<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Bolivia | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/bolivia/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/bolivia/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Bolivia</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2009 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Bolivia</title><link>https://stefanocecere.com/tag/bolivia/</link></image><item><title>Spot Marcia in Bolivia</title><link>https://stefanocecere.com/post/2009/06/spot-marcia-in-bolivia/</link><pubDate>Wed, 10 Jun 2009 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2009/06/spot-marcia-in-bolivia/</guid><description>&lt;p>ebbravi i boliviani… 🙂&lt;/p></description></item><item><title>Bolivia: Tragicommedia degli Stati Uniti (EE.UU.)</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/bolivia-tragicommedia-degli-stati-uniti-eeuu/</link><pubDate>Wed, 17 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/bolivia-tragicommedia-degli-stati-uniti-eeuu/</guid><description>&lt;div>
&lt;strong>[non sto troppo a dettagliare quanto stiamo facendo in appoggio alla Bolivia e a quanto drammaticamente sta crescendo la tensione internazionale e l'imminenza della grande crisi. ecco qui un semplice resoconto degli ultimi avvenimenti boliviani..]&lt;/strong>
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&lt;em>redatto da Luis Amman&lt;/em>
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&lt;em>In tre atti ed un epilogo&lt;/em>
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Molti amici ci hanno domandato quanto c'è di vero nel piano che ha giocato l'Ambasciatore degli Stati Uniti di nord America nel colpo di stato "civico" organizzato e che si sta sviluppando, con i Prefetti in Bolivia. &lt;br /> Abbiamo consultato diverse fonti e trascriviamo una raccolta di fatti che provengono da deputati del Movimiento Al Socialismo (MAS). Ci arrivano da una via confidenziale: Grazie Guille! Ve l'offriamo in tre parti.
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&lt;strong>Atto Primo&lt;/strong>
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"1) 13 di ottobre 2008: gli Stati Uniti inviano in Bolivia, come ambasciatore, Philip Goldeberg, un esperto a lanciare conflitti separatisti. Tra il 1994 e il 1996 è stato il capo dell'ufficio del Dipartimento di Stato per la Bosnia (durante la guerra separatista dei Balcani). Dopo, tra il 2004 e il 2006, Goldeberg torna a capo di missioni in Pristina (Kosovo), e lì consolida la separazione e indipendenza di questa regione e lasciando migliaia di morti".
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"2) Philip Goldberg è venuto in Bolivia con la missione di destabilizzare il governo di Evo Morales, incentivando il separatismo delle regioni orientali. In Bolivia, dopo dello storico trionfo del 18 dicembre 2005, i partiti tradizionali e l'elite furono completamente colpiti. Goldeberg si incarica di riorganizzare e di segnalargli un cammino cospiratorio per distruggere Evo Morales."
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"3) Goldeberg organizza un grande coordinamento con industriali di oriente, con leaders dei mezzi di comunicazione e politici residui di Podemos per lanciare un grande piano di disinformazione rispetto alla gestione di Evo Morales, tutto questo all'interno di una intensificazione delle lotte regionali contro lo Stato Boliviano:&lt;br /> a) si doveva mostrare che il narcotraffico stava crescendo in Bolivia;&lt;br /> b) come secondo passo, i mass media dovevano mostrare che Evo stava governando male, che la inflazione, la corruzione e il mal governo crescevano;&lt;br /> c) in oltre i media dovevano rincarare la responsabilità della violenza sul governo di Evo Morales. Si inizia a imporre il concetto che Evo divide la Bolivia".
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"Consolidati questi passi, Goldberg si riunisce la prima settimana di maggio, con Jorge Quiroga concordando che il Senato approvi il Referendum Revocatorio. La sua convinzione era che Evo Morales non raggiugesse il superamento del 50% dei voti, e una volta delegittimato alle urne, l'opposizione e i prefetti di oriente avrebbero richiesto la Rinuncia del Presidente per illegittimità , per mal governo e per dividere la Bolivia."
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"Senza dubbio, i prefetti che non erano stati consultati si oppongono a questo piano".
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"il 23 di giugno: il Consiglio si è riunito a Tarija e elaborarono una dichiarazione scritta per rifiutare il Referendum Revocatorio (La Razon, 24 di giugno)."
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"il 17 di giugno: Philip Goldberg viaggia negli Stati Uniti (La Razon e La Prensa 17 di giugno), inventando una supposta crisi diplomatica, in quell'occasione coordina un piano con una agenzia pubblicitaria, con Goni e Sanchez Berzan per sviluppare una guerra sudicia e fare che Evo perda il referendum."&lt;br /> "il 2 luglio: Goldberg ritorna a la Paz (La Prenza 3 e 4 giugno) e si riunisce con ognuno dei prefetti, per convincerlo ad accettare di andare al referendum."
&lt;/div>
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"5 luglio: I Prefetti dell'opposizione accettando di andare al Referendum (La Razon, 5 luglio). A questo piano partecipano anche i leader delle grandi catene di comunicazione; per il 49% (La Prensa, 21 luglio). Il tentativo di rovesciare il governo con il voto era in marcia."
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"A questo si unì una intensa guerra sudicia che Goldberg armò con agenzie pubblicitarie degli Stati Uniti. In Bolivia fu contrattata una agenzia publicitaria di La Paz per elaborare i primi spots negativi contro Evo Morales".
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"Però rendendosi conto che i testi e il denaro venivano dagli Stati Uniti, questa agenzia rinunciò a continuare a produrre la Guerra Sudicia. Come parte attiva della stessa si denunciano supposte azioni fraudolente e da parte delle regioni orientali, si chiama un digiuno massivo per offuscare le elezioni."
&lt;/div>
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&lt;strong>Atto secondo: il piano "B"&lt;/strong>
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il piano descritto nelle note precedenti per togliere Evo dal governo è stato impedito dal risultato insolito (per loro) del Referendum Revocatorio.
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"Evo si legittima con il 67% e a Goldberg non gli resta che mettere in moto un piano B, un piano di scioperi, blocchi e azioni violente che possano sboccare in due strade:&lt;br /> "I) il conflitto che si generalizzi e coprendo l'oriente e in parte l'occidente, la gente si stancherebbe, le forse d'ordine agirebbero e ci sarebbero morti. Quindi Evo sarebbe costretto a richiamare alle elezioni o a lasciare il governo dopo molti morti. L'insistente provocazione alla polizia e la FFAA perché agiscano e si lancino contro gli unionisti si concretizza in questo piano."
&lt;/div>
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"II) Se non si desse questa prima situazione, una volta sfrattata la polizia e lo Stato nazionale delle regioni, con mezzi violenti, con i popoli orientali in contumacia e ribellione, Goldberg offri ai prefetti di portare mediatori internazionali, inclusi i caschi azzurri per concretizzare il separatismo dei 4 dipartimenti ribelli, come fece in Kosovo."
&lt;/div>
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"Seguendo questo piano Golpista, Goldberg viaggia a Sucre e si riunisce con la prefetta Savina Cuellar. Questa prefetta richiese la rinuncia del presidente".&lt;br /> "il giovedì 21 di agosto si riunisce clandestinamente con Ruben Costas e 4 congressisti statunitensi. (ci sono immagini in TV)."&lt;br /> "il lunedi 25 agosto si riunì, ugualmente in modo clandestino con Ruben Costas. (Gigavision ha captato le immagini). Parallelamente, il Consiglio rifiutò il dialogo con il governo e il 24 di agosto convocò lo sciopero generale."
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"seguendo la linea proposta da Goldberg, i prefetti impongono un piano di distruzione a medio termine, con distruzioni di istituzioni pubbliche, fanno e persistono provocazioni (con percosse incluse) alla polizia e alle forze armate."
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"nella stessa linea golpista, a Santa Cruz e Tarija si inizia a parlare di federalismo fino ad una indipendenza".
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Terzo Atto
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Fonte: El Mundo, 22 agosto. "Siccome le imprese stavano più interessate al mercato di Santa Cruz (che deve inziare il 19 di settembre) che nello sciopero e blocco, il Dipartimento di Stato convoca a Branco Marinkovic negli Stati Uniti.&lt;br /> "1 settembre: nel aereo Beechcran, matricola C-90A, Marinkovic viaggia verso gli Stati Uniti dove lo convincono che il piano è alla sua fine e che c'è da giocarsi tutto per tutto.&lt;br /> "il 9 di settembre: ore dopo il ritorno di Marinkovic a Santa Cruz, si scatena una giornata violenta, che brucia le istituzioni con nuove aggressioni alle forze armate e polizia.
&lt;/div>
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&lt;strong>Epilogo&lt;/strong>
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Questo è il piano golpista che è in moto. Con l'appoggio dell'ambasciata degli Stati Uniti del Nord America.
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Perché non può consolidarsi? Perché il governo di Evo Morales seguita controllando, con pazienza e mantenendo la legalità, il conflitto che resta regionale.
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In base all'informazione che riceve, il presidente della Repubblica annunciò ieri che l'ambasciatore Goldberg è stato dichiarato persona non gradita ed ha chiesto al cancelliere David Choquehuanca, di agire di conseguenza.
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La violenza generata da gruppi fomentati da questo piano golpista è la forma con cui i settori conservatori mostrano la loro decisione di terminare con la democrazia perché questa non gli serve più ai loro interessi. Il popolo boliviano, come ha confermato il 10 di agosto , è il depositario e difensore della democrazia, della integrità nazionale e della sua sovranità".
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Le Forze Armate, la Polizia Nazionale, ferma e rispettosa della Costituzione, sono coscienti che, più in là di qualsiasi interesse, c'è da preservare l'unità della Bolivia."
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Il materiale originale è datato il 10 di settembre del 2008 e lo firmano dal blocco di deputati del MAS: Cesar Navarro/Gustavo Torrico/Gabriel Herbas/ René Martinez.
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Riflessioni: Se lasci che questo succeda in Bolivia, lascerai che succeda nel tuo proprio paese.
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Tradotto da: &lt;a href="http://luisammann.com.ar/2008/09/15/bolivia-tragicomedia-de-eeuu/">http://luisammann.com.ar/2008/09/15/bolivia-tragicomedia-de-eeuu/&lt;/a>
&lt;/div></description></item><item><title>Evo Morales riconfermato con referendum popolare</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/08/evo-morales-riconfermato-con-referendum-popolare/</link><pubDate>Mon, 11 Aug 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/08/evo-morales-riconfermato-con-referendum-popolare/</guid><description>&lt;p>forse qualcuno lo sapeva, molti no: 8 mesi fa il presidente della Bolivia Evo Morales, il primo presidente indigeno ad essere stato eletto democraticamente con il 55% dei voti nel 2005 e che ha iniziato da subito un processo di rivoluzione nonviolenta a favore dei poveri con la rinazionalizzazione delle risorse, aveva indetto un referendum popolare per farsi &amp;ldquo;riconfermare&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;p>La causa di questa iniziativa (da noi assolutamente impensabile perché i nostri &amp;ldquo;potenti&amp;rdquo; di solito di mettersi in discussione ne hanno poca voglia) erano i &amp;ldquo;malumori&amp;rdquo; causati dalle riforme che ha iniziato ad introdurre in Bolivia, suscitando la forte opposizione delle regioni ricche (da sempre in mano ai bianchi compromessi con i circuiti internazionale dell&amp;rsquo;energia e dele grandi industrie), provocando non poche rivolte e idee di secessione (un po&amp;rsquo; come il nostro Bossi che sono 15 anni che fomenta la secessione dela Padania ricca dal resto dell&amp;rsquo;Italia povera e ladrona…)&lt;/p>
&lt;p>fatto sta che ieri si è svolto questo atteso referendum, ed Evo Morales è stato riconfermato con il 63%, aumentando addirittura il consenso nei suoi confronti rispetto al 2005.&lt;/p>
&lt;p>la situazione non è ancora tranquilla: i prefetti dissidenti sono appoggiati anche militarmente da grandi poteri e quasi sicuramente non staranno inermi.&lt;/p></description></item><item><title>discorso di Evo Morales all'ONU</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/06/discorso-di-evo-morales-allonu/</link><pubDate>Thu, 12 Jun 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/06/discorso-di-evo-morales-allonu/</guid><description>&lt;p>sentite cosa dice il presidente della Bolivia, amico del Movimento Umanista e che si è definito lui stesso &amp;ldquo;nè di destra né di sinistra, bensì Umanista&amp;rdquo;, riguardo a come non spendere trilioni di dollari in armi ma nello sviluppo del pianeta:&lt;/p></description></item><item><title>Intanto in Bolivia la Telecom</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/06/intanto-in-bolivia-la-telecom/</link><pubDate>Wed, 11 Jun 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/06/intanto-in-bolivia-la-telecom/</guid><description>&lt;p>avevo già deciso di uscire da TIM (per via dei suoi costi enormi nei contratti DATI)&lt;/p>
&lt;p>a gennaio il Movimento Umanista ha fortemente appoggiato la Bolivia in codesta questione:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;amp;idart=11292" target="_blank">http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=11292&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Bolivia, il prossimo 10 agosto referendum sulla revoca del mandato a Morales</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/bolivia-il-prossimo-10-agosto-referendum-sulla-revoca-del-mandato-a-morales/</link><pubDate>Tue, 13 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/bolivia-il-prossimo-10-agosto-referendum-sulla-revoca-del-mandato-a-morales/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/05/evo-morales.jpg' alt='evo-morales.jpg' align="left" />Alla fine quello che le prefetture delle ricche regioni del Paese volevano si è avverato: il 10 agosto prossimo in Bolivia si terrà il referendum che potrebbe revocare il mandato presidenziale di Evo Morales. Era stato lo stesso Morales a chiedere nel dicembre scorso che la popolazione potesse decidere in completa autonomia le sorti del suo presidente. Al referendum che chiederà alla cittadinanza se è d&amp;rsquo;accordo o meno con il proseguimento del mandato di Morales, però, saranno sottomessi anche i prefetti delle regioni boliviane e il vicepresidente Garcia.&lt;/p>
&lt;p>“Quello che chiedo al popolo boliviano – ha detto il presidente - è che ci giudichi e che orienti, per mezzo del voto, le differenze che esistono fra il governo nazionale e alcune autorità dei dipartimenti del Paese”. L&amp;rsquo;ex sindacalista cocalero ha aggiunto: “Sono molto contento perchè non ho nessuna paura del popolo. Anzi il popolo andando a votare al referendum avrà la possibilità di giudicare le autorità che egli stesso ha eletto. Il popolo ha il diritti di decidere sui propri rappresentanti”.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=11030" target="_blank">http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=11030&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>News da Russia, Bolivia e Universo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/news-da-russia-bolivia-e-universo/</link><pubDate>Tue, 06 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/news-da-russia-bolivia-e-universo/</guid><description>&lt;p>ti conforterebbe sapere che recentemente generali militari russi e cinesi stanno facendo riunioni per discutere come EVITARE una terza guerra mondiale?&lt;/p>
&lt;p>intanto ieri Jan Tamas, militante umanista e portavoce della campagna contro le basi radar in Repubblica Ceca (se non hai ancora firmato
&lt;a href="http://www.nonviolence.cz" target="_blank">www.nonviolence.cz&lt;/a>
ti tolgo il saluto!) è corso da
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/2465389525/in/set-72157603591791873/" target="_blank">Attigliano&lt;/a>
a Praga per rispondere ad un&amp;rsquo;importante intervista per la televisione russa Russia today (
&lt;a href="http://www.russiatoday.ru/guests/video/1170" target="_blank">guarda il video&lt;/a>
e poi teniamoci in contatto)&lt;/p>
&lt;p>brutte notizie dalla Bolivia: la regione dei supericchi Santa Cruz a passato un referendum con il quale chiedono una secessione (incostituzionale a detta della maggioranza politica mondiale).&lt;/p>
&lt;p>ci sono molte forze che vogliono mettere in difficoltà il lavoro e la persona (loro lochiamano &amp;ldquo;la scimmia&amp;rdquo;) di Evo Morales, il primo presidente indigeno democraticamente eletto in una repubblica contemporanea.&lt;/p>
&lt;p>Moales chiede aiuto anche a Lula (brasile) nel cercare di fermare la forte influenza degli Stati Uniti contro di lui.&lt;/p>
&lt;p>vedi:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=49796" target="_blank">http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=49796&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=135" target="_blank">http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=135&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>[ti conforterebbe sapere che recentemente generali militari russi e cinesi stanno facendo riunioni per discutere come EVITARE una terza guerra mondiale?&lt;/p>
&lt;p>intanto ieri Jan Tamas, militante umanista e portavoce della campagna contro le basi radar in Repubblica Ceca (se non hai ancora firmato
&lt;a href="http://www.nonviolence.cz" target="_blank">www.nonviolence.cz&lt;/a>
ti tolgo il saluto!) è corso da
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/2465389525/in/set-72157603591791873/" target="_blank">Attigliano&lt;/a>
a Praga per rispondere ad un&amp;rsquo;importante intervista per la televisione russa Russia today (
&lt;a href="http://www.russiatoday.ru/guests/video/1170" target="_blank">guarda il video&lt;/a>
e poi teniamoci in contatto)&lt;/p>
&lt;p>brutte notizie dalla Bolivia: la regione dei supericchi Santa Cruz a passato un referendum con il quale chiedono una secessione (incostituzionale a detta della maggioranza politica mondiale).&lt;/p>
&lt;p>ci sono molte forze che vogliono mettere in difficoltà il lavoro e la persona (loro lochiamano &amp;ldquo;la scimmia&amp;rdquo;) di Evo Morales, il primo presidente indigeno democraticamente eletto in una repubblica contemporanea.&lt;/p>
&lt;p>Moales chiede aiuto anche a Lula (brasile) nel cercare di fermare la forte influenza degli Stati Uniti contro di lui.&lt;/p>
&lt;p>vedi:&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=49796" target="_blank">http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=49796&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=135" target="_blank">http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=135&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>](
&lt;a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;amp;idart=10954" target="_blank">http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=10954&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>e intanto l&amp;rsquo;Universo che dice?&lt;/p>
&lt;p>che &lt;strong>non è dal passato che possono arrivare progetti per il futuro&lt;/strong>.&lt;/p>
&lt;p>il mondo sta cambiando così vorticosamente che l&amp;rsquo;unica cosa che oggi è importante è una profonda relazione emotiva tra gli esseri umani. avendo il coraggio di &amp;ldquo;perdere&amp;rdquo; un po&amp;rsquo; dele proprie cose in favore del camminare assieme.&lt;/p></description></item><item><title>Buone nuove dalla Bolivia</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/05/buone-nuove-dalla-bolivia/</link><pubDate>Sat, 03 May 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/05/buone-nuove-dalla-bolivia/</guid><description>&lt;p>mentre pomeriggio si presenta in Italia il libro &amp;ldquo;La fine della preistoria&amp;rdquo; di Thomas Hirsch, con l&amp;rsquo;eccellente prefazione di Evo Morales (il libro lo rovi in tutte le librerie Feltrinelli), ecco alcune buone nuove proprio dalla Bolivia:&lt;/p>
&lt;p>BOLIVIA - 2/5/2008 11.09&lt;/p>
&lt;p>ENERGIA: PROSEGUE IL PROGRAMMA DI NAZIONALIZZAZIONE&lt;/p>
&lt;p>Proseguendo nell&amp;rsquo;obiettivo di &amp;ldquo;avere finalmente dei soci in affari e non dei padroni&amp;rdquo;, lo stato boliviano ha acquisito la maggioranza azionaria di quattro aziende petrolifere con partecipazione di capitali stranieri. Nell&amp;rsquo;annunciare la misura, il presidente Evo morales ha precisato che solo con una delle quattro aziende interessate è stato raggiunto un accordo: si tratta della Repsol che ha venduto il 50% più 1 delle azioni della società estrattiva Andina per un valore di 6,3 milioni di dollari. Per tutte le altre – la Chaco, controllata da British Petroleum, la Transredes, di proprietà della Shell, e la CLHB, società gestita da capitali peruviani e tedeschi - è stato quindi approvato un decreto per la nazionalizzazione.&amp;ldquo;Con questi contratti, la Bolivia recupera il controllo di 18 campi petroliferi e la YPFB (Yacimientos Petrolíferos Fiscales Bolivianos, la compagnia petrolifera di proprietà dello stato boliviano) sarà rappresentata al livello direttivo, nell&amp;rsquo;assemblea degli azionisti e nell&amp;rsquo;amministrazione&amp;rdquo; ha detto Carlos Villegas, ministro degli idrocarburi, specificando che l&amp;rsquo;operazione è costata circa 37 milioni di dollari. Il programma di nazionalizzazione delle fonti energetiche è stato avviata nel 2006 da Evo Morales. Nel discorso tenuto in occasione della festa dei lavoratori del primo maggio, inoltre, Morales ha comunicato che dopo un contenzioso durato più di anno anche la società telefonica Entel, di proprietà di Telecom Italia, passerà sotto il controllo dello stato boliviano.[CO]&lt;/p></description></item><item><title>In America Latina si muovono</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/in-america-latina-si-muovono/</link><pubDate>Thu, 24 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/in-america-latina-si-muovono/</guid><description>&lt;p>quanta disinformazione, amici miei, condizionano la vita di miliardi di persone.. compresa la nostra che ci fanno credere che in america latina sono tutti dittatori mentre qui tutti benefattori…&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>America Latina, patto a quattro contro l&amp;rsquo;emergenza alimentare&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="../../../assets/img/post/2008/chavez_morales.jpg" alt="chavez morale" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>I presidenti di Bolivia, Nicaragua e Venezuela e il vice-presidente di Cuba hanno presentato un progetto congiunto per contrastare l&amp;rsquo;impatto dell&amp;rsquo;aumento dei prezzi dei beni alimentari sulle fasce povere della popolazione latinoamericana.&lt;/p>
&lt;p>I quattro leader hanno elaborato anche una serie di programmi mirati a promuovere lo sviluppo dell&amp;rsquo;agricoltura nella regione. Il progetto, che costerà 100.000 dollari, è stato redatto nel corso di un incontro che si è tenuto a Caracas, durante il quale si sono accusati gli Stati Uniti per aver dato impulso ad una maggiore produzione di biocarburanti. I prezzi dei beni alimentari sono cresciuti a livello globale a causa dei costi supplementari della benzina e di una sempre maggiore domanda di cibo da parte di Cina e India. Gli aumenti, definiti dal World Food Programme &amp;ldquo;uno tsunami silenzioso&amp;rdquo;, hanno provocato proteste e rivolte in alcuni Paesi tra cui Haiti, Camerun e Indonesia. Tra i partecipanti al summit di Caracas, riuniti nel blocco commerciale anti-capitalista Alternativa Bolivariana per le Americhe (Alba), il Paese più colpito dalla crisi è Cuba, la cui economia alimentare dipende dalle importazioni.&lt;/p>
&lt;p>articolo tratto da
&lt;a href="https://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=10876" target="_blank">http://www.peacereporter.net&lt;/a>
&lt;/p></description></item><item><title>Un nuovo virus mortale in Bolivia?</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/un-nuovo-virus-mortale-in-bolivia/</link><pubDate>Thu, 24 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/un-nuovo-virus-mortale-in-bolivia/</guid><description>&lt;p>&lt;em>LA PAZ - Stato di allerta sanitaria lanciato dalle autorita&amp;rsquo; boliviane in tutto il Paese in seguito alla scoperta di un nuovo virus mortale per gli esseri umani nel Chapare, regione centrale della Bolivia famosa per le piantagioni di coca. Il virus, conosciuto come ‘Chapare Arena Arenavirus&amp;rsquo;, si trasmette da un topo e causa una febbre emorragica. (Agr)&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>non loso.. ma proprio alla vigilia del più delicato momento democratico di questo paese doveva succedere una cosa del genere? proprio quando si stanno acutendo le tensioni e le grandi &amp;ldquo;destre&amp;rdquo; sono mesi he progettano il colpo di stato o la secessione delle aree più ricche?&lt;/p>
&lt;p>sono troppo sospettoso?&lt;/p></description></item><item><title>APPOGGIO AD UNA BOLIVIA SOVRANA, SOLIDALE E NONVIOLENTA</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/appoggio-ad-una-bolivia-sovrana-solidale-e-nonviolenta/</link><pubDate>Mon, 21 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/appoggio-ad-una-bolivia-sovrana-solidale-e-nonviolenta/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/morales_hirsch.jpg" title="morales_hirsch.jpg" target="_blank">&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/morales_hirsch.thumbnail.jpg' alt='morales_hirsch.jpg' align="left" />&lt;/a>
Il popolo boliviano si appresta a pronunciarsi tramite un referendum nazionale sulla sua nuova Costituzione, approvandola o rifiutandola. Si tratta di una Costituzione che protegge i diritti umani e la liberta’ degli individui ed approfondisce la democrazia reale, stabilendo livelli di partecipazione ed autonomia che arrivano fino ai municipi e alle comunita’. Una Costituzione che riconosce le diverse nazioni dei popoli originari, discriminati e sfruttati per secoli e che, senza eliminare la proprieta’ privata, include il diritto delle comunita’ ad un’economia collettiva e recupera la sovranità della nazione sulle risorse naturali. Una Costituzione avanzata, che rifiuta la guerra come metodo di risoluzione dei conflitti. Una Costituzione umanista.&lt;/p>
&lt;p>Evo Morales ha saputo portare avanti con intelligenza e coraggio un processo ammirevole, affrontando con la metodologia della nonviolenza la violenza del potere economico.&lt;/p>
&lt;p>Tuttavia, i gruppi di destra radicali stanno forzando le cose per provocare una divisione del paese. Vogliono raggiungere i loro obiettivi con la malafede, passando al di sopra della democrazia, della legalita’ e con una totale irresponsabilita’ verso la vita dei loro simili. Vogliono recuperare i loro privilegi ed appropriarsi di risorse che sono di tutti. Chiamano autonomia quella che in realta’ e’ una secessione, una separazione della nazione, che ovviamente lascia il controllo della ricchezza nelle loro mani e la popolazione nell’abbandono.&lt;/p>
&lt;p>I governi dell’America Latina hanno dimostrato una grande intelligenza nella risoluzione del recente conflitto tra Ecuador e Colombia e ultimamente anche nel dare priorita’ alla democrazia di ogni paese quando questa e’ stata in pericolo. E’ necessario che si pronuncino un’altra volta per appoggiare Evo Morales ed il referendum sulla nuova Costituzione.&lt;/p>
&lt;p>E’ importante far sentire al popolo boliviano che i suoi fratelli latinoamericani ed i popoli di tutto il mondo lo stanno appoggiando e che non accetteranno una frammentazione dello stato boliviano.&lt;/p>
&lt;p>I popoli devono dichiarare a gran voce che ormai non e’ piu’ possibile calpestarli, sottometterli o massacrarli, perche’ c’e’ una comunita’ latinoamericana e mondiale che non lo permettera’. Questa comunita’ non accettera’ che con pretesti interventisti, come quelli utilizzati in Iraq ed in tanti altri luoghi, si pretenda di fermare la democrazia quando non conviene piu’ agli interessi dei potenti.&lt;/p>
&lt;p>Gli Stati Uniti devono capire che l’America Latina non sara’ piu’ un semplice oggetto della voracita’ dei loro commerci e delle loro convenienze geopolitiche. Dovranno comprendere che i suoi popoli devono essere trattati con rispetto, dando valore alla vita di ognuno, perche’ ogni persona e’ importante.&lt;/p>
&lt;p>La risposta che le popolazioni e i governi daranno al popolo della Bolivia e’ molto importante. Se la secessione diventa una scelta valida, presto i gruppi economici violenti, a cui non piacciono i limiti posti dallo Stato, ricorreranno a questo metodo per disintegrare le nazioni. Quello che succedera’ in Bolivia non e’ indifferente, perche’ anche altri processi di liberazione messi in moto nella regione saranno toccati dal risultato del referendum sulla sua Costituzione.&lt;/p>
&lt;p>In solidarieta’ col popolo boliviano noi umanisti del mondo facciamo appello alla comunita’ internazionale affinche’, con prese di posizione ed altre iniziative, induca i dirigenti che propugnano la divisione a rinunciare ai loro progetti sediziosi e a sedersi al tavolo del dialogo, avviando il processo tramite la via dell’unita’ e della pace, nella cornice della legalita’.&lt;/p>
&lt;p>Sollecitiamo il vostro appoggio al governo boliviano e al suo presidente Evo Morales e chiediamo che non venga riconosciuto alcun referendum che metta in pericolo l’unita’ boliviana.&lt;/p>
&lt;p>[Tomas Hirsch&lt;/p>
&lt;p>Portavoce dell’Umanesimo per l’America Latina](
&lt;a href="http://www.tomashirsch.org/" target="_blank">http://www.tomashirsch.org/&lt;/a>
)&lt;/p>
&lt;p>[Giorgio Schultze&lt;/p>
&lt;p>Portavoce del Nuovo Umanesimo in Europa](
&lt;a href="http://www.giorgioschultze.eu" target="_blank">http://www.giorgioschultze.eu&lt;/a>
)&lt;/p></description></item><item><title>Corcerto pro-bolivia</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/corcerto-pro-bolivia/</link><pubDate>Fri, 18 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/corcerto-pro-bolivia/</guid><description>&lt;p>saprai che la Bolivia è di nuovo a rischio.&lt;/p>
&lt;p>Evo Morales non pice troppo alle multinazionali e ai grandi poteri.&lt;/p>
&lt;p>noi umanisti continuamo ad appoggiarlo e cerchiamo di far sapere cosa sta succedendo là, nel mezzo dell&amp;rsquo;america del sud.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;figure >
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/concerto_bolivia.jpg" alt="concerto_bolivia.jpg" loading="lazy" data-zoomable />&lt;/div>
&lt;/div>&lt;/figure>
&lt;/p></description></item><item><title>La democrazia in Bolivia è di nuovo in pericolo</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/la-democrazia-in-bolivia-e-di-nuovo-in-pericolo/</link><pubDate>Mon, 14 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/la-democrazia-in-bolivia-e-di-nuovo-in-pericolo/</guid><description>&lt;p>&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/04/bolivia.jpeg' alt='bolivia.jpeg' align="left" />arriverò presto con i dettagli e il cosa fare.. intanto anticipo che tutta la riforma democratica e &amp;ldquo;umanista&amp;rdquo; che sta portando avanti Evo Morales è a rischio.&lt;/p>
&lt;p>le destre e le multinazionali si stanno riorganizzando per far fuori il presidente più &amp;ldquo;scomodo&amp;rdquo; del pianeta. ma essendo lui (purtroppo per loro) nonviolento, non è facile da far fuori come fanno di solito.&lt;/p>
&lt;p>intanto un forte appoggio a Evo Morales e a tutto il popolo boliviano.&lt;/p></description></item><item><title>Evo Morales: non sono nè di destra nè di sinistra. SONO UMANISTA</title><link>https://stefanocecere.com/post/2007/12/evo-morales-non-sono-ne-di-destra-ne-di-sinistra-sono-umanista/</link><pubDate>Tue, 18 Dec 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2007/12/evo-morales-non-sono-ne-di-destra-ne-di-sinistra-sono-umanista/</guid><description>&lt;h2 id="discorso-di-evo-morales-presidente-della-repubblica-boliviana-allinaugurazione-del-2-forum-umanista">Discorso di Evo Morales, Presidente della Repubblica Boliviana, all’inaugurazione del 2° Forum Umanista&lt;/h2>
&lt;p>&lt;em>La Paz, 23 Novembre 2007&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Grazie infinite alle sorelle e ai fratelli umanisti che partecipano a questo 2° Forum Umanista Latinoamericano nel mondo. Congratulazioni a chi ha organizzato questo grande evento a La Paz in Bolivia.&lt;/p>
&lt;p>È importante la presenza delle varie nazioni che condividono la lotta per la vita, per l’umanità. Mentre ascoltavo gli interventi dei compagni che mi hanno preceduto, mi venivano in mente i ricordi che ho della parola “umanista”. Come al solito i giornalisti cercano di coglierci in fallo, aspettando che facciamo qualche errore per sfruttarlo contro di noi, specialmente contro di me.&lt;/p>
&lt;p>Un giornalista mi chiede: “Tu sei di destra o di sinistra?” e io rispondo: “Di destra nemmeno per sogno, mai e di sinistra dipende, perché qua, in Bolivia c’è gente cosiddetta di sinistra che è i migliori strumenti dell’imperialismo nordamericano.” Alla fine ho risposto: “Né di sinistra, né di destra: umanista.”&lt;/p>
&lt;p>A proposito di questa faccenda della parola umanista vi racconto un aneddoto del compagno Fidel: una volta ho ascoltato un suo discorso che è iniziato alle 6 del pomeriggio ed è finito a mezzanotte, poi mi ha portato a cena, abbiamo cominciato a mangiare all’una e fino alle 5 o 6 del mattino mi ha parlato della specie umana, di salvare la vita, l’habitat, l’ambiente, e quando mi parlava della vita, della specie umana, che bisogna salvare la specie umana, mi sono reso conto che la cosa più importante era la vita, l’umanità e per questo, grazie a questo professore, a questo maestro, Fidel Castro, mi sento umanista, compagne e compagni.&lt;/p>
&lt;p>Ma certo voi siete qui riuniti pensando a come difendere la vita, l’umanità e così abbiamo l’obbligo di identificare quegli strumenti, quelle leggi, quelle politiche e quei programmi che sono nemici dell’umanità. Dicevo poco fa che voi visitate la Bolivia, e la visitate in un bel momento perché ci sono popoli che in base alla coscienza si muovono per difendere la vita, per raggiungere l’uguaglianza. Siamo all’Università e ringraziamo per le parole del nostro professore, i nostri professori che rispetto e ammiro tantissimo, professori che stanno con il loro popolo, universitari, universitarie. Come sempre non siamo tutti uguali. Non mancano alcuni professori e alcune università che insegnano solo a discriminare i popoli indigeni. Voi lo sapete bene e io non riesco a capire, per esempio, quando il movimento dei popoli originari chiedeva un’assemblea costituente e alcuni boliviani non ne volevano sapere; il movimento popolare parla di questo fin dagli anni ‘88, ‘89, ‘90 e ancora io non capivo cosa fosse un’assemblea costituente; me lo spiegarono alcuni giornalisti, alcuni compagni dirigenti, alcuni avvocati. “Stiamo parlando della rifondazione della Bolivia”, dicevano.&lt;/p>
&lt;p>Cambiare quelle leggi che non difendono la vita, quelle leggi che privatizzano le nostre risorse naturali, i servizi di base.&lt;/p>
&lt;p>Ci sono cose che voglio argomentare, come già ha detto il compagno Tomás, quando abbiamo parlato della guerra, delle nuove iniziative che abbiamo lanciato dagli Stati Uniti (si riferisce al discorso all’Assemblea delle Nazioni Unite pronunciato il 24 Settembre 2007, NdT), che i servizi di base come la luce, l’energia, l’acqua, i sistemi di comunicazione come il telefono non possono essere oggetto di affari privati, devono essere dichiarati diritti umani. Come può essere che i servizi di base siano in mano ai privati, che grazie a quei servizi diventano milionari? Capitalisti, multinazionali che fanno affari con l’acqua, con l’energia? Questo deve cambiare. E si può cambiare solo se i popoli prendono coscienza. Si può cambiare solo quando il popolo è unito, organizzato, mobilitato pacificamente, per persuadere, convincere, affinché le autorità cambino politica, cambino mentalità, cambino modo di fare nei confronti della società, della vita e quindi dell’umanità.&lt;/p>
&lt;p>Non sono riuscito a capire, in questi ultimi giorni qui in Bolivia, come è possibile che alcuni fratelli studenti, ed altri fratelli professori siano scesi in strada a sputare in faccia a quelle famiglie indigene contadine che lottano per le trasformazioni pacifiche e democratiche come l’Assemblea Costituente.&lt;/p>
&lt;p>Non riesco a capire quelle autorità regionali che fanno pupazzi di Evo Morales e li prendono a calci, ci sputano sopra e poi li bruciano; no, non riesco a capirlo.&lt;/p>
&lt;p>Io credo profondamente che finché ci saranno razzismo e discriminazione non ci sarà mai difesa della vita, dell’umanità. Ci sono gruppi che cercano di continuare a umiliare il popolo.&lt;/p>
&lt;p>Vorrei confessarvi che, una volta, in realtà ho bruciato una bandiera. Sapete perché? Negli anni Ottanta, ma specialmente in una parte degli anni Novanta ho visto nel mio paese militari nordamericani, in uniforme, armati, che comandavano le nostre forze armate, la polizia. Reprimevano le manifestazioni dei contadini, gli sparavano. E nella caserma dove io ho prestato servizio militare mi hanno insegnato che nessun militare straniero può andare in giro armato e sparare. Io non riuscivo a capire come mai i militari nordamericani andavano in giro a sparare, in uniforme. Ho parecchi filmati che lo dimostrano, non sto mentendo né accusando nessuno. E stanco di sparatorie, in una grande manifestazione, ho bruciato una bandiera degli Stati Uniti, l’unica volta, non so se mi sono sbagliato. Ma fare un pupazzo di un’autorità, di un presidente e bruciarlo perché è un indigeno, perché è un contadino non si riesce a capire. Questo stiamo vivendo qui in Bolivia. Non sono tutti, non sono la maggioranza, sono un gruppo di poche famiglie, non sto accusando tutti, solo alcune autorità. Stavo leggendo proprio oggi, per esempio, alcune strategie dei presidenti del Comitato Civico, un piano per far fuori l’Indio, come dicono alcuni oligarchi, a Santa Cruz. Per esempio dicono (tira fuori un foglio e legge): “Chiudere gli oleodotti che alimentano le principali città del paese, La Paz, Cochabamba ed altre”. Che bell’egoismo, bella meschinità dei dirigenti di Santa Cruz, autorità democraticamente elette.&lt;/p>
&lt;p>Non riesco a capire questo egoismo, questo individualismo, questo settarismo, questo regionalismo, non riesco ancora a capirlo. Dovremo passare per questo tipo di avvenimenti, tanti avvenimenti per educarci, sentire il nostro prossimo, la vita delle nostre sorelle, dei nostri fratelli che vivono su questo pianeta, la Terra, e quindi uno dei nemici dell’umanità è il razzismo, è l’individualismo.&lt;/p>
&lt;p>Ma ci sono anche altri strumenti nemici dell’umanità: il capitalismo. Io non sono d’accordo col capitalismo. Non è possibile che alcune famiglie, alcune multinazionali continuino ad accumulare il capitale in mano a pochi, saccheggino le risorse naturali, sfruttino gli esseri umani e, quando gli va male, creino strumenti di sottomissione, di dominio o di ricolonizzazione, strumenti di grande saccheggio come ad esempio il CIADI (nominalmente organismo di risoluzione delle controversie economiche internazionali, in realtà strumento per l’ingerenza delle multinazionali nelle politiche dei paesi, NdT). Non riesco a capire perché se c’è un conflitto tra una multinazionale e uno stato arriva l’arbitrato internazionale del CIADI, e con quest’arbitrato finisce sempre che perdono le nazioni o, se vince uno stato, si chiama solo Stati Uniti.&lt;/p>
&lt;p>Certamente l’ambasciatore di Cuba che è qui oggi sa bene di cosa parlo. Insieme al compagno Hugo Chávez abbiamo deciso di ritirarci dal CIADI, di dare le dimissioni. Quando certe aziende non rispettano le leggi di uno stato, di una nazione, fanno appello al CIADI e vincono la causa. C’è da pagare miliardi e noi abbiamo questo problema. È con molto rispetto che vi chiedo, a nome del popolo boliviano, a nome del nostro governo, di mettere in moto una campagna internazionale per abolire il CIADI, per liberarcene. Non abbiamo bisogno di strumenti che permettano il saccheggio permanente delle nostre risorse naturali.&lt;/p>
&lt;p>Penso che sarà bene se domani qualche compagno o dirigente o ministro possa venire a spiegarvi i dettagli di come funziona il CIADI. Perché ci vorrebbero ore e ore per capire come il CIADI sia, purtroppo, il migliore strumento del capitalismo delle multinazionali.&lt;/p>
&lt;p>Allora, com’è possibile che in questo nuovo millennio il capitalismo si stia convertendo in un’industria di morte, in uno strumento di profonde disuguaglianze economiche? Se c’è disuguaglianza questa crea profonde asimmetrie tra una famiglia e un’altra, tra un paese e un altro, tra un continente e un altro e pertanto mai si potranno risolvere i problemi sociali e i problemi economici. Così continueranno gli scontri, le lotte per il cambiamento, per la giustizia e quando i popoli si avvicinano: guerre. E quando c’è una guerra chi ci guadagna? Le multinazionali, le industrie belliche e poi comincia la corsa agli armamenti, per chi? Sempre per le multinazionali.&lt;/p>
&lt;p>Stavo studiando le guerre che abbiamo avuto in Bolivia; non c’è stata alcuna guerra tra la Bolivia e il Cile. Quella “guerra del Pacifico” è stata una guerra tra multinazionali. Vorrei felicitarmi e ringraziare il popolo cileno per la sua campagna “Mare per la Bolivia”. La guerra col Paraguay è stata una falsità, la guerra del Chaco, altra guerra delle multinazionali, altra guerra della gente che vuole concentrare il capitale in mano a pochi. A che servono le guerre? Non alle nazioni né agli stati e ancor meno ai popoli; ma quelli che muoiono sono i popoli. Perché si fanno le guerre?&lt;/p>
&lt;p>E qui è veramente tanto il rispetto, l’ammirazione per gli umanisti qui presenti. Mettiamo fine insieme a queste guerre. Ma incominciamo anche a proporre di chiudere le fabbriche di armi, che servono solo ad umiliare il popolo, a rafforzare il capitalismo per uccidere il popolo. Le fabbriche di armi e la corsa agli armamenti sono il migliore strumento per rafforzare il capitalismo, per proteggerlo.&lt;/p>
&lt;p>Credo che abbiamo molto da fare su questo tema, molto lavoro, c’è molto bisogno di creare una coscienza nei popoli e la piccola esperienza che posso raccontarvi è quella di come ci uniamo, ci organizziamo, prendiamo coscienza tutti per difendere la vita, per salvare l’umanità. È l’esperienza più bella che abbia vissuto finora e stiamo continuando il nostro compito di comprendere come creare una maggiore coscienza nazionale.&lt;/p>
&lt;p>Sorelle e fratelli umanisti, vorrei raccontarvi qualcosa di quello che abbiamo fatto finora. Poco fa il compagno Tomás ha parlato delle risorse naturali, dicendo che la Bolivia non è un paese povero. Noi abbiamo già scoperto quattro posti dove il petrolio zampilla dal terreno. Non ci potevo credere: questa terra viene saccheggiata da 500 anni e c’è ancora petrolio che zampilla. Ho visitato personalmente uno di questi posti. È la nostra Madre Terra, noi la chiamiamo Pachamama, è lei che ci dà la vita. Ma com’è che le multinazionali si portano via tutto? Vediamo i risultati, per primo quello della nuova legge sugli idrocarburi. Ringraziamo le forze sociali che fin dal 2002 hanno lottato con noi per cambiare la legge. Cari ospiti, vorrei che sapeste che prima lo stato boliviano incassava ogni anno 300 milioni di dollari per gli idrocarburi. Questo dato è cambiato dalla nazionalizzazione avvenuta del 2004-2005. Quest’anno, grazie alla nuova politica la Bolivia incassa più di 2.000 milioni di dollari.&lt;/p>
&lt;p>Il secondo dato importante. L’ultima volta che siamo stati in attivo in Bolivia è stato nel 1960. Sempre deficit, deficit. Mi ricordo, quando ero sindacalista, che notizie davano i mezzi di comunicazione. Arrivava Natale e c’era da pagare la tredicesima. Così il ministro dell’economia con i suoi collaboratori si faceva un viaggetto negli Stati Uniti a farsi prestare soldi per la tredicesima. Questa era la situazione. Due o tre giorni fa ci siamo messi a controllare un po’ di dati e abbiamo scoperto che i soldi della cooperazione internazionale erano prestiti per pagare la tredicesima.&lt;/p>
&lt;p>Sapete, sorelle e fratelli, vorrei dirvi che l’anno scorso, appena eletto presidente, dicevo a questo tipo di manifestazioni: “Ho bisogno di due o tre anni perché nessuno presti più soldi alla Bolivia per pagare le tredicesime”. Dicevo questo, ma l’anno scorso, nel primo anno di governo, siamo andati in attivo, per la prima volta dal 1960.&lt;/p>
&lt;p>Un altro dato importante nella politica macroeconomica: il tema delle riserve internazionali. Sarò sincero, non capivo cosa fossero queste “riserve internazionali”, fino a 3, 4 anni fa, non capivo, sul serio, è la verità. Fino al 2004 le riserve internazionali della Bolivia erano meno di 1.000 milioni di dollari. L’anno scorso erano qualcosa di più e due settimane fa le riserve internazionali della Bolivia hanno raggiunto i 5.000 milioni di dollari. Per i fratelli argentini e cileni questo non è nulla. Il compagno Kirchner diceva, durante il vertice latinoamericano, che quando era stato eletto presidente le riserve internazionali ammontavano a 6.000 milioni di dollari e che stava terminando il mandato con 44.000 milioni. Invidiabile. Ma la Bolivia, fino al 2004, aveva meno di 1.000 milioni di riserve; ora, nel 2007, ne ha più di 5.000. E qui arriva la domanda: prima questi soldi c’erano, non è che non ci fossero. Il tema è: dove andavano a finire? Nelle tasche di qualche governante o all’estero. Non ci si riesce a crederci, io non posso credere dove finivano quei soldi.&lt;/p>
&lt;p>Certo, una volta ho detto: il peggior nemico dei boliviani è la corruzione.&lt;/p>
&lt;p>Il secondo è il neoliberalismo, le privatizzazioni. Compagni, ho l’obbligo di dirvi, brevemente, quali sono i problemi di oggi. La cosiddetta inflazione. Certo, ci sono problemi con certi prodotti, ma questi salgono e scendono sempre. Ci sono prodotti agricoli che cominciano a salire di prezzo non solo in Bolivia ma in tutta la regione, perfino a livello mondiale per colpa del biocombustible. Personalmente non sono d’accordo, non so cosa ne pensano gli umanisti. Io non sono d’accordo con il biocombustible. Non può essere che si usino i prodotti agricoli per i rottami nordamericani. Non è possibile che il nostro mais, la nostra canna da zucchero siano per le automobili. Devono essere per gli esseri umani, non per le automobili. Ma qui abbiamo un problema. Alcuni imprenditori privati nascondono prodotti, speculano con prodotti, è impressionante come fanno, lo fanno pensando di indebolire Evo Morales. In secondo luogo, nascondendo materie prime fanno salire i prezzi. Danno soldi ai camionisti perché scioperino e fermino i camion. Di questo passo staranno fermi per un anno intero. Vale tutto. Cercano ogni mezzo per indebolire il governo. È una lotta permanente tra principi, idee, piani, programmi.&lt;/p>
&lt;p>Ci sono alcuni oligarchi che vorrebbero un Pinochet in Bolivia, ma mi spiace, siamo sicuri, non ci sarà mai un Pinochet in Bolivia. Vorrei dirvi che è questa coscienza del popolo, soprattutto del popolo indigeno che porta alcuni a Sucre a marciare per difendere l’Assemblea Costituente, altri a La Paz a manifestare in favore della giustizia sociale, della rivoluzione sociale; questa è la coscienza del popolo boliviano. Per questo non serve a nulla che alcuni politici, alcuni dirigenti amministrativi stiano massacrando, stiano boicottando con la loro guerra economica. Non ce la faranno, sono sicuro, noi siamo qua, con il nostro popolo, in lotta per liberare il nostro paese.&lt;/p>
&lt;p>Oggi non sono i popoli che alzano le armi contro l’impero, è l’impero che usa le armi contro il popolo e ci sono alcune autorità, alcuni movimenti che lottano per farla finita con i conflitti armati.&lt;/p>
&lt;p>Per esempio apprezzo la grande iniziativa del compagno Hugo Chávez, che cerca soluzioni al conflitto armato della Colombia. So che la cosa è abbastanza avanti. E rispettiamo la decisione sovrana del presidente Uribe di decidere per il sì o per il no. Ma se io fossi il presidente Uribe lo farei, chiedere ai movimenti, ai presidenti, ai dirigenti di venire ad aiutare a risolvere il conflitto armato in Colombia. Oggi le rivoluzioni non si fanno ammazzando la gente, da una parte o dall’altra. Oggi dobbiamo fare rivoluzioni profonde per difendere la vita. Per cosa lottiamo: per difendere la vita, per salvare la vita, stiamo lottando per salvare l’umanità. E se nel mio paese ci fossero quel genere di conflitti io vi chiederei: “Aiutatemi a risolvere questi scontri armati”. Per questo sarebbe importante, tutti mobilitati per finirla con quel genere di conflitti, che ancora ci sono in alcuni paesi. Poi cambiamo mentalità, cambiamo atteggiamento e liberiamo tutte le persone sequestrate. Ci sono persone che vengono sequestrate. Che colpa hanno quelle persone? Non è colpa di quelle persone. Il nemico è il capitalismo, c’è da affrontare il capitalismo e questo non si fa né sequestrando né assassinando nessuno. Così la penso io.&lt;/p>
&lt;p>Compagne e compagni, vorrei dire una cosa importante. Nel movimento indigeno viviamo in armonia, in solidarietà con l’essere umano. Raccontavo, tempo fa, che dove sono nato, nella comunità di Isallavi, del ayllu Sullka, dipartimento di Oruro, non esiste la proprietà privata, c’è solo la proprietà comunale, collettiva; questo fino ad oggi. Questo esiste. Ma non c’è solo la proprietà collettiva, c’è anche un modo di vivere in armonia con la Madre Terra. Fra poco sarà Sant’Andrea, che è una festa per la Madre Terra. Speriamo che il governo mi dia il permesso di poter celebrare la festa di Sant’Andrea sul monte Cuchi Cuchi, dove fanno una grande festa per la Madre Terra. Stiamo recuperando queste tradizioni e chiedendo scusa ai nostri antenati, ai nostri padri; un rito per la Madre Terra, così come si chiede permesso alla terra quando la si lavora. Per la produzione, un’altra festa. E non come il capitalismo che sottomette la Madre Terra, strangola l’ambiente. E qui sono d’accordo con molte iniziative, molte idee di molti presidenti che dicono che per salvare l’umanità abbiamo l’obbligo di salvare il pianeta Terra, la Pachamama. Se non salviamo la Madre Terra parleremo invano di salvare l’umanità, di difendere la vita. E per questo io sento che il primo nemico dell’umanità è il capitalismo selvaggio e che abbiamo l’obbligo di concentrarci su questo problema perché questo modo di fare le cose cambi, perché cambino i modelli economici. Modelli economici che ora sono orientati solamente al saccheggio delle risorse naturali, alla cattiva distribuzione di queste risorse o delle risorse economiche che da quelle derivano.&lt;/p>
&lt;p>Un’altra cosa importante che vorrei farvi sapere è che l’anno passato abbiamo creato un bonus scolastico perché si possano mandare i bambini a scuola. E poi lavoriamo per i nostri anziani e anziane, è un progetto che si chiama “Renta Dignidad (Pensione Dignità)”. In Bolivia, meno del 20% va in pensione, più dell’80% non ha diritto alla pensione. Ma più dell’80% della gente che lavora è quella che lavora di più e guadagna poco e che non aveva diritto alla pensione. Con “Renta Dignidad” stiamo lavorando affinché tutti in Bolivia, possano ricevere una pensione minima.&lt;/p>
&lt;p>La politica è servire il popolo, ci siamo messi in politica per servire il popolo. Siamo in una permanente lotta per capire come spiegare al popolo, come capire che la politica è una scienza al servizio del popolo. È un cammino, una lotta permanente alla ricerca dell’uguaglianza. Sento che mai ci sarà uguaglianza, uguaglianza, però ridurre le differenze economiche permetterà finalmente che la gente che oggi ha molto si renda conto, che si possano persuadere alcune famiglie che pensano solo a se stesse a pensare al popolo.&lt;/p>
&lt;p>Alcuni mostrano tanta meschinità con il popolo e tanta fratellanza con l’impero. Quelle famiglie non pensano alla patria, ma ai quattrini per se stessi.&lt;/p>
&lt;p>Gli eventi che stanno accadendo, come questo, credo che possano essere di grande lezione per loro, una grande università affinché queste famiglie sentano il popolo, sentano l’umanità, sentano l’essere umano, e non pensino solamente a se stessi. Questa è la richiesta che faccio.&lt;/p>
&lt;p>Sono importanti i nuovi mezzi di comunicazione di cui si è dotato lo Stato, reti che abbiamo creato con il nome di “Patria Nueva”, servono per orientare il popolo, spiegare il tema della violenza, perché stiamo scommettendo sull’umanità. La vostra presenza sarà importante per rafforzare e potenziare questo processo di cambiamento, che è veramente impressionante. Me ne accorgo quando vado in giro, a volte portando risposte, altre ascoltando proposte, a volte quando mi chiedono soldi e devo dire che non possiamo ancora soddisfare quella richiesta.&lt;/p>
&lt;p>Vorrei anche esprimere, senza alcuna paura, il mio rispetto e la mia ammirazione per Cuba e Venezuela, per la loro solidarietà incondizionata. Non ci potevo credere, compagni, per esempio, i fratelli cubani si sono presentati qua e mi hanno detto: “Presidente dove li mettiamo i primi 10 centri oftalmici?”. Non ci potevo credere, non mi entrava nella zucca. Bene, li abbiamo sparsi in giro. Si sono operate 180.000 persone. Alla fine sono giunto alla conclusione che è come l’esperienza in famiglia, nelle famiglie più povere che sono quelle più solidali, dopo aver visto tutto ciò sono arrivato a questa conclusione.&lt;/p>
&lt;p>Sorelle e fratelli ospiti, buon soggiorno qui da noi. Fatemi conoscere le conclusioni di questo grande evento, in modo che mi possa coinvolgere di più e meglio, come umanista, come siete coinvolti voi, mie sorelle e fratelli.&lt;/p>
&lt;p>Mille grazie.&lt;/p></description></item><item><title>PROTEGGIAMO LA RINASCITA DEL POPOLO BOLIVIANO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2007/12/proteggiamo-la-rinascita-del-popolo-boliviano/</link><pubDate>Mon, 10 Dec 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2007/12/proteggiamo-la-rinascita-del-popolo-boliviano/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2007/12/giorgio_schultze_bolivia.jpg" title="giorgio_schultze_bolivia.jpg" target="_blank">&lt;img src='http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2007/12/giorgio_schultze_bolivia.thumbnail.jpg' alt='giorgio_schultze_bolivia.jpg' align="left" />&lt;/a>
Gente di tutta l&amp;rsquo;Europa guarda con ammirazione il processo costituente boliviano, un processo democratico e nonviolento che riscatta 500 anni di discriminazione e d&amp;rsquo;ingiustizia.&lt;/p>
&lt;p>Appoggiamo con tutte le nostre forze il Presidente Evo Morales e confidiamo che, come Nelson Mandela prima di lui, porterà il suo paese sulla strada della giustizia e della riconciliazione.&lt;/p>
&lt;p>In questa svolta storica chiediamo alla comunità internazionale, ai governi nazionali ed alla società civile di vegliare affinché la volontà del popolo boliviano possa finalmente esprimersi senza la brutale repressione che ha dovuto sopportare fino ad oggi&lt;/p>
&lt;p>_
&lt;a href="http://www.giorgioschultze.eu/" target="_blank">Giorgio Schultze&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>Portavoce Europeo del Nuovo Umanesimo_&lt;/p></description></item><item><title>Inizia il Forum Umanista di La Paz con un discorso di Evo Morales</title><link>https://stefanocecere.com/post/2007/11/inizia-il-forum-umanista-di-la-paz-con-un-discorso-di-evo-morales/</link><pubDate>Sat, 24 Nov 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2007/11/inizia-il-forum-umanista-di-la-paz-con-un-discorso-di-evo-morales/</guid><description>&lt;p>amici.. mentre continuo a pubblicare quotidianamente le foto di questo viaggio (
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/sets/72157603263351960/" target="_blank">vedi qui&lt;/a>
), scrivo qualche commento sulla giornata di ieri, apertura del Forum Umanista Latino americano a La Paz:&lt;/p>
&lt;p>siamo partiti la mattina presto per andare a Tiwanaku, una delle più antiche città sacre del popolo indigeneo (che ricordo costituisce la maggiorpante della popolazione boliviana), risalente a 5.000 anni fa, contemporanea alle piramidi egizie.&lt;/p>
&lt;p>Il popolo che ha costruito questa città non ha lasciato armi, era non violento, e aveva sviluppato notevolmente la scienza e la tecnologia.&lt;/p>
&lt;p>Dopo un po&amp;rsquo; di giri tra le rovine in ristrutturazione (fantastico vedere donne in costume tradizionale indigeno con la pala in mano) inizia la cerimonia di apertura.&lt;/p>
&lt;p>Celebrata da uno sciamano e con la partecipazione de sindaco di Tiwanaku e di tutto il consiglio comunale, la cerimonia ci riconnette on la sacralità della terra (la grande madre) e con tutti i fratelli e sorelle che la abitano.&lt;/p>
&lt;p>Poi il sindaco di Tiwanaku consegna la cittadinanza onoraria a Tomas Hirsch, a Giorgio Schultze e a Chris Wells (i poravoci dell&amp;rsquo;umanesimo di sudamerica, europa e nord-america), e poi a tutti gli umanisti presenti!&lt;/p>
&lt;p>E&amp;rsquo; stata una cosa incredibile! non tanto un riconoscimento tanto importante, quanto il sentir una sindaco di una città parlare di plitica, di società, di religione e di sacralità come se fossero un tutt&amp;rsquo;uno.&lt;/p>
&lt;p>E&amp;rsquo; seguito un uffizio (cerimonia umanista di connessione con il profondo) e credo di parlare a nome di tutti: ci sentivamo davvero a casa.&lt;/p>
&lt;p>Poi siamo tornati a La Paz e l&amp;rsquo;apertura del Forum è continuata presso l&amp;rsquo;Università di Diritto Sociale.&lt;/p>
&lt;p>Migliaia i partecipanti, moltissimi giovani, la maggior parte indigeni.&lt;/p>
&lt;p>DOpo una prima parte di eventi musicali, sul palco salgono il rettore dell&amp;rsquo;università, un senatore, un premio nobel per la pace, ambasciatori, rappresentanti del Movimento Umanista nel latino-america.. e poi arriva, con gran putiferio, il presidente Evo Morales.&lt;/p>
&lt;p>Dopo alcune introduzioni parla Tomas Hirsch per circa 40 minuti.. dà il &amp;ldquo;premio alla coerenza&amp;rdquo; (difficle trova ogni anno qualcuno a cu darlo, fa notare) a Evo, parla del &amp;ldquo;Virus di Altura&amp;rdquo; (quella cosa che prende praticamente tutti i politici che una volta al poere si dimenticano le proprie origini) e di come Evo è uno dei pochi casi di immunità.&lt;/p>
&lt;p>Dopo di lui (con un cambio di programma perché dovevano parlare anche gli altri ma Evo ha chiesto in modo confidenziale se poteva parlare per un&amp;rsquo;ora), in diretta televisiva su due canali nazionali, prende la parola il presindente.&lt;/p>
&lt;p>Ha iniziato il suo discorso di 45 mintui con:&lt;/p>
&lt;p>&amp;ldquo;Mi chiedono se sono di destra o di sinistra. Io rispondo che non sono assolutamente di destra (putiferio), ma vedendo come si comporta la &amp;ldquo;sinistra&amp;rdquo; nel mondo.. non posso neanche dichiararmi di sinistra… io sono un Umanista&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>Poi parla dei problemi del suo governo.. delle enormi difficiltà che stanno cercando di superare.. si compara a Salvator Allende, e del boicottaggio che sta subendo da parte delle aziende private.&lt;/p>
&lt;p>Parla delel sue proposte, e di tenerlo informato sulel conclusioni di questo Forum di cui si mostra molto ineressato ed informato.&lt;/p>
&lt;p>Mentre parla bisogna fare un certo sforzo per ricordarsi che sta parlando il presidente di una nazione, e non uno di noi.. o forse è proprio uno di noi che è diventato Presindente (come lui usa dire.. è ancora un rappresentante sindacale che per 4 anni fa il presidente)&lt;/p>
&lt;p>Il forum si conclude con una grande commozione generale, e la senzazione di stare in qualcosa di unico nella storia.&lt;/p>
&lt;p>Spero di poter presto pubblicare i video dei discorsi e far circolare il più possibile i dettagli di tutto quello che sta succedendo qui.&lt;/p>
&lt;p>un abbraccio&lt;/p></description></item><item><title>a La Paz!</title><link>https://stefanocecere.com/post/2007/11/a-la-paz/</link><pubDate>Thu, 22 Nov 2007 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2007/11/a-la-paz/</guid><description>&lt;div>
&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krur/2055042134/" title="photo sharing">&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2020/2055042134_2b826c94e9.jpg" alt="" />&lt;/a>
&lt;/div>
&lt;p>atterrati alle 7 di stamattina (= 12:00 in Italia)&lt;/p>
&lt;p>mannaggia 4.000 metri di altitudine si fanno sentire!&lt;/p>
&lt;p>sembra di essere un po&amp;rsquo; brilli ^_^&lt;/p>
&lt;p>l&amp;rsquo;abergo è in centro città.. abbiamo visto poco.. solo una marea di amici a fare colazione!&lt;/p>
&lt;p>ora ci riposiamo un po&amp;rsquo; e si parte&lt;/p>
&lt;p>baci&lt;/p></description></item></channel></rss>