<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Recessione | Stefano Cecere</title><link>https://stefanocecere.com/tag/recessione/</link><atom:link href="https://stefanocecere.com/tag/recessione/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>Recessione</description><generator>Hugo Blox Builder (https://hugoblox.com)</generator><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 07 Oct 2008 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://stefanocecere.com/media/icon_hu99fd93e9d0016cd84f525f58a0223c71_354199_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>Recessione</title><link>https://stefanocecere.com/tag/recessione/</link></image><item><title>Il più grande furto della storia</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/10/il-piu-grande-furto-della-storia/</link><pubDate>Tue, 07 Oct 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/10/il-piu-grande-furto-della-storia/</guid><description>&lt;p>ecco un&amp;rsquo;altra lettera di oggi di Michael Moore che ripropongo per gli interessati a saperne un po&amp;rsquo; di più…&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;em>Stanno rubando l&amp;rsquo;argenteria mentre si avviano fuori dalla porta&lt;/em>&lt;/p>
&lt;p>Amici, Veniamo al dunque.&lt;/p>
&lt;p>La più grande ruberia nella storia di questo paese sta avvenendo ora, proprio mentre state leggendo, sebbene non sia stata utilizzata alcuna arma, ci sono 300 milioni di ostaggi. Non ci sono dubbi: dopo aver rubato mezzo miliardo di miliardi di dollari per riempire le tasche dei sostenitori affaristi della guerra negli ultimi cinque anni, dopo aver arricchito i loro amici petrolieri per la bellezza di oltre cento miliardi di dollari solo negli ultimi due anni, Bush e i suoi compari -che presto sgombreranno la Casa Bianca- stanno saccheggiando gli Stati Uniti. Tesorieri di ogni dollaro che riescono ad arraffare. Stanno rubando l&amp;rsquo;argenteria mentre si avviano fuori dalla porta. Qualunque cosa dicano,indipendentemente dalle espressioni allarmistiche che usano, sanno bene come generare paura e confusione in modo da restare nell&amp;rsquo;élite ricca sfondata. Vi basta leggere i primi quattro paragrafi dell&amp;rsquo;articolo di fondo del
&lt;a href="http://www.nytimes.com/2008/09/22/business/22lobby.html" target="_blank">New York Times&lt;/a>
per capire di cosa si tratta realmente: &amp;ldquo;Nel momento esatto in cui i politicanti cercavano di salvare con 700 miliardi di dollari l&amp;rsquo;industria finanziaria, Wall Street ha iniziato a ricercare un modo per trarne profitto. &amp;ldquo;Le imprese finanziarie facevano pressioni di ogni tipo per accaparrarsi ogni sorta di investimenti scellerati coperti e non solo quelli legati alle ipoteche. &amp;ldquo;Allo stesso tempo le società di investimenti stavano manovrando per supervisionare i patrimoni per rubare i libri contabili delle istituzioni finanziarie; un ruolo che avrebbe potuto garantire loro centinaia di milioni di dollari all&amp;rsquo;anno solo di onorario. &amp;ldquo;Nessuno vuole essere escluso dalla proposte del Ministero del Tesoro per fare incetta di attività in perdita delle istituzioni finanziarie.&amp;rdquo; Incredibile. Wall Street e i suoi sostenitori hanno creato questo sconquasso e ora si apprestano a ripulire come ladri. Perfino Rudy Giuliani sta esercitando forti pressioni politiche perché le sue società &lt;a href="http://www.nydailynews.com/news/politics/2008/09/25/2008-09-25_rudy_giulianis_crass_opportunism_reflect.html" target="_blank">vengano scelte (e pagate) per &amp;ldquo;fare da consulenti&amp;rdquo;&lt;/a> nel salvataggio. Il problema è che nessuno realmente sa in cosa consiste questo &amp;ldquo;collasso&amp;rdquo;. Perfino il segretario del tesoro Paulson ha ammesso di non conoscere l&amp;rsquo;ammontare esatto necessario (ha semplicemente dimenticato i 700 miliardi). Il responsabile del budget del Congresso non riesce a calcolarlo e nemmeno a spiegarlo ad anima viva. Eppure stanno strillando che la fine è vicina! Panico! Recessione! La Grande Depressione!L&amp;rsquo;anno 2000, l&amp;rsquo;influenza aviaria, api assassine! Dobbiamo pagare il conto del salvataggio finanziario oggi!! Il cielo sta cadendo! Il cielo sta cadendo! Cadendo per chi? NIENTE in questo pacchetto per il salvataggio finanziario abbasserà i costi della benzina che usate per andare al lavoro. NIENTE in questo conto vi salverà dal perdere la casa. NIENTE in questo conto vi darà l&amp;rsquo;assicurazione sanitaria. Assicurazione sanitaria? Mike, come mai tiri fuori questo argomento? Che cos&amp;rsquo;ha a che fare con il collasso di Wall Street? Ha tutto a che fare. Il cosiddetto &amp;ldquo;collasso&amp;rdquo; è stato scatenato dalle massicce inadempienze e dalle privazioni del diritto di cancellare un&amp;rsquo;ipoteca sulle case della gente. Sapete perché così tanti americani stanno perdendo la casa? A sentire i Repubblicani è perché sono stati concessi troppi mutui alla classe operaia che non poteva realisticamente permetterseli. Ecco la verità: la principale causa per cui la gente ha dichiarato bancarotta è dovuta &lt;a href="http://www.nytimes.com/2005/02/02/business/02insure.html" target="_blank">alle fatture mediche&lt;/a>. Lasciatemi solo dire questo: se avessimo una copertura assicurativa universale, questa crisi dei mutui probabilmente non si sarebbe presentata. Questa missione salvataggio serve a proteggere l&amp;rsquo;osceno ammasso di ricchezze accumulato negli ultimi otto anni. Serve a proteggere i principali azionisti che possiedono e controllano l&amp;rsquo;America societaria. E&amp;rsquo; per garantire che i loro yacht, le lussuose ville e lo &amp;ldquo;stile di vita&amp;rdquo; proseguono senza scossoni mentre il resto dell&amp;rsquo;America soffre e combatte per pagare i conti. Per una volta facciamo soffrire i ricchi. Facciamo che siano loro a pagare per il salvataggio finanziario. Stiamo spendendo 400 milioni di dollari al giorno per la guerra in Iraq. Facciamo smettere la guerra immediatamente e risparmiamo mezzo miliardo di miliardi! Devo smettere di scrivere questo pezzo e voi dovete smettere di leggerlo. Stanno inscenando un colpo finanziario questa mattina nel nostro paese. Sperano che il Congresso agisca in tempi rapidissimi, prima che possiamo avere la possibilità di fermarli. Perciò smettete di leggere e fate qualcosa-ORA!&lt;/p>
&lt;p>Ecco cosa potete fare subito:&lt;/p>
&lt;p>1. &lt;a href="http://www.visi.com/juan/congress/cgi-bin/newmemberbio.cgi?lang=&amp;member=ILJR&amp;site=ctc&amp;address=&amp;city=&amp;state=IL&amp;zipcode=&amp;plusfour=%20" target="_blank">Chiamate&lt;/a> o mandate una &lt;a href="http://my.barackobama.com/page/s/contact2%20" target="_blank">e-mail&lt;/a> al senatore Obama. Ditegli che non deve per forza rimanere lì seduto per sostenere Bush, Cheney e il casino che hanno fatto. Ditegli che sappiamo che è tanto in gamba da poter rallentare il gioco e trovare la giusta strada da percorrere. Ditegli che i ricchi devono pagare per qualunque aiuto offrano. Usate l&amp;rsquo;influenza che abbiamo in questo momento per una moratoria sul pignoramento delle case, per fare pressione per una copertura sanitaria universale e ditegli anche che la gente deve essere consultata sulle decisioni economiche che riguardano la loro vita e non i baroni di Wall Street.&lt;/p>
&lt;ol start="2">
&lt;li>
&lt;p>Scendete per le strade. Partecipate a una delle &lt;a href="http://truemajority.wiredforchange.com/event/distributedEventCalendar.jsp%20" target="_blank">centinaia di dimostrazioni&lt;/a> estemporanee che si stanno organizzando in tutto il paese) specialmente a quelle in prossimità di Wall Street e Washington).&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>Chiamate i vostri rappresentanti al congresso e i vostri senatori (cliccate qui per trovare i loro numeri telefonici:
&lt;a href="http://www.visi.com/juan/congress/" target="_blank">http://www.visi.com/juan/congress/&lt;/a>
). Raccontategli quello che avete detto al senatore Obama. Se si fallisce nella vita poi c&amp;rsquo;è un prezzo molto alto da pagare. Ciascuno di voi conosce le regole di base e ad un certo punto ha pagato le conseguenze delle proprie azioni. In questa grande democrazia, non possiamo permettere che ci siano leggi per la maggior parte dei cittadini lavoratori e altre leggi per l&amp;rsquo;élite che, per di più, quando incasinano tutto, si ritrovano con un altro regalo servito su un piatto d&amp;rsquo;argento.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>Non più! Mai più!&lt;/p>
&lt;p>con affetto,&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Michael Moore&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>P.S. Dopo aver approfondito l&amp;rsquo;argomento del conto del salvataggio, dovete sapere che vi hanno mentito. Hanno detto di come garantiranno una continuità in caso di cambio di proprietà nelle aziende ma non hanno detto NIENTE su cosa questi dirigenti faranno ai SALARI. Secondo il Repubblicano Brad Sherman della California, questi manager continueranno a riscuotere milioni di dollari al mese di stipendio. Non c&amp;rsquo;è nessun diritto di proprietà diretto per la gente americana per il denaro deferito. Le banche estere e gli investitori potranno ricevere miliardi di dollari a fondo perduto. Una grossa fetta dei 700 miliardi di dollari andrà direttamente alle banche cinesi e del Medio Oriente. Non c&amp;rsquo;è alcuna garanzia che rivedremo i soldi.&lt;/p>
&lt;p>P.P.S. Ho parlato con della gente che conosco a Washington e mi hanno spiegato come mai ci sono così tanti Democratici invischiati in questo affare: perché Wall Street questo fine settimana metterà loro una pistola alla tempie: o accetteranno di girare i 700 miliardi di dollari oppure come primo provvedimento inizieranno a far saltare i fondi pensionistici dei costituenti della classe media. I Democratici temono che questa minaccia si avveri. Ma questo non è il momento di indietreggiare o di agire come hanno fatto i tipici Democratici negli ultimi otto anni. I Democratici hanno regalato un&amp;rsquo;elezione a Bush. I Democratici hanno dato a Bush i voti di cui aveva bisogno per invadere uno stato sovrano. Una volta che hanno preso il comando al Congresso nel 2007, si sono rifiutati di farla finita con la guerra. E ora stanno per rendersi complici del crimine del secolo. Dovete chiamarli ora (
&lt;a href="http://www.visi.com/juan/congress/" target="_blank">http://www.visi.com/juan/congress/&lt;/a>
) e dire &amp;ldquo;NO!&amp;rdquo; Se li lasciamo fare, immaginatevi quanto sarà duro ottenere qualcosa di buono quando il Presidente Obama siederà alla Casa Bianca. QUESTI DEMOCRATICI SONO FORTI NELLA MISURA IN CUI LI SOSTENIAMO. CHIAMA IL CONGRESSO ORA.&lt;/p></description></item><item><title>IMPLOSIONE NELL'IMPERO</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/09/implosione-nellimpero/</link><pubDate>Sun, 21 Sep 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/09/implosione-nellimpero/</guid><description>&lt;p>
&lt;a href="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/dollaro-300x221.jpg" target="_blank">&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-1241" title="dollaro-300x221" src="http://cecere.xyz/wp-content/uploads/sites/3/2008/09/dollaro-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" />&lt;/a>
&lt;/p>
&lt;p>riporto un interessante articolo di Guillermo Sullings, economista latino-americano e portavoce del nuovo umanesimo per l&amp;rsquo;Argentina, che può dare diversi spunti di comprensione e approfondimento della situazione attuale.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>IMPLOSIONE NELL&amp;rsquo;IMPERO&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Il contesto nel quale si dà questa crisi&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>In questi giorni stiamo assistendo all&amp;rsquo;approfondimento di una enorme crisi finanziaria, con l&amp;rsquo;epicentro negli Stati Uniti ma con delle conseguenze in tutto il mondo. In realtà questa crisi è cominciata a mostrarsi da un anno, ma si stava generando già nel 2006, e le sue radici sono anteriori. Potremmo sicuramente dire che  la “terra fertile” per lo sviluppo di tali radici, sono state arate da decadi.&lt;/p>
&lt;p>Nell&amp;rsquo;anno 2000, quando abbiamo pubblicato “Economia Mista”, dedicammo dei paragrafi a quello che denominammo “la trappola del credito”, come il fenomeno con il quale si stimola le persone ad anticipare il consumo mediante l&amp;rsquo;indebitamento. In un primo momento il livello di consumo si incrementa (perché le persone spendono l&amp;rsquo;equivalente di quello che guadagnano, in più l&amp;rsquo;equivalente a ciò di cui si fanno debitori), e in un secondo momento i loro consumi diminuiscono perché i debiti devono ridurre le loro spese regolari, per generare un risparmio che gli permette di pagare ciò di cui sono debitori, più gli interessi incorporati, che nel caso del credito a lungo tempo, possono arrivare a duplicare il valore di ciò che si è acquistato. Da una parte genera un trasferimento di ingressi dall&amp;rsquo;economia produttiva verso la banca, e da un&amp;rsquo;altra parte genera cicli di successiva espansione e contrazione nell&amp;rsquo;economia. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Questo perché, mentre quando si espande il credito, il maggior consumo, genera una crescita dell&amp;rsquo;economia reale, (e quindi la gente aumenta i loro ingressi e si crea le condizioni per affrontare le sue spese e i suoi debiti), siccome il ritmo di crescita reale è sempre minore rispetto la crescita del credito, si generano le famose “bolle”, che inevitabilmente scoppiano. &lt;/p>
&lt;p>Quando parliamo di questi temi di “Economia Mista”, menzioniamo anche al livello di indebitamento che avevano già nella società Statunitense, ed abbiamo detto che in qualche momento questa situazione sarebbe scoppiata. Tutto indica che questo momento si sta avvicinando. Non è per nulla facile stimare i tempi di queste cose. &lt;span>&lt;/span>Quando nel 1998 abbiamo anticipato la caduta della convertibilità Argentina, abbiamo potuto realizzare l&amp;rsquo;analisi su una economia molto più piccola, più semplice, e limitata ad un solo paese. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>L&amp;rsquo;economia degli Stati Uniti invece, oltre ad essere enormemente maggiore e più complessa, ha potuto “esportare” i suoi problemi, e si dovrebbe avere un enorme quantità di informazioni da tutto il mondo, per fare previsioni più precise. Però non vi sono dubbi che la tendenza sia verso una crisi ogni volta più profonda.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Prima di riferirci al detonante della crisi attuale, c&amp;rsquo;è da capire come funziona la società Statunitense rispetto al credito, al consumo e all&amp;rsquo;investimento speculativo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In questo paese esiste una cultura molto radicata rispetto l&amp;rsquo;indebitarsi per salire nella scala sociale (mediante il consumo). E  chi  ha capacità di risparmio, ha una cultura molto diffusa nell&amp;rsquo;investire in azioni, fondi di finanziamento, e tutta una serie di complessi strumenti finanziari, che qui per la gente comune non capisce neanche di che si tratta. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Negli Stati Uniti la maggior parte  della popolazione si indebita per comprare elettrodomestici, auto e case, e quando li termina di pagare si indebita per rinnovarli. &lt;span>&lt;/span>Gli studenti universitari si indebitano per pagare i loro studi e dopo pagano i loro crediti quando  li ricevono. E&amp;rsquo; una società indebitata, al punto tale che nel momento attuale, il livello di indebitamento medio delle casalinghe è del 120% dei loro ingressi annuali; ovvero in media, se i cittadini statunitensi potessero stare un anno senza spendere un dollaro neanche per mangiare, ugualmente dovrebbero lavorare tutto questo anno e qualche mese in più per pagare quello che devono. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il 75% di questi debiti corrispondono a debiti ipotecari, detonanti dell&amp;rsquo;attuale crisi. Però questo livello di indebitamento dei cittadini Statunitensi, non è solamente interno (tra di loro), ma oltre a questo si sta finanziando con l&amp;rsquo;enorme deficit che ha questo paese tanto nella bilancia commerciale, come nella bilancia dei pagamenti, visto che è il governo più indebitato del pianeta.  &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Tra Cina e Giappone accumulano titoli del debito Statunitense di un valore quasi di 2 bilioni di dollari, grazie al loro surplus commerciale con quel paese.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Gli antecedenti della crisi attuale&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>All&amp;rsquo;interno del contesto di una società abituata ad indebitarsi crescentemente,  da una parte, e a generare bolle di investimenti dall&amp;rsquo;altra, è lì che comincia a crescere la bolla immobiliaria tra il 2002 e il 2005. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In quegli anni la Riserva Federale aveva abbassato i tassi per attivare l&amp;rsquo;economia, dopo l&amp;rsquo;impatto recessivo che generò i timori a partire dagli attentati dell'11 settembre. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Le banche quindi potevano indebitarsi per il 2 % annuale, e fare prestiti per l'8% annuale a chi voleva comprare o costruire una casa. Era un grande negozio finanziario, per se stesse, però la voracità delle banche non si conformava con ciò; per attirare molti più clienti che prendessero il loro credito ipotecario, rilassarono le loro regole e i loro controlli e aggiudicarono crediti a persone con meno solvenza (ipoteca “subprime”), e fu l&amp;rsquo;auge dell&amp;rsquo;affare immobiliare, che fece salire e salire il prezzo delle proprietà. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però a loro volta per poter prestare a ogni volta più clienti, le banche avevano bisogno di attrarre fondi nel mercato, così fu quando cominciarono ad offrire in garanzia le stesse ipoteche che avevano nelle cartelle dei loro clienti. &lt;/p>
&lt;p>Fecero questo una e un&amp;rsquo;altra volta, e le ipoteche si trasformarono in supporti di tutta una complessa trama di strumenti finanziari dei quali arrivarono a partecipare anche le banche europee. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Milioni di risparmiatori, attraverso delle banche, fondi di investimento, e imprese quotate in borsa, finanziarono la crescita della bolla, la maggioranza delle volte senza sapere quale era la garanzia finale dei loro investimenti. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Tutto questo d&amp;rsquo;accordo con il prestigioso rating di rischio che tanto si sono occupati di squalificare le economie emergenti, e mai hanno avvertito i risparmiatori sul rischio di questi irrazionali strumenti di credito del primo mondo. Tutto è stato un affare prospero mentre le proprietà salivano di valore e la ruota dell&amp;rsquo;indebitamento e dei pagamenti delle quote seguiva funzionando. Però come tutte le bolle un giorno è scoppiata.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>La Riserva Federale cominciò ad aumentare i tassi fino a superare il 5% per contenere l&amp;rsquo;inflazione, e così le banche aumentarono anche loro i tassi dei crediti ipotecari già aggiudicati ( quelli a tasso variabile). &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Molti proprietari che non erano molto solvibili, già iniziavano ad entrare in mora; con l&amp;rsquo;aumento dei tassi la mora si moltiplicò e già nel 2006 si ebbe 1,200,000 esecuzioni ipotecarie. Il valore delle proprietà, che era arrivato a livelli irrazionali, cominciò a sgonfiarsi, prima per la logica dei valori relativi, però questo sgonfiamento si accellerò quando molti proprietari misero in vendita le loro case perché non potevano pagare le quote della loro ipoteca. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Questo calo della proprietà fece che molti proprietari avessero con la banca un debito maggiore al valore della loro casa, con il quale l&amp;rsquo;avevano messa in vendita, valore che a sua volta condizionato dalle vendite continuò ad abbassarsi. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Al giorno di oggi si stima che più di 5,000,000 famiglie hanno in vendita la loro casa perché non possono pagare l&amp;rsquo;ipoteca, e ci sono 2,000,000 che stanno per perderla in una esecuzione ipotecaria.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Quando scoppiò la crisi in agosto del 2007, si stimava che avevano morosità accumulate di più di 500,000 milioni di dollari nel mercato delle ipoteche. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però molto maggiore era la perdita di valore dei titoli e azioni che stavano supportati dalle chiamate “ipoteche spazzatura”. In altre parole, molte delle banche vincolate in affari immobiliari non poterono affrontare i loro debiti perché evaporarono i loro attivi, supportati da ipoteche non creditizie e svalutate. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In questa complessa trama finanziaria, l&amp;rsquo;effetto domino iniziò a portare al fallimento molte entità relazionate in qualche modo con questi strumenti finanziari appoggiati ad una fragile bolla. I casi più risonanti furono Freddie Mac, Fannie Mae, Bearns Stearns, e più recentemente Lehman Brothers e AIG, ci sono state un centinaio di entità danneggiate in USA e alcune in Europa che hanno dovuto sostenere.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Questo effetto domino ha già un anno, e ancora non è arrivato alla sua fine. Il governo degli Stati Uniti e la Riserva Federale iniettano centinaia di migliaia di milioni per moderare il terremoto, però niente è sufficiente, e la crisi delle ipoteche ha contaminato tutti i mercati finanziari e di borsa. I finanziatori tolgono il denaro dalle banche e dai fondi di investimento per panico e sfiducia, con questa azione debilitano ancora più il sistema finanziario. Gli intestatari di buoni o azioni cercano di venderli per avere contanti, o perché prevedono una maggiore svalorizzazione degli stessi, e nel farlo gli stessi perdono di valore sempre più.  Cioè, si sta passando dalla dimensione ipotecaria (di per se enorme), alla dimensione della profezia auto compiuta di una corrida bancaria e di borsa che genera fallimenti a catena.  Oggi è questo il problema che sta affrontando gli Stati Uniti.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Fino a dove arriverà la crisi?&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>È molto difficile sapere quando si toccherà il fondo. &lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In primo luogo perché anche se non si sa bene dove è arrivata la contaminazione degli strumenti finanziari supportati con le “ipoteche spazzatura”, data la complessità di tali strumenti. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In secondo luogo perché oltre al problema finanziario di origine, appare il fattore psicologico della sfiducia dei risparmiatori, molto più difficile da misurare e prevenire, che seguirà ad approfondire le sue ripercussioni nell&amp;rsquo;economia reale, fondamentalmente attraverso la restrizione del credito per gli investimenti e il consumo e attraverso la perdita di capacità di spendere della popolazione, si andrà accentuando la spirare recessiva. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In terzo luogo, perché la interdipendenza tra l&amp;rsquo;economia del mondo con quella degli Stati Uniti, aprono una ventola di molteplici conseguenze che si andranno retro alimentando. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>L&amp;rsquo;economia degli Stati Uniti rappresenta il 25% dell&amp;rsquo;economia mondiale, ed è sommamente interdipendente con Cina, Giappone ed Europa, insieme con i quali teniamo più del 50% dell&amp;rsquo;economia mondiale danneggiati direttamente dalla crisi. Quindi praticamente nessun paese sta isolato dalle conseguenze, anche se indirettamente ed in differenti gradi. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Una recessione negli Stati Uniti implica  una forte diminuzione del consumo del principale compratore di prodotti fabbricati in Cina e  Giappone. Un rallentamento nell&amp;rsquo;economia cinese come conseguenza della diminuzione di esportazione, implicherà meno importazione di materie prime da parte di questo paese al resto del mondo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>A sua volta la sfiducia verso gli investimenti di rischio danneggerà il flusso degli investimenti nei denominati paesi emergenti. Però in quale profondità e per quanto tempo si darà questo, impossibile anticiparlo.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il governo degli Stati Uniti, contraddicendo i loro propri “principi” di ortodossa liberale, di lasciare che i mercati si auto regolino e falliscano chi deve fallire, sta facendo un appello a risorse  eterodosso, iniettando centinaia di migliaia di milioni di dollari nel barile senza fondo della crisi finanziaria. Se lo continuerà a fare, forse eviterà l&amp;rsquo;Apocalisse di un nuovo crack maggiore di quello del 1929, però a costo di portare i suoi indebitamenti come nazione a dei limiti inimmaginabili. Ma più in là della poca o maggiore spettacolarità che abbia la caduta, quello che è sicuro è una recessione e un indebolimento prolungato nella maggiore economia del mondo.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Come danneggerà l&amp;rsquo;Argentina&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p>In una economia globalizzata, le ripercussioni di una simile crisi arrivano da per tutto, però nella misura in cui gli effetti vengono per rimbalzo sono sempre meno prevedibili nel breve tempo, e poco misurabili nel medio tempo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Per esempio, lo sproporzionato aumento del prezzo internazionale del petrolio e delle materie prime che si è dato fino a pochi mesi fa, e la loro recente e bruta caduta, riguarda il fatto che molti investitori che uscirono dal mercato immobiliario, fuggirono verso le commodities e formarono una passeggera bolla in questo mercato, che ora si sta dissolvendo.  &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però fino a che questi capitali si inclinino definitivamente verso un qualche tipo di investimento di medio tempo, seguiranno provocando turbolenze difficili da prevedere.&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Al momento molti capitali stanno andando ai buoni del tesoro degli Stati Uniti (che in oltre sta emettendo  obbligazioni a man salva che servono a detenere fondi per il salvataggio del mercato finanziario), perché li si considera sicuri, anche se non danno praticamente garanzia. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Per ora si vendono obbligazioni del debito argentino, con i quali abbattono il prezzo ma mettono a rischio il paese, in oltre con la loro vendita salgono i tassi di interesse con i quali l&amp;rsquo;Argentina potrebbe ottenere credito.  &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Al momento sono abbassati i prezzi dei prodotti agricoli che esporta Argentina, per lo sgonfiamento della bolla transitoria, ma i prezzi restano ancora redditizi per i produttori. Però tutto questo è per questo momento. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Potrebbe succedere che quando passa il panico, qualche investitore consideri che certi prodotti in Argentina sono meno rischiosi che i mercati speculativi del primo mondo, o forse no. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Potrebbe succedere che il calo dei prezzi delle materie prime faccia diminuire la pressione inflazionistica, e questo porti sollievo. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Sicuramente che una recessione in USA contagerà la Cina e il Brasile, che hanno una maggiore relazione commerciale con gli Stati Uniti di quella che tiene Argentina; però siccome Argentina ha molte relazioni commerciali con il Brasile e la Cina, resta danneggiata indirettamente. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però come si può sapere la misura degli effetti indiretti, se neanche se si vuole si può misurare nel caso siano effetti diretti? Quello che si sappiamo è che Argentina non è nella lista di quelli che si vedranno più danneggiati. Perché anche se potrà avere problemi per ottenere crediti, li ha avuti anche in questi ultimi anni e nonostante questo è cresciuta, “vivendo con il nostro”, come dice Aldo Ferrer.  Perché sebbene alcuni paesi possono diminuire la domanda di alcuni dei prodotti che esporta Argentina, c&amp;rsquo;è da considerare che prima, in alcuni settori ha dovuto limitare le esportazioni al fine di garantire le forniture&lt;span> &lt;/span> interne e non per questo sono diminuite per questo tanto le esportazioni.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Le riserve accumulate in Argentina, il margine che ancora ha di avanzo fiscale e commerciale, le danno una copertura che le permettirà di ammortizzare fino ad un certo punto gli effetti collaterali della crisi degli Stati Uniti. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Però ora più che niente si dovrà lavorare in un piano economico e una riforma tributaria che assicuri, oltre all&amp;rsquo;avanzo fiscale il reinvestimento produttivo dei guadagni imprenditoriali, per raggiungere uno sviluppo e redistribuzione della ricchezza, finora in grado di contrastare qualsiasi collasso di  recessione in alcuni settori più esposti alla crisi internazionale. &lt;/p>
&lt;hr>
&lt;p>&lt;strong>Conclusioni&lt;/strong>&lt;/p>
&lt;p> &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>in definitiva, questa crisi del capitalismo e della globalizzazione, dimostrano una volta in più che si deve smettere con la speculazione finanziaria nel mondo, forzando il reinvestimento produttivo dei guadagni imprenditoriali. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il mondo non può essere governato dalla tirannia del capitale speculativo, che genera povertà e caos dovunque.&lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>Il mondo deve avanzare verso una Nazione Umana Universale, nella quale i popoli, attraverso la democrazia diretta, trovino una soluzione al fatto che le immense risorse che oggi si destinano alla speculazione finanziaria, all&amp;rsquo;usura e agli armamenti, vadano invece a contribuire allo sviluppo che faccia terminare la povertà. &lt;/p>
&lt;p>&lt;span>&lt;/span>In questo senso ci sarà da stare attenti, perché questa implosione finanziaria nell&amp;rsquo;impero lo sta debilitando, ma come una belva ferita, che al fine di riconquistare il potere, può pretendere di ricorrere alla forza bruta, più di quanto ha fatto finora. &lt;/p>
&lt;p>Guillermo Sullings&lt;/p>
&lt;p>18/09/08&lt;/p></description></item><item><title>Recessione in arrivo…</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/04/recessione-in-arrivo/</link><pubDate>Fri, 04 Apr 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/04/recessione-in-arrivo/</guid><description>&lt;p>_…uno studio preliminare al Rapporto economico globale afferma che c&amp;rsquo;è una possibilità su quattro di una recessione globale e definisce quella dei mutui subprime la peggior crisi finanziaria dai tempi della Grande depressione…&lt;/p>
&lt;p>_&lt;/p></description></item><item><title>Qualche consiglio per prepararsi all'imminente recessione.</title><link>https://stefanocecere.com/post/2008/03/qualche-consiglio-per-prepararsi-allimminente-recessione/</link><pubDate>Wed, 19 Mar 2008 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://stefanocecere.com/post/2008/03/qualche-consiglio-per-prepararsi-allimminente-recessione/</guid><description>&lt;p>Per quanto i media diano eco solo alle voci ottimiste e mistificatrici per l’economia europea è alle porte una recessione senza precedenti che inizierà dalle periferie (Italia, Spagna, Grecia) ed infine colpirà anche i paesi più forti.&lt;/p>
&lt;p>Come ci si può preparare? Quali sono i consigli per salvarsi le chiappe?&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>Tagliare le spese&lt;/li>
&lt;li>Firmare contratti a lungo termine con i clienti. Fate anche alcune concessioni per allungarli o rinnovarli.&lt;/li>
&lt;li>Assicurati del tuo valore al lavoro. Sei nei migliori 10% della tua azienda o rischi la cassa integrazione? Se puoi spostati in una compagnia più grande: IBM, Volkswagen, Nestlè per esempio non scompariranno… cerca comunque di essere in quel 10%&lt;/li>
&lt;li>Estendi la tua rete di relazioni. Un buon network può aiutarti a trovare un altro lavoro. Oppure pensa a creare reti di scambio, baratto, aiuto reciproco.&lt;/li>
&lt;li>Se sei in una compagnia piccola diventa amico di due gruppi di persone: i commerciali (se le vendite non vanno bene sono i primi ad andarsene) e il finance/contabilità (se non ci sono soldi per pagare i fornitori lo sanno in anticipo).&lt;/li>
&lt;li>Debiti: i debiti non sono tuoi amici, specialmente durante una recessione. Hai prestiti in corso per la macchina? Mutui? Prestiti personali? Carta di credito? Cerca il più possible di alleggerirli o almeno di rinegoziarli.&lt;/li>
&lt;li>Medicine: hai una buona scorta di medicinali in caso i prezzi aumentino vertiginosamente?&lt;/li>
&lt;li>Hai una riserva di cibo conservabile? L’ideale è avere qualche settimana o mese di autonomia.&lt;/li>
&lt;li>Hai una riserva di contanti? L’ideale è avere 3/6 mesi di riserva di emergenza in caso il tuo reddito diminuisca drasticamente durante la recessione.&lt;/li>
&lt;li>Hai attrezzi e pezzi di ricambio? Se si rompesse qualcosa costa meno ripararlo che chiamare qualcuno che lo aggiusti. Lo stesso vale per i vestiti: preparate ago e filo…&lt;/li>
&lt;li>La tua macchina e la tua casa sono in buone condizioni? Se fai adesso tutte le manutenzioni passerà un po’ di tempo prima che richiedano altro lavoro (e soldi).&lt;/li>
&lt;li>Hai un serbatoio per il combustibile da riscaldamento? Riempilo e prenota già un secondo pieno, per non rimanere al freddo durante l’inverno.&lt;/li>
&lt;li>Tieni d’occhio le offerte di lavoro. Non solo potrebbe esserti utile, ma la diminuzione di offerta è un indicatore di recessione.&lt;/li>
&lt;li>Hai denaro investito? Beh tienilo bene d’occhio, soprattutto se non è diversificato. Meglio ancora libera il capitale ed investilo in beni di prima necessità.&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>ps: articolo tratto dal blog amico
&lt;a href="http://dirittiumanimilano.splinder.com/post/16387150/E%e2%80%99&amp;#43;alle&amp;#43;porte&amp;#43;una&amp;#43;recessione" target="_blank">Diritti Umani a Milano&lt;/a>
.&lt;/p></description></item></channel></rss>