpg" alt="" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>Oggi chiudo con &lt;strong>la più apparente delle chiusure: la morte.&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>Come tutti i finesettimana, mi dedico a me stesso e ai miei studi personali.&lt;/p>
&lt;p>Questo sabato, nello scendere a Firenze, ho ripreso in mano il Libro Tibetano dei Morti (o Bardo Todol, ovviamente tradotto dal G.Tucci).&lt;/p>
&lt;p>Quando lo lessi la prima volta, al liceo, ero affamato di sapere, insoddisfatto di quel “senso comune” ricco di superficialità, desacralizzazione e autocelebrazione che la società ti proponeva come la migliore via di adattamento alla vita.&lt;/p>
&lt;p>Ringrazio di non essermi mai rassegnato all’apparente destino.&lt;/p>
&lt;p>Ringrazio tutti i grandi Uomini che hanno camminato e stanno camminando su questo pianeta.. per la loro Forza, Intelligenza e Bontà.. qualcuno anche per l’Allegria e sicuramente, visto quanto siamo distratti e volubili, anche per la Pazienza 😉&lt;/p>
&lt;p>e così ieri ho cambiato sottotitolo a questo blog, con una grase di Silo che tanto vorrei che si diffondesse nel mondo:&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>“Lo scoramento degli esseri umani valenti e solidali ritarda il cammino della storia.”&lt;/strong>&lt;/p></description></item></channel></rss>