<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Memoria | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/memoria/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/memoria/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Memoria</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 28 Sep 2011 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Memoria</title><link>https://stefanocecere.com/tag/memoria/</link></image><item><title>La memoria della neve</title><link>https://stefanocecere.com/post/2011/09/la-memoria-della-neve/</link><pubDate>Wed, 28 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2011/09/la-memoria-della-neve/</guid><description>&lt;p>Quando gli occhi percepiscono dei segnali, nel nostro caso onde elettromagnetiche con frequenza di vibrazione compresa in un minuscola band, detta del &amp;ldquo;visibile&amp;rdquo;, questi vengono codificati e inviati al cervello che provvede, in modo per fortuna automatico!, a comparararli in continuazione con i contenuti delle memoria.&lt;/p>
&lt;p>È così che possiamo riconoscere paesaggi, oggetti e persone. se non avessimo memoria tutto sarebbe percepito come per la prima volta, e non riconosceremmo nulla.&lt;/p>
&lt;p>Ebbene cosa successe ad un certo punto?&lt;/p>
&lt;p>Che guardando fuori dal finestrino del velivolo percepii un grande piano bianco variegato.&lt;/p>
&lt;p>Se non avessi avuto la consapevolezza di stare a diecimila metri di altezza in un velivolo pressurizzato e climatizzato, avrei avuto difficoltà a capire cosa stessi vedendo.&lt;/p>
&lt;p>Poteva essere una distesa di neve. oppure una valle di zucchero filato, o la schiena di una pecora gigantissima. Questo la memoria da &amp;ldquo;abitante sulla superficie terrestre&amp;rdquo; mi proponeva.&lt;/p>
&lt;p>Ma sapendo la mia posizione rispetto al mondo esterno, e con arti deduttive, decisi che non stavo sognando e che quelle erano delle simpatiche nuvole, ovvero agglomerati di vapore acqueo e altre sostanze volatili, che il vento e la pressione avevano messo lì così. Quasi fosse solo per farmi giocare con i meccanismi della coscienza.&lt;/p>
&lt;p>
&lt;a href="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/09/20110927-183850.jpg" target="_blank">&lt;img src="http://stefanocecere.com/wp-content/uploads/sites/3/2011/09/20110927-183850.jpg" alt="20110927-183850.jpg" class="alignnone size-full" />&lt;/a>
&lt;/p></description></item></channel></rss>